Partita Iva, Regime dei minimi, Regime Forfetario

Come aprire una Partita Iva

Come aprire una partita iva?

Aprire la partita iva è il primo passo formale da compiere per iniziare un’attività economica, che sia imprenditoriale o professionale.
 
Attraverso l’apertura della partita iva il contribuente comunica all’Agenzia delle Entrate i propri dati, la descrizione dell’attività e dove viene svolta. La richiesta di partita iva deve avvenire entro i 30 giorni successivi dall’inizio dell’attività, quindi può essere contestuale o successiva al suo avvio, ma non anticipata.

Il Modello di richiesta apertura partita iva

La presentazione del modello (reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate) può avvenire in modalità “cartacea” presso uno sportello dell’Agenzia delle Entrate, o in modalità telematica, personalmente tramite registrazione al servizio “Fisconline” – da richiedere con una ventina di giorni di anticipo, perché viene inviato un codice personale via posta – o tramite un intermediario telematico abilitato Entratel – tipicamente Commercialisti, associazioni dicategorie imprenditoriali, centri elaborazione contabilità – e la partita iva viene emessa immediatamente allo sportello nella prima modalità o in qualche ora in modalità telematica.
Il modello di richiesta per le persone fisiche (AA9, attualmente arrivato alla revisione 11, quindi AA9/11) non è particolarmente complesso nella formulazione “base” ma può presentare alcuni punti su cui bisogna prestare attenzione.
Nel dettaglio, l’indicazione dell’attività che si svolge è riassunta dai codici identificativi ATECO2007 che descrivono le diverse attività economiche (si trovano sul sito dell’ISTAT). E’necessario porre particolare cura nell’individuare correttamente l’esatta attività svolta, perché i codici sono collegati all’applicazione dei diversi Studi di Settore e di regimi previdenziali diversi. In caso di svolgimento di più attività diverse (da indicare comunque nel quadro G), è necessario individuare la prevalente,
che vincolerà all’applicazione degli Studi di Settore, nonché al regime previdenziale da adottare (INPS Commercio, Artigiani, Gestione
Separata, Casse Previdenziali di categoria) che possono avere aliquote contributive e modalità di funzionamento molto diversificate.
Solitamente i nuovi imprenditori svolgono le proprie attività, se possibile, direttamente da casa. Che sarà anche la sede ovvero il “luogo di esercizio” dell’attività (quadro B).
Porre la spunta sulla casella “scritture contabili” significa comunicare che in questo caso esse sono tenute presso l’abitazione dell’imprenditore. Questo può, evidentemente, risultare spiacevole in caso di richiesta di accesso alle scritture contabili da parte dell’Amministrazione Finanziaria, che, pur attraverso un processo autorizzativo più articolato che per altri luoghi di attività, “bussa alla porta di casa…”. Lo stesso ragionamento a maggior ragione vale per l’indicazione della presenza delle scritture contabili presso la residenza del titolare (quadro C). Meglio, a questo punto, conservare le scritture contabili esclusivamente presso il commercialista che diviene in questo caso anche depositario (quadro F).
 Una sezione molto importante (quadro B) riguarda la scelta di un eventuale regime fiscale agevolato, attualmente e fino a fine 2014 da scegliere tra il “regime fiscale per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” (cd. regime dei Contribuenti Minimi) e il “regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali” (cd. regime dei Forfettini). Con la spunta di una delle due caselle, l’imprenditore o professionista comunica l’adesione ad uno dei regimi agevolati.
E se ci si dimentica di mettere quel piccolo segno di spunta? Niente paura, vale il principio del comportamento concludente del contribuente, cioè se esso applica effettivamente e correttamente un regime particolare, anche senza aver comunicato esplicitamente la scelta, vale la sostanza sulla forma. Effettivamente, però,il principio del comportamento concludente si può sollevare solo in caso di verifiche, che, diciamo così, partono con il piede sbagliato…
 La compilazione delle casella degli acquisti intracomunitari con importi puramente indicativi ed ipotetici (quadro I) è necessaria per essere inclusi negli archivi dei soggetti VIES ovvero operanti nei confronti di altri paesi UE ed autorizzati all’acquisto ed alla cessione in regime di reverse charge (semplificando e generalizzando, un acquisto su Amazon, dopo adeguata registrazione e identificazione quale soggetto autorizzato, avviene senza l’applicazione dell’iva). L’inclusione in tali elenchi a volte comporta un controllo successivo da parte dell’Amministrazione Finanziaria per verificare la legittimità della scelta. Quindi, se siamo sicuri che clienti e fornitori saranno solo ed esclusivamente nazionali, è meglio evitare di compilare il campo. Al momento, l’iscrizione negli
elenchi VIES avviene dopo 30 giorni dalla richiesta. Quindi, anche qui bisogna prestare attenzione alle tempistiche…
Le “altre informazioni di inizio attività” (quadro I) sono necessarie solo nel caso di alcune attività specifiche, e vanno compilate solo in quei casi specifici.
Da questo momento, i contribuente è comunque tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi e a comunicare al fisco una serie di informazioni e ad ottemperare ad una serie di adempimenti, principalmente fiscali.

 Nota Bene

Ricordo che la richiesta di attribuzione di partita iva è solo uno degli adempimenti previsti.
Tra gli altri ricordo, per i soggetti per cui è prevista, l’iscrizione alla Camera di Commercio (imprese individuali), all’INAIL (a seconda dell’attività svolta), e la presentazione di segnalazioni di inizio attività ai Comuni e/o all’ASL per le materie di cui sono competenti
(commercio, somministrazione alimenti e bevande, preparazione cibi per asporto, ecc.).

 

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