regime forfetario 2017
Regime dei minimi

Regime forfetario 2017

Con questo articolo intendo esaminare le ultime novità ed i “rumors” riguardanti l’evoluzione del regime forfetario 2017. La legge di stabilità, ancora in fase di definizione da parte del Governo, non ha finora apportato modifiche alle norme che regolano tale regime agevolato, che ricordiamo è stato introdotto dal 2015 per poi essere modificato e migliorato nel 2016. Vediamo brevemente quali sono le regole e le caratteristiche di questo regime particolare.

 

I REQUISITI DI ACCESSO E DI PERMANENZA AL REGIME FORFETARIO 2017:

Di seguito riporto brevemente i principali requisiti di accesso e di permanenza al regime (ovviamente per chi intende aprire la partita I.V.A. nel 2017 i requisiti da rispettare sono da considerare “in previsione”, per rimanere entro i limiti).

Ai fini dell’adozione del nuovo regime forfetario 2017 l’età è irrilevante e non è previsto alcun limite di durata, può quindi essere applicato finché permangono i requisiti richiesti.

  1. Ricavi conseguiti / compensi percepiti, ragguagliati ad anno, entro i limiti individuati nell’apposita tabella, in base al codice attività. Ricordo che nel 2016 tutti i limiti sono stati aumentati di 10.000€, per i professionisti di 15.000. Il regime forfetario 2017 non prevede modifiche ai limiti di ricavo, riporto quindi quelli già vigenti.

regime forfetario 2017 tabella limiti ricavi compensi coefficienti redditivita

In presenza di più attività cui risultano applicabili soglie di ricavi / compensi diversi, si fa riferimento alla soglia più elevata.

  1. Spese sostenute per l’impiego di lavoratori non superiori a € 5.000 lordi annui a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore.
  2. Costo complessivo dei beni strumentali posseduti alla data del 31.12 non superiore a € 20.000. Per il computo del valore dei beni strumentali non si considerano quelli di costo fino a € 516,46 mentre si considerano al 50% quelli ad uso promiscuo (autovettura, telefono cellulare, altri beni utilizzati sia per l’attività che personalemente). Per i beni in locazione / comodato si considera il valore normale. Per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dalla società concedente. Gli immobili non hanno comunque rilevanza, qualsiasi sia il titolo di possesso.

Nell’articolo aprire partita I.V.A. nel 2016 parte seconda riporto alcuni regimi particolari che NON possono usufruire del regime forfetario.

Regime forfetario 2017 e contribuenti “start up”

Il regime forfetario 2017 prevede per i primi 5 anni un’aliquota dell’imposta sostitutiva in misura pari al 5% (in luogo del 15%).

Per beneficiare dell’aliquota ridotta è necessaria la verifica dei requisiti, analoghi a quelli già stabiliti per il vecchio regime dei minimi, ossia:

  1. Il contribuente non deve avere esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  2. L’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altre attività precedentemente svolte sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui la stessa costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte / professione;
  3. Qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi / compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime forfetario.

Nuovo regime previdenziale I.N.P.S. Gestione Artigiani Commercio e Servizi

In merito al regime previdenziale applicabile ai contribuenti in regime forfetario 2017 iscritti nelle gestioni Artigiani, Commercio e Servizi (esclusi quindi gli iscritti all’I.N.P.S. Gestione Separata o alle casse professionali), il reddito costituisce base imponibile ai fini previdenziali, ma è stato introdotto un regime opzionale secondo cui va applicata la contribuzione ridotta del 35%. In precedenza l’agevolazione consisteva nella non applicazione del minimale contributivo (i cosiddetti “Contributi Fissi”). È confermata la regola in base alla quale la riduzione contributiva si riflette sull’accredito dei contributi, cioè mentre il versamento dei contributi fissi “per intero” garantisce un anno di anzianità contributiva, il versamento di contribuzione ridotta del 35% comporta il riconoscimento proporzionale anche dell’anzianità, con le conseguenza facilmente immaginabile di aumentare di più di un terzo la componente “anzianità” ai fini pensionistici.

Altre novità di rilievo che non riguardano il regime forfetario ma in generale i piccoli imprenditori e i professionisti

La legge di bilancio, approvata dal Ministro dell’Economia, prevede l’attuazione dell’Iri, ossia l’assoggettamento a un unico trattamento dei redditi di lavoro autonomo e di impresa mediante l’aliquota del 24% con decorrenza dal 2017. Inoltre è previsto che i redditi dei piccoli imprenditori saranno tassati secondo il principio di cassa, ossia basandosi solo sui redditi effettivamente incassati. Il documento prevede anche la trasformazione degli studi di settore da strumento di accertamento a strumento di compliance.

Vedremo come si evolverà tale proposta

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regime forfetario 2017 apertura partita iva

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433 thoughts on “Regime forfetario 2017

  1. Patrizia says:

    Buongiorno, la ringrazio anticipamente per la sua gentilezza; in sostanza dall’anno scorso ho aperto la partita iva forfettaria, non sono sicura di tenerla per il prossimo anno, con un guadagno lordo di circa 8000 l’anno conviene tenerla? e nel caso dovessi guadagnare meno di 5000 lordi? devo pagare comunque le tasse? perchè in questo ultimo caso mi converrebbe chiudere e lavorare a ritenuta d’acconto, è corretto?

    La ringrazio molto

    • Buongiorno Patrizia,
      direi che a livello di tassazione il regime forfetario conviene SEMPRE rispetto alla ritenuta d’acconto, perchè la tassazione è MOLTO inferiore.
      Bisogna tenere anche però conto del fatto che ci sono dei costi “nascosti” quali quello della redazione della dichiarazione dei redditi (ma volendo se la può benissimo presentare anche da sola, gratis), e i costi previdenziali che certamente non ha con la ritenuta d’acconto entro i 5.000€ annui.
      In buona sostanza, la risposta alla domanda sulla convenienza è: dipende… con gli elementi a disposizione non posso aiutarla maggiormente, bisognerebbe fare una vera e propria simulazione ed entrare nel caso specifico.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  2. valentina concia says:

    Buongiorno,
    ho questo dubbio.
    Ho aperto la Partita Iva nel regime di vantaggio dell’imprenditoria giovanile nel settembre 2012. Alla fine del 2017 devo naturalmente passare ad altro regime (il forfettario con aliquota irpef 15%) per scadenza naturale dei termini, avendo io più di 35 anni.

    La domanda è questa: come devo compilare l’UNICO 2018 che fa riferimento ai redditi 2017? Ancora nella sezione del quadro LM del regime di vantaggio o in quella relativa al regime forfettario, essendo il sesto anno di imposta il 2018?
    Grazie
    Cordiali saluti
    Valentina Concia

    • Buongiorno Valentina,
      con riferimento ai redditi 2017 deve compilare il quadro tenendo presente che è nel regime di vantaggio come l’anno scorso, perchè è passata al regime forfetario solo nel 2018. L’anno prossimo, quindi con Unico 2019 redditi 2018, compilerà il quadro con riferimento al regime forfetario.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?
      Il nostro sito è forcellacommercialistapadova.it

  3. Rita says:

    Buonasera dott. Forcella,
    sono un neo avvocato, ho aperto la partita iva nel 2016 optando per il regime forfetario..purtroppo nel 2017 la mia attività professionale si è paralizzata la società che seguivo è fallita…non ho percepito redditi da lavoro autonomo, non ho emesso alcuna fattura.. ho però percepito redditi da lavoro dipendente e la naspi… sono tenuta a presentare ugualmente il modello redditi persone fisiche 2018 o posso presentare il 730?

  4. Luigi says:

    Salve,una domanda, sono disegnatore di pagine web con regime dei minimi, adesso vorrei avviare un’attività artigiana (produzione t-shirt personalizzate da vendere esclusivamente online), in questo caso mantengo lo stesso regime per entrambe le attività almeno fino ai 35 anni di età? Dovrò pagare i contributi artigiani inps sui ricavi delle magliette e quelli alla gestione separata sui compensi professionali,giusto? O mi sono perso qualcosa? Grazie mille

    • Buona sera Luigi,
      ha colto il segno, e dovrà vendere una MONTAGNA di magliette per pagare i contributi della gestione artigiana… Mi domando se invece non possa pensare di far rientrare tutto come attività “creativa” del disegnatore web, magari integrando il codice attività con qualcosa di appropriato, ma pur sempre collegato alla Gestione Separata, del tipo: 74.10.10 o 90.03.09. Non credo che l’inps avrebbe nulla da obiettare.
      saluti,
      Nicola Forcella

  5. andrea piana says:

    Mi scuso per la mia ignoranza, come mai che : pranoterapia operatore shiatzsu il cod. attività e 90? L’operatore reiki svolge la stessa attività olistica.

    grazie

  6. andrea piana says:

    Grazie della sua risposta, potrei sapere per quale motivo alcuni studi commercialisti sentiti, fanno rientrare la categoria operatore olistico in altre attivita’ economiche con 67% di coefficiente reddittività, scusa la mia ignoranza (non essendo un attività sanitaria, non è riconosciuta come tale)

    • premesso che non esiste l’indicazione precisa della categoria di “operatore olistico” tra le attività dei codici Ateco, ho individuato nel codice 86.90.29 quello che ritengo essere adeguato. La descrizione è la seguente:
      “ALTRE ATTIVITA’ PARAMEDICHE INDIPENDENTI NCA servizi di assistenza sanitaria non erogati da ospedali o da medici o dentisti: attivita’ di infermieri, o altro personale paramedico nel campo dell’optometria, idroterapia, massaggi curativi, terapia occupazionale, logopedia, chiropodia, chiroterapia, ippoterapia, ostetriche eccetera; attivita’ del personale paramedico odontoiatrico come gli specialisti in terapia dentaria, gli igienisti;”.
      L’alternativa potrebbe essere
      “96.04.1 SERVIZI DI CENTRI PER IL BENESSERE FISICO (ESCLUSI GLI STABILIMENTI TERMALI) gestione di bagni turchi, saune e bagni di vapore, solarium, centri per snellimento e dimagrimento, centri per massaggi, centri per cure antifumo eccetera.;”
      oppure:
      “96.09.09 ALTRE ATTIVITA’ DI SERVIZI PER LA PERSONA NCA
      attivita’ di astrologi e spiritisti;
      servizi di ricerca genealogica;
      servizi di lustrascarpe, addetti al parcheggio di automobili eccetera;
      gestione di macchine a moneta per servizi alla persona (cabine per fototessera, bilance pesapersone, macchine per misurare la pressione del sangue, armadietti a chiave funzionanti a moneta);
      assistenza bagnanti (bagnini);
      servizi domestici svolti da lavoratori autonomi;
      custodia pellicce;”
      Ecco, io personalmente, visto che l’attività non è rintracciabile specificamente in nessuna delle categoria indicate, preferirei essere assimilato ad un operatore sanitario che ad uno spiritista o ad un centro massaggi

  7. Fabrizio says:

    Buongiorno, ho chiuso una srl il 30 dicembre 2017, ero socio lavoratore al 50%, per alcuni anni fino al 2015 anche dipendente, l’ azienda si occupava di vendita ed assistenza prodotti informatici. Avendo avuto una proposta di lavoro come rappresentante mi trovo a dover aprire una P.I. . Posso rientrare con questi requisiti al 5% di regime o passo al 15% ? Che codice adeco (nel caso non opti nell’ aprirla come agente di commerci) posso utilizzare come ditta individuale essendo appunto un lavoro di intermediario? grazie e complimenti per il sito

    • Buongiorno Fabrizio,
      secondo le informazioni che i ha fornito, ritengo possa aprire partita iva nel regime forfetario con regime 5%. Qualche dubbio permane se l’attività è di rappresentante proprio di prodotti informatici.
      Non mi è chiara la sua seconda domanda, dato che il codice di intermediario del commercio è sempre riferito ad una ditta individuale, iscritta in CCIAA, nell’apposito elenco, avendone i requisiti.
      su http://ateco.infocamere.it/ateq/home.action trova tutte le informazioni e i requisiti per ogni tipo di ateco.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  8. andrea piana says:

    Buon giorno sono un Operatore Olistico (Master Reiki) ho l’intenzione di aprire la P.Iva a regime forfettario volevo sapere il codice attività rientra nelle attività economiche con coefficiente reddittività del 78% o in altre attività economiche del 67%
    Grazie buona giornata

  9. Michael says:

    Buongiorno Dott. Forcella,

    la mia domanda é la seguente:

    Finora ho lavorato come lavoratore dipendente. Adesso nel 2018 vorrei aprire una p.iva e iniziare una attivtá con il regime forfettario. Il contratto vecchio non esisterá piu.
    La mia attivitá sará diversa della attivitá come lavoratore dipendente, ma sempre per lo stesso datore di lavoro. Io posso agevolare il regime forfettario, e, se si, posso agevolare il regime come start up coi 5%?

    Grazie e cordiali saluti

  10. Simo says:

    Buongiorno complimenti per il sito.
    Avrei la seguente domanda. Se attualmente e nel 2017 ho svolto un lavoro dipendente con contratto di lavoro terziario intermittente a chiamata come steward (reddito 1000€ nel 2017 e 500€ nel 2018), è possibile aprire una P.IVA con aliquota al 5%? Premetto che l’attività che svolgerei è totalmente differente.

    Cordiali Saluti

  11. Vito says:

    Gent.mo Dott. Forcella,
    ho un quesito da porle.

    Nel 2016 ho aperto la P.I. come professionista ed ho superato di 200 euro il limite fatturabile. Durante il 2017, quindi, ho adottato il regime ordinario.
    Nel 2018 posso ritornare al regime forfettario oppure devo permanere nell’ordinario per almeno 3 anni?
    La ringrazio per anticipatamente per la risposta.

    • Buongiorno Vito.
      Proprio no, mi dispiace!
      Una volta superato uno dei limiti ed uscito dal regime forfetario non per opzione ma per obbligo, non è previsto il rientro.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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      • Vito says:

        Grazie per la risposta. Ma il regime forfettario non è il regime naturale? Se io ho superato il limite del fatturato nel 2016 durante il forfettario e non ho avuto una fatturazione nel 2017 in regime ordinario superiore ai 30000 euro, perchè nel 2018 non potrei rientrare nel forfettario? Il vincolo triennale non riguarda solo chi pur potendo aderire al forfettario sceglie il regime ordinario? Potrebbe, gentilmente, darmi dei riferimenti normativi dai quali si evinca l’impossibilità di aderire nuovamente al forfettario in caso di fuoriuscita obbligatoria? La ringrazio vivamente e le auguro una buona giornata.

        • riporto l’art. 1 comma 71 L. 190/2014: “Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57.“.

          • Vito says:

            Grazie ancora per la risposta. Quindi se nel mio caso il forfettario è cessato a partire dal 2017 (perchè ho superato i limiti di fatturato nel 2016) e nel 2017, durante il regime ordinario, ho rispettato tutti i requisiti previsti dalla legge per rientrarci nell’anno successivo, perchè nel 2018 non posso applicarlo nuovamente? E’ proprio questo aspetto che non mi è chiaro. La ringrazio ancora per l’attenzione e la professionalità.

          • franco says:

            Buongiorno, non mi sento di concordare. Ritengo che l’interpretazione da attribuire al comma 71, sia quella relativa all’individuazione del momento di uscita dal regime forfettario in caso di superamento dei limiti o condizioni, ma non quella di stabilire l’impossibilità di futuro rientro (ciò onde evitare quanto invece possibile nel regime dei minimi, ovvero l’uscita, in alcuni casi, dall’anno in corso invece che da quello successivo). Una interpretazione diversa si porrebbe in contrasto con quanto previsto al comma 54, negandone la previsione e la corretta l’applicazione (I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario di cui al presente comma e ai commi da 55 a 89 del presente articolo se, al contempo, nell’anno precedente:….)

          • A mio parere così sarebbe se fosse stato scritto: “…cessa di avere applicazione nell’anno successivo…”. In questo modo potrebbe essere verificata ogni anno la sussistenza dei requisiti per l’applicazione per l’anno successivo del regime forfetario.
            In ogni caso, la questione non è chiara e, a mio parere, prudenza vuole un’interpretazione letterale della norma. Poi, se l’AE volesse fornire una propria interpretazione più favorevole per il contribuente… sarei solo che contento della cosa!

          • VITO says:

            Salve Dott. Forcella, dopo la sua risposta mi sono rivolto all’Agenzia delle Entrate per cercare di avere direttamente da loro una risposta al quesito. Ebbene, mi hanno risposto che nulla impedisce di rientrare nel regime forfettario se sono rispettate tutte le condizioni per farlo. Ciò in quanto la norma, da un lato, prevede una permanenza nel regime ordinario solo in caso di opzione, dall’altro, non vieta espressamente la possibilità di adottarlo nuovamente. Un funzionario mi ha comunicato che occorre fare riferimento alla circolare 6E del 2015, punti 9.1 e 9.2.

          • Mi spiace, ma il riferimento fornito a mio parere non dirime la questione dell’interpretazione dell’art 71: “Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57”. Diverso sarebbe se fosse stato scritto: “…cessa di avere applicazione nell’anno successivo…”. In questo modo potrebbe essere verificata ogni anno la sussistenza dei requisiti per l’applicazione per l’anno successivo del regime forfetario.
            In ogni caso, la questione non è chiara e, a mio parere, prudenza vuole un’interpretazione letterale della norma. Poi, se l’AE volesse fornire una propria interpretazione più favorevole per il contribuente… sarei solo che contento della cosa!

  12. GUIDO says:

    Ho aperto partita Iva nel 2011 nel regime ordinario come professionista ma non ho mai svolto l’attività. Nel 2017 ho solo ricevuto fattura del commercialista per l’attività svolta in questi anni. Posso passare al regime forfettario e se si come?

    • Si, perchè evidentemente non ha superato i limiti previsti, e sono passati i 3 esercizi (2015-2017) necessari per la “mancata adozione” del regime il primo anno che ha comportato l’opzione del regime ordinario per almeno 3 esercizi.
      Visto che il regime forfetario è quello naturale, non ci sono comunicazioni o adempimenti formali da fare, basta adottare un comportamento concludente, cioè emettere le fatture con il sistema “forfetario”.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  13. sofia says:

    Buongiorno e complimenti per le utilissime informazioni. Le sottopongo un dubbio: tra pochi mesi, appena tutto il necessario sarà pronto, vorrei aprire P.IVA con regime forfettario. Avrei però già oggi bisogno di acquistare un computer nuovo e dei software per l’avvio dell’attività: posso iniziare a fare i miei acquisti adesso, da privata, oppure conviene aspettare l’apertura della P.IVA? E se posso fare gli acquisti già oggi, dovrò poi conteggiare i costi tra quelli sostenuti per l’acquisto di beni strumentali oppure no, visto che sono stati acquistati prima dell’apertura della P.IVA?
    Grazie mille, se avrà tempo di rispondermi, e complimenti ancora.

    • Buona sera Sofia,
      può pure acquistare il computer prima di aprire la partita iva, usufruirà di due anni di garanzia come consumatore invece che di uno solo come utilizzatore professionale…
      Per quanto riguarda il conteggio dei beni strumentali, essi rilevano anche se non sono stati acquistati con fattura. Si tiene conto in questo caso del valore normale (ovvero il valore di mercato che avrebbe quel bene nelle medesime condizioni) al momento dell’ingresso nell’alveo professionale.
      Le suggerirei di pensare di aprire la partita iva da subito perchè così potrebbe avere (quasi) l’intero plafond di fatturato a disposizione. Questo ancora meglio se si tratta di attività professionale iscrivibile alla Gestione Separata che non prevede contributi previdenziali in misura fissa, e quindi “impegnativi” se l’attività non è già iniziata. Se invece si tratta di attività iscrivibile alla cciaa consiglio di fare l’iscrizione come impresa inattiva e chiedere la partita iva, per poi attivare il tutto (non se ne dimentichi!) al momento opportuno, effettuando anche l’iscrizione all’inps AC.

      spero di esserle stato utile,

      Nicola Forcella

      Per aprire la partita iva, ci contatti sul nostro sito http://www.forcellacommercialistapadova.it: offriamo un servizio completo, che annulla la distanza tra la sede del cliente e il commercialista utilizzando mezzi innovativi di gestione della fatturazione attiva e passiva, pensato per le persone fisiche e le piccole società, sempre in contatto con noi e sotto la nostra costante supervisione.

  14. Giovanni Dal Prà says:

    Buonasera Dottore.
    Essendo in Regime forfetario come disegnatore grafico avrei dovuto spedire dei provini via pacco postale (alla fine ho preso l’auto e portati di persona).
    Un esempio: Studio grafico 100 € + Contributo integrativo 4% + Bollo 2 € = 106 €; ci sarebbero poi ancora circa 10 € di spedizione.
    Il costo della spedizione va inserito in fattura e, se si, con quale voce?
    Rientra anche questo nel Contributo integrativo del 4% e nel Bollo?
    Grazie
    Giovanni

    • La voce corretta è proprio “costi di spedizione” e va inserita tra i ricavi se la fattura di trasporto (corriere) è intestata a lei, mentre se è intestata al destinatario va messa tra le spese anticipate in nome e conto del cliente escluso iva ex art 15. Se invece utilizza il servizio postale, poichè non viene rilasciata fattura ma una semplice ricevuta, può utilizzare la dicitura spese anticipate.
      Nel primo caso (fattura intestata a lei) la quota viene conteggiata ai fini del limite per l’applicazione dell’imposta di bollo e del 4%. Nel secondo caso (spese anticipate) si tratta di un semplice rimborso spese e non rientra in nessuno dei due casi.

      cordiali saluti,

      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  15. CARLO says:

    Buongiorno Dottore,
    complimenti per il Sito e le risposte.
    Un quesito: un neo pensionato, che da Ottobre a Dicembre 2017 ha percepito una pensione di circa 8.000 netti globali, e che quindi nel 2018 supererà sicuramente la soglia dei 30.000 €, ma senza altri redditi percepiti nel 2017, può aprire la partita iva col regime forfettario, come professionista?
    Grazie mille.
    Carlo

    • Buona sera Carlo,
      si, soprattutto dopo le modifiche apportate in sede di Finanziaria 2016. Infatti, se prima avrei avuto qualche dubbio per la presenza della regola della prevalenza del reddito di lavoro al comma 54 lettera d), ora tale disposizione è stata cancellata e il limite dei 30.000 è stato spostato al comma 57 lettera d-bis). Tale cambiamento non obbliga più alla verifica preventiva e alla “presunzione” di non superare i limiti, prevista dal comma 56 sui requisiti di cui al comma 54. E’ evidente che un pensionato, salvo casi eccezionali, non può perdere il diritto alla pensione e quindi “già sa” quale sarà il suo reddito assimilato al lavoro dipendente…
      Questo non è più il caso e quindi, almeno per il 2018, lei potrà usufruire del regime forfetario.

      cordiali saluti,

      Nicola Forcella

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  16. Egr.Dott. Forcella,
    Quest’anno mi ritrovo nel regime forfettario ,ma poiché pago con “imposta unica”, il mio commercialista mi ha detto che non posso dedurre il mio piano individuale pensionistico.
    A me sembra molto strano(direi quasi incostituzionale),saprebbe darmi il riferimento normativo?
    Grazie
    Distinti saluti
    Aurelio

    • Buongiorno Aurelio,
      il regime forfetario prevede un’imposta sostitutiva di irpef, irap e addizionali regionali e comunali. Poichè le deduzioni e detrazioni dal reddito sono riferite proprio all’irpef, va da sè che non sono applicabili nel regime forfetario, che come sa è oltretutto un regime “naturale”, ma pur sempre facoltativo. Se, dopo un’accurata simulazione fiscale le dovesse convenire il regime ordinario, può sempre adottarlo per tre anni.
      Per quanto riguarda la presunta incostituzionalità della mancata deduzione delle spese per PIP, le posso assicurare che è una questione manifestamente priva di fondamento giuridico (questo le risponderebbe il giudice che assumerebbe la pratica). Anzi, avrei qualche perplessità in merito all’equità fiscale del regime forfetario rispetto agli altri contribuenti (dipendenti in primis) che a parità di reddito non godono di un’agevolazione MOLTO generosa che invece è concessa ai lavoratori autonomi. Ma sappiamo che la stragrande maggioranza dei dipendenti nemmeno si accorge di quante imposte e contributi versa, perchè alla fine interessa solo il “netto busta”… Se tutti si rendessero conto quanto effettivamente versa il datore di lavoro per conto loro (rectius, trattiene dalla loro busta paga per pagare imposte e contributi…) rimarrebbero sicuramente sconvolti.
      Il riferimento di legge che mi chiede è l’art. 1 c. 64 L. 190/2014: “Sul reddito imponibile si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive … I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma“. Attenzione, i PIP NON sono contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, ma sono volontari!.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  17. Robert says:

    Salve dott. Forcella!

    L’obbligo generalizzato della fattura elettronica tra soggetti passivi Iva residenti e soggetti stabiliti in Italia, che decorrerà dal 1° gennaio 2019, opera anche per coloro che applicano il regime forfettario?

    Grazie!!!

  18. Marco says:

    Buonasera volevo porvi una domanda a scopo informativo…un lavoratore dipendente assunto a tempo indeterminato e full time nel caso volesse aprire un attività nel regime dei minimi è obbligato a fare l iscrizione alla gestione separata? Il redito percepito dall attività di impresa è soggetto a contribuzione? Anche nel caso in cui il redito di lavoratore dipendente eccede il redito d impresa è soggetto ad ulteriore contribuzione? Ci tengo a precisare che come lavoratore dipendente non si superano i 30 mila lordi annui! Ringrazio per la cortese attenzione e spero in una vostra risposta! Cordiali saluti

    • Buona sera Marco,
      la gestione previdenziale INPS di iscrizione dipende dall’attività che svolgerà. In linea generale la Gestione Separata si applica per i professionisti senza Cassa di Previdenza, mentre se è un’attività d’impresa, con iscrizione quindi alla CCIAA, sarebbe soggetto alla relativa contribuzione alla Gestione Commercio. In questo secondo caso è esentato dal versamento dei contributi, perchè è dipendente a tempo pieno.
      saluti,
      Nicola Forcella

  19. domenico says:

    dottore buongiorno , sono disoccupato dal 1/11/17 , vorrei chiedere anticipazione naspi per il totale per avvio attivita autonoma autista NCC.
    Volevo sapere se posso aprire P.I in regime forfettario e siccome ancora non sono in possesso dei requisiti (pat K e iscrizione al ruolo ) se mi sia possibile cominciare a pagare i contributi dal momento del inizio attivita che dovrei essere in grado di svolgere da dicembre 2018.
    grazie mille e distinti saluti

    • Buona sera Domenico,
      lei potrà aprire partita iva ed iscriversi come soggetto inattivo in CCIAA, poi quando avrà ottenuto le autorizzazioni potrà comunicare l’inizio attività ed aprire la posizione inps.
      Attenzione però al limite dei beni ammortizzabili che non devono superare i 20.000€ di valore totale al 31/12. Difficilmente le autovetture per NCC sono di valore inferiore…
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  20. Marco says:

    Buonasera Dott. Farcella
    Io sono un lavoratore dipendende e non supero i 30000 euro lordi annui….con il sistema forfettario in questo caso essendo lavoratore dipendente devo versare i contributi inps?
    Grazie mille dell’attenzione

    • Buona sera Marco,
      se è a tempo pieno non deve versare i contributi (cioè non è obbligato ad iscriversi all’inps gestione Commercio/Artigiani) .
      Se svolge attività professionale iscrivibile alla Gestione Separata dovrà invece versare i relativi contributi.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  21. Riccardo says:

    Buongiorno dottore,
    sono titolare di p.iva in regime dei minimi.
    Ho emesso una fattura nel 2017 ma il committente la salderà entro metà Gennaio 2018.
    Dovrò contabilizzarla nell’imponibile del 2018?
    Grazie

  22. carlo de leo says:

    Buonasera, sono stato assunto dal 2.1.18 con contratto a tempo indeterminato, il mio reddito di lav dip nel 2018 sarà superiore ai 30.000 €, mi potete confermere che perdo la qualifica di forfettario dal 1.1.2019?

  23. Andrea says:

    Buongiorno, a gennaio 2018 vorrei aprire una pi a regime forfettario per il commercio al dettaglio di prodotti di arredo.
    Nel mio negozio, siccome le vendite ai clienti sono esenti di iva, come posso emettere delle ricevute al cliente che attestino l’acquisto?solo tramite fatture?in questo caso per ogni vendita dovrei fare una fattura?con quali diciture precise? Ovviamente non avrò necessità di avere un registratore di cassa no?vorrei sapere quali possono e devono essere i metodi per fare la ricevuta al cliente grazie

  24. Andrea says:

    Buongiorno Dottore, complimenti per la cura di questo sito.
    Sono un professionista e usufruisco del regime Forfettario (con limite 30.000) e quest’anno, a dispetto delle previsioni, mi ritrovo a sforare di poco i 45.000 euro (a causa di un pagamento molto datato che davo per perso). Non riesco a capire se dal regime Forfettario uscirò nel 2018 andando in quello ordinario, oppure se ciò implica uscire già quest’anno (spero tanto di no!). Ho trovato su internet informazioni contrastanti al riguardo (alcuni dicono che l’uscita diretta nell’anno in corso riguarda solo per il regime dei minimi, altri parlano anche del Forfettario). Vorrei avere la sua preziosa opinione e se possibile un riferimento di legge (o circolare). Grazie dell’attenzione.

    • Buona sera Andrea,
      è pacifico che lei uscirà dal regime forfetario nel 2018. Solo il regime dei minimi prevede “la punizione” dell’uscita dal regime in corso d’anno.
      Come riferimento di legge le posso fornire la Legge di Stabilità 2015: L. 190/2014 art. 1 c. 54.
      Domani uscirà un articolo proprio su questo argomento, non se lo perda!
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  25. Andrea says:

    Buongiorno Dottore, complimenti per la cura di questo sito.
    Usufruisco del regime Forfettario e quest’anno, a dispetto delle previsioni, mi ritrovo a sforare di poco i 45.000 euro (a causa di un pagamento molto datato che davo per perso). Non riesco a capire se dal regime Forfettario uscirò nel 2018 andando in quello ordinario, oppure se ciò implica uscire già quest’anno (spero tanto di no!). Ho trovato su internet informazioni contrastanti al riguardo. Avrebbe gentilmente un riferimento di legge / circolare. Grazie dell’attenzione.

    • Buona sera Andrea,
      uscirà dal regime forfetario nel 2018. Lo dice l’art. 1 comma 71 Legge 190/2014: “Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57.”

      saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  26. Dott. Carlo Maria Sabini says:

    Buongiorno Dottore,

    le porgo questo quesito se può cortesemente rispondermi.

    Un soggetto che rileva un’attività commerciale con regime fiscale forfettario al 15 % ( azienda e licenze commercio al dettaglio piante e fiori) e non ha mai avuto partita iva ne ha mai svolto come dipendente quell’attività…può accedere al regime forfettario del 5% rispettando i limiti di ricavi ecc…??

    Grazie

    Cordiali Saluti

    • Buona sera dott. Sabini
      riporto l’art. c. 65 lett. c) della L. 190/2014 che indica quando si può applicare l’agevolazione startup:
      c) qualora venga proseguita un’attivita’ svolta in precedenza da
      altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi,
      realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento
      del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti [fissati nella tabella]

      Spero di esserle stato utile.
      Nicola Forcella

  27. mattia says:

    Buongiorno dottore,
    sono un professionista e ho aperto la p.iva a maggio 2017 in regime forfettario (limite 30.000€ lordi annui). Da maggio a dicembre sono arrivato a fatturare 29.400€ euro. Per il prossimo anno rimango ancora nel regime dei minimi ma penso che fatturerò forse 40-45.000€, o se mi va bene anche 50-60 e forse 70.000. Quello che le volevo chiedere è: se arrivo a fatturare così devo tornare a rifare le fatture o come leggo dalla direttiva che solo dall’anno dopo rientro in automatico in regime ordinario perciò posso andare con il forfettario anche per il 2018 e dal 2019 entro in quello ordinario.
    Avevo sentito che prima non si doveva superare i 45.000, invece qualche giorno fa all’agenzia delle entrate mi hanno riferito che a prescindere dalla cifra rimango sempre nel forfettario per il 2018 e poi nel 2019 entrerei in quello ordinario..
    Grazie mille

    • Buona sera Mattia,
      quello che le hanno detto all’Agenzia delle Entrate è vero, lei infatti applica il regime forfetario e non di minimi che invece aveva quella regola pericolosissima.
      Quello che non le hanno detto invece è che il limite dei 30.000 di ricavi incassati deve essere rapportato ad anno, cioè in pratica 30.000/365=82,19 x i giorni di apertura della partita iva. Mettiamo che sia stato per tutto il mese di maggio, ovvero 244 giorni avrebbe “spazio” per solo 20.054,36€… Quindi, dal 2018 lei ricade nel regime ordinario.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  28. Enrica says:

    Buongiorno
    le chiedevo gentilmente un suo parere. Una srl fa una cessione del ramo d’azienda ad un dipendente che pertanto cessa e apre la stessa attività in forma individuale secondo lei ha diritto a chiedere la Naspi in un’unica soluzione.
    Grazie e cordiali saluti
    Enrica

    • Purtroppo non sono esperto in materia di Naspi.
      Non vedo però perchè non dovrebbe richiederla, visto che apre un’attività imprenditoriale acquisendo un ramo d’azienda. So che comunque l’inps fa fatica a pagare tutto il capitale e che a volte la durata per la liquidazione del totale fa rimpiangere la mancata percezione mensile…
      Saluti,
      Nicola Forcella

  29. Carmelo says:

    Salve,
    ho p.iva dal 2014 nel regime dei minimi. Per il 2018, a causa di ritardi dei pagamenti rischio di avvicinarmi molto alla soglia dei 45 e superarla. Volevo sapere se fosse possibile passare a regime forfettario 15% in modo tale che, qualora superassi la soglia dei 45, non sarei obbligato al cambio di regime in corso del medesimo anno. La circolare del 2016 non mi pare molto chiara e anche dai professionisti ho pareri diametralmente opposti. Grazie mille Saluti

    • Buona sera Carmelo,
      Il caso non mi è mai stato sottoposto e le circolari ministeriali non affrontano l’argomento specifico.
      In effetti la casella VO34/3 della dichiarazione IVA2017/anno2016 serviva per comunicare la revoca la scelta del regime dei minimi effettuata senza attendere il decorso dei termini di permanenza
      nel regime e accedono, dal 2016, al regime forfetario. (vedi istruzioni dichiarazione IVA2017 a pagina 57). Si noti che la comunicazione delle opzioni avviene l’anno successivo con la dichiarazione IVA (o dei redditi con l’aggiunta del quadro VO). Non è ancora uscito il modello dell’IVA2018/anno2017 per verificare se tale opzione fosse stata fornita solo in corso del periodo di passaggio tra i regimi e dopo la modifica, ma ritengo di no.

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  30. roberto says:

    Buongiorno,
    in riferimento all’ipotesi di esclusione dal regime forfettario “per i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro” in tale categoria rientra anche chi ha lavorato negli ultimi anni all’estero? E se nell’ultimo anno si trovava in disoccupazione all’estero con un importo superiore ai 30.000 euro?
    grazie

    • Buongiorno Roberto,
      il quesito che propone richiede un approfondimento che richiede una vera e propria consulenza.
      In ogni caso, se è stato dipendente E RESIDENTE all’estero ha versato le imposte in tale paese e quindi in Italia non ha alcun reddito.
      Se invece era ancora residente in italia, deve dichiarare qui il reddito da dipendente.

  31. Andrea says:

    Buonasera,
    sono co-amministratore di una società web che cesserà le attività al 31/12 (ma di fatto chiuderà la posizione in camera di commercio entro il 2018). Sto valutando di aprire Partita IVA per attività di consulenza in ambito IT e della comunicazione in genere, con specifica nel mondo web. Secondo lei posso entrare nel regime forfettario start-up (tenendo conto che sarà fatta fatturazione a clienti diversi)?
    Capito che il limite dei 30.000 é su base annua, se io fatturassi i 30.000 nei primi 8 mesi (esempio) e poi venissi assunto da uno di questi clienti, secondo lei sta in piedi l’apertura e chiusura della Partita IVA in un tempo così limitato, oppure ci sono dei minimi da rispettare per non perdere l’agevolazione?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Buona sera Andrea,
      Non ci sono dei limiti minimi da rispettare, io terrei aperta la partita IVA per lo meno fino a fine anno, così terrebbe aperto per l’intero periodo e non avrebbe problemi di ragguaglio dei 30.000.
      saluti,
      Nicola Forcella

  32. Katia says:

    Buongiorno, ma se oltre ad avere p.iva con limite 30.000 , durante l’anno ho avuto anche un piccolo contratto da dipendente (mansione lavorativa svolta diversa), Come limite 30000 devo considerare solo ciò che ho fatturato (senza il reddito da lavoro dipendente) vero?

  33. Enrica says:

    Buonasera
    ho aperto una P. Iva forfettario e vorrei assumere una segretaria quello che non ho compreso bene è se il limite dei 5.000 euro lordi all’anno per un dipendente riguardano solo la paga lorda o anche i contributi.
    Grazie in anticipo per la risposta

  34. diego says:

    Buongiorno,
    in riferimento all’ipotesi di esclusione dal regime forfettario “per i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro” in tale categoria va fatto rientrare (per cassa) anche un eventuale premio produttività soggetto a tassazione sostitutiva ricevuto dal soggetto?
    grazie per l’attenzione

    diego

  35. Paola says:

    Buongiorno Dr. Forcella,

    vorrei sapere se in caso di superamento dei limiti del regime forfettario (purtroppo nel mio caso avvenuto soltanto presuntivamente), io sia vincolata al regime ordinario per tre anni o se questo vincolo triennale sia previsto soltanto nell’ipotesi in cui un soggetto opti di sua iniziativa per il regime ordinario anziché per quello naturale.
    La ringrazio.
    Cordiali saluti.
    Paola

    • Buona sera Paola,
      il testo della norma effettivamente parla di cessazione di applicazione del regime, quindi è da intendersi una cessazione definitiva e non triennale come invece è possibile fare per opzione.
      71. Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire
      dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle
      condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle
      fattispecie indicate al comma 57.

  36. Mario says:

    Buongiorno,

    ho aperto una partita IVA nel regime forfettario come professionista. Durante l’anno 2017 ho svolto attività di commercio elettronico-dropshipping verso il cliente finale all’estero e ho superato la soglia del minimo dei 40.000 annuali. Le transazioni sono solo tracciate dal conto corrente, avendo acquistato e venduto. In questo caso cosa si può fare dato che alla fine tra vendite ed acquisti sono arrivato quasi al pareggio, se non qualcosa di utile.
    Grazie mille
    Mario

    • Buona sera Mario,
      intanto se ha aperto con codice attività professionista, ha commesso un errore perchè avrebbe dovuto iscriversi alla CCIAA, ed ha usufruito di un codice attività con limite ricavi minore al commercio.
      Inoltre, il regime forfetario tiene conto solo delle vendite e non degli acquisti. Come indicato negli articoli, se la struttura dei costi è tale da avere un margine molto basso, il regime forfetario potrebbe anche non convenire perchè la base imponibile è molto più elevata di un conteggio analitico.
      Tenga conto che i movimenti del suo conto corrente, come anche tutti i suoi acquisti con fattura, e le vendite effettuate a soggetti europei sono conosciuti dall’Agenzia delle Entrate.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  37. Massimiliano says:

    Buonasera dott.Forcella,mi chiamo Massimiliano e nel mese di settembre 2017 ho aperto una partita iva all’ingrosso con il regime di iva in forfettario. La mia domanda e’: se dovessi avere a che fare con un cliente importante che fa ordini per € 3.000/4.000 al mese,non potendo scaricare l’iva quali agevolazioni potrà ottenere? Altra domanda: giorno 4 dicembre ho un colloquio di lavoro con una grossa azienda; posso continuare a fatturare con la mia attività e allo stesso tempo lavorare con un’altra azienda come dipendente? Grazie

    • Buona sera Massimiliano,
      il cliente non è che non scarica l’iva, non gli viene proprio applicata. Per il suo cliente non cambia nulla, in realtà, tranne il fatto che non dovrà e non dovrà anticipare il 22% in più (per 1 o 3 mesi) per acquistare la merce. Il che è una ottima cosa…
      Potrà proseguire con la sua attività collaterale (se il datore di lavoro non ha nulla da obiettare) con lo stesso regime fiscale se non supera 30.000€ di reddito da lavoro dipendente.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  38. Alessandro says:

    Buongiorno
    sono un lavoratore dipendente con reddito superiore a 30 mila euro
    Volevo sapere se con la legge di stabilità 2018 è stato tolto o innalzato il limite di 30 mila euro per accedere al regime forfettario
    Grazie
    Cordiali Saluti

  39. Lory says:

    Sono socio di una società (sas) di servizi veterinari e vorrei aprire una partita iva usufruendo del regime forfetario? E’ possibile?

  40. Raffaele says:

    Buongiorno Dottore, innanzitutto complimenti per l’informazione sempre ricca di dettagli davvero utili anche per un collega come me.
    Le volevo chiedere un quesito su una particolare situazione del regime forfettario. E’ possibile per una ditta di pulizia (codice 81.21) accedere al regime agevolato, o ne è esclusa a causa dell’applicazione del reverse charge in ambito Iva? Non vorrei che sia una delle fattispecie di esclusione previste nel regime forfettario alla dicitura :
    “persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito”

    premetto che in tal caso la ditta sarebbe di nuova costituzione.

    Grazie mille per l’attenzione

    • Ciao Raffaele,
      le limitazioni si riferiscono ai regimi di cui agli art 34, 34-bis (agricoltura), 74 c. 1 e 6, 74-ter (monofase vari e agenzie viaggi), agriturismo, vendite a domicilio e vendita cose usate.
      Il regime del reverse charge non rientra tra quelli classificabili nei regimi speciali IVA, ma è considerato solo un diverso modo di applicazione dell’imposta.
      Nicola

  41. SALVATORE says:

    Salve, sono un professionista con inizio attività e partita iva dal 2013 in regime dei minimi; dal 2018 (avendo compiuto 36 anni a gennaio 2017 e considerato che al 31.12.17 si esaurirà il quinto anno di attività nel suddetto regime dei minimi) vorrei “passare” al regime forfettario. Considerato che rientrerei nei limiti che la normativa prevede, vorrei capire se la percentuale di tassazione (escluso Inps gestione separata) che mi verrà applicata sul reddito 2018, al netto del coefficiente di redditività del 78%, nel regime forfettario sarà del 5% o del 15%?
    Cordialità.
    Salvatore RS.

  42. ROBERTO says:

    BUONGIORNO, SONO UN ARTIGIANO EX REGIME DEI MINIMI, ADESSO CON IL REGIME FORFETTARIO NELLA FATTURA DEVO METTERE IL 4% CI CONTRIBUTI DA FAR PAGARE ? GRAZIE

  43. Margherita says:

    Buongiorno,
    ho aperto la p. iva a fine maggio come professionista. Avrei un paio di domande.
    1) Come conteggio il massimo fatturabile? Posso considerare 7 mesi, ovvero (30000/12)*7=17500€?
    2)Ho una p.iva nel regime start up perchè secondo il mio commercialista rispetto i requisiti, mentre io ho dei dubbi. Se in fase di dichiarazione dei redditi i miei dubbi dovessero risultare fondati, passerò semplicemente dal 5% a 15%?
    3)Ho letto un po’ di risposte e mi sembra di capire che il calcolo dell’imponibile dipende dalla cassa previdenziale di appartenenza. Io sono iscritta alla gestione separata dell’INPS, mi conferma che i 30000€ sono da conteggiare sono sull’imponibile e non su imponibile+rivalsa inps?

    Grazie
    Margherita

    • Buona sera Margherita,
      1) Io utilizzo il computo in giorni, è più preciso e non contestabile dall’AE.
      2) Si, ma perchè ha dei dubbi? La questione della “mera prosecuzione dell’attività” è stata chiarita più volte dall’AE col regime dei Minimi. E’ complessa da spiegare ma analizzando il caso concreto non dovrebbero essere dubbi!
      3) Il contributo del 4% per la Gestione Separata, poichè non ne è obbligatoria la rivalsa, concorrono a formare il reddito e quindi il limite dei ricavi
      saluti,
      Nicola Forcella

  44. salvo says:

    Buona sera
    Per calcolare il tetto dei 30 mila euro, debbo considerare solamente
    l’onorario, quindi l’imponibile iniziale o a questo va aggiunto il contributo cassa del 4%?

    • Buona sera Salvo,
      il contributo integrativo va stornato solo quando ne è obbligatoria la rivalsa. La rivalsa per la Gestione Separata NON è obbligatoria, mentre quella per le altre casse professionali sì.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  45. Noemi says:

    Buongiorno,
    a gennaio 17 ho aperto la p.iva con regime forfettario.
    Collaboro con uno studio di architettura e tutte le fatture da me emesse sono verso i due soci.
    Volevo chiedere qual è la percentuale di fatturazione massima verso una sola persona in un anno.
    Grazie

  46. Bernardo says:

    Buonasera e complimenti per il Blog.
    Ho una partita iva e sono in regime forfettario, con limite di reddito da lavoro autonomo a 30 mila euro.
    Essendo socio di srl (NON in regime di trasparenza) vorrei sapere se eventuali dividendi incassati nell’ anno possono farmi superare la soglia di reddito. Inoltre vorrei capire se su questo aspetto incide la partecipazione qualificata.
    Cordialmente, B.Z.

  47. Giorgio says:

    Buongiorno. Ho aperto la partita iva quest anno a fine gennaio. Quindi ho iniziato a fatturare a febbraio.
    Come limite per quest anno ho comunque i 30000€ oppure ne ho 27500 perché ho un mese in meno? C è chi mi dice una cosa chi me ne dice un’altra…..?
    Grazie infinite.

    • Buona sera Giorgio,
      il limite di fatturazione viene ragguagliato ad anno. Io utilizzo il sistema dei giorni: divido per 365 e moltiplico per il numero di giorni fino al 31/12. qualcuno utilizza il mese, ma ritengo più preciso (e sicuro) il primo metodo.
      Saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  48. fabio says:

    Buonasera sono dipendente a tempo indeterminato in un’azienda di trasporti con uno stipendio lordo di 33.000 . Posso aprire una partita iva in regime forfettario come start up per un’attivita di fotografo mantenendo comunque il mio lavoro da dipendente full time? posso in futuro passare a part time? se non fatturo nulla ho spese? Grazie per la risposta.

  49. Luigi says:

    Buongiorno,

    sono in procinto di aprire un’attività start up in edilizia con 30.000 di fatturato massimo ed un’ aliquota del 5% ma vorrei evitare il contributo Inail poiche’ la mia presenza in cantiere sarà davvero limitata.
    E’ possibile?

    Grazie

  50. Catia says:

    Buongiorno dott. Forcella.
    Sono un avvocato in regime forfettario. Fatturo circa 20.000 euro all’anno. Se dovessi percepire una indennità come assessore ( art 50 tuir assimilabile a lavoro dipendente) ammontante a circa 26.000 lordi l’anno, farebbe cumulo e dovrei rinunciare al forfettario?
    Oppure il reddito da dipendente non si cumulerebbe con quello da professionista?. Sarebbe un peccato uscire dal forfettario essendo la posizione da assessore transitoria.
    Grazie mille. Buon lavoro

    • Buongiorno Catia,
      come correttamente individuato l’indennità da assessore rappresenta reddito assimilabile a lavoro dipendente ex art 50 lett f) TUIR.
      Poichè il regime forfetario è applicabile anche con reddito di lavoro dipendente fino a 30.000€, non dovrà rinunciare a tale regime favorevole.
      I due redditi non fanno cumulo: il reddito professionale rimane tassato in maniera sostitutiva.
      cordiali saluti e buon lavoro a lei,
      Nicola Forcella

  51. Pino P. says:

    Salve,
    da diversi anni sono nel regime forfettario con limite 30.000 euro. Quest’anno ho avuto la “fortuna” (o la sfortuna?) di superare, anche se di poco, questo limite.
    In teoria dovrei chiudere l’anno con circa 31.200 euro. C’è una tolleranza o per così poco sarò costretto a passare al regime ordinario?

    Grazie in anticipo per la risposta
    Pino P.

  52. Marco says:

    Buonasera, avrei bisogno di un’informazione : contribuente che ha iniziato l’attività nel 2015 non aderendo al regime forfettario bensì aderendo al regime contabile semplificato, deve mantenerlo per almeno 3 anni ?

    Significa quindi che deve rimanere vincolato a questo regime per il 2015 2016 e 2017 ? e dal 1 Gennaio 2018 può passare al regime forfettario (sempre rispettando gli altri requisiti)

    grazie mille

  53. Francesca says:

    Buongiorno
    Io mi occupo di post-produzione fotografica (ritocco le foto di altri con i software) e vorrei aprire partita iva forfettaria attirata dalle tasse pagate in percentuale sul fatturato. Ho effettuato in passato prestazioni occasionali per l’impaginazione di un magazine, quest’anno due per fotoritocco. Un commercialista che ho contattato ha fatto rientrare il mio lavoro in “artigiani e commercianti” con tutte le spese fisse che ne derivano, per me abbastanza proibitive per adesso. Il mio lavoro può rientrare in qualche codice ateco che prevede la gestione separata dell’inps?. Considerando le prestazioni occasionali effettuate posso usufruire della tassazione iniziale al 5%? Mi hanno inoltre parlato di iscrizione all’Inail, è obbligatoria l’iscrizione nel mio caso e quanto costa annualmente? Ho alcuni crediti lasciati a compensazione sul modello unico, possono essere detratti dalle tasse che andrò a pagare dopo la apertura della partita iva? Grazie!

    • Buongiorno Francesca,
      è un po’ strano che la sua sia stata inquadrata come attività artigianale, perchè l’inps GS si applica tra gli altri al codice ateco 741029 (altre attività dei disegnatori grafici: grafica pubblicitaria, illustratore) che mi sembra perfettamente adatto a lei. Oltretutto l’attività artigianale (manuale) è ben lontana da quella del grafico, che della mano utilizza solo il dito indice sul mouse… 😉
      Le prestazioni occasionali non precludono l’accesso al regime startup 5% perchè i redditi per prestazioni occasionali sono qualificati tra i redditi diversi (circ. AE 17/2012).
      L’scrizione all’INAIL non è obbligatoria per i professionisti, mentre lo sarebbe per gli artigiani. Consiglio comunque una copertura assicurativa tipo polizza infortuni.
      I crediti in Unico sono disponibili per compensazione, di imposte o contributi.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

    • Buongiorno Andrea,
      se il regime agevolato è quello dei contribuenti minimi, può continuare per 5 esercizi o fino ai 35 anni. Dopodichè, se rispetta i requisiti di accesso, transita automaticamente nel regime forfetario di cui all’articolo.
      saluti,
      Nicola Forcella

  54. Niccolò Olmi says:

    Ho urgente bisogno di acquistare una automobile poichè la mia è arrivata al limite.
    La domanda è: perchè la mia commercialista mi dice che posso spendere al più 15mila euro?
    Si intende al netto dell’Iva quella soiglia dei 15mila?
    Una vettura adeguata per il lavoro che svolgo supera i 15mila, riesco a trovare modelli kmzero a 18-19mila.
    Perchè dal testo di illustrazione del regime forfettario non riesco a capacitarmi di questo vincolo assai angusto:

    opero come agente di commercio iscritto con il regime forfettario, come autonomo e coefficiente di redditività al 65%.
    Quest’anno prevedo di fatturare sino al limite dei 25000 euro.
    Confido in una sua risposta
    Buone cose

    • Buongiorno Niccolò,
      il limite di 15.000€ trova poca giustificazione nel caso del regime forfetario, perchè il totale dei beni strumentali non può superare, al 31 dicembre, il valore di 20.000.
      Questo è uno dei limiti imposti dalla norma perchè il regime forfetario è pensato per attività economiche tutto sommato marginali senza impiego di investimenti significativi.
      A meno che lei non abbia altri beni strumentali (pc, telefono, campionari acquistati) di valore esattamente pari a 5.000,00€ il limite di 15.000 mi sembra, appunto, poco giustificabile. Ancora meno giustificabile in quanto i beni utilizzati promiscuamente (autovettura in primis!) vanno considerati al 50% del valore (pag 33 istruzioni modello Unico2017 fascicolo 3). Quindi, al limite, il limite di 15.000€ sarebbe in realtà di 30.000.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  55. Nicola says:

    Buongiorno. Se volessi aprire un’attività di commercio all’ingrosso quindi con il limite di 50000eu annuali con altre entrate tipo un contratto da dipendente in un’azienda + ritenute d’acconto per consulenze varie, il limite dei 50000 è complessivo oppure riferito solo al tipo di attività di commercio all’ingrosso? Grazie

    • buongiorno,
      il limite si riferisce a tutte le attività svolte con partita iva quindi commercio all’ingrosso + consulenze (che non potrà più fare “con ricevute a ritenuta” una volta aperta partita iva).
      Ricordi il limite di reddito da dipendente: 30.000 nell’anno precedente.
      saluti,
      Nicola Forcella

  56. Roby says:

    Buonasera,
    sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato che lavora presso uno Studio Commerciale, vorrei aprire la partita iva come dottore commercialista e operare nei confronti di altri clienti con il regime forfettario. Posso usufruire dell’agevolazione start up del 5%?

    • Buongiorno Roberta,
      la risposta è negativa.
      Ai sensi dell’articolo 1, comma 111, legge 28 dicembre 2015, n. 208), l’aliquota agevolata del 5% si applica a condizione che:
      b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro
      dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

  57. Gianluca Iannotta says:

    Buongiorno a tutti,
    mi chiamo Gianluca e sono un designer.
    Dal gennaio del 2017 sono rientrato nel regime forfetario (entro 30000 e/anno).

    Potreste indicarmi se il fondo pensione fatto con le Poste Italiane che vi riporto sotto è detraibile?

    POSTAPREVIDENZA VALORE FONDO PENSIONE – PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO

    Grazie mille

    Gianluca I.

    • Buongiorno Gianluca,
      dal quadro LM35 relativo al regime forfetario “va indicato l’ammontare dei contributi previdenziali e assistenziali versati nel presente periodo d’imposta in ottemperanza a disposizioni di legge.” (istruzioni unico2017) Quindi, i contributi di un PIP, che sono volontari, non sono deducibili in questo campo ma solo nel quadro delle deduzioni RP che però è compilabile solo in presenza di altre categorie di reddito.
      saluti,
      Nicola Forcella

  58. Edmondo Guarino says:

    Buongiorno, e complimenti vivissimi per il servizio svolto.
    Un professionista, ha richiesto l’apertura della partita iva a dicembre 2011, in questo mese a prescindere la competenza di cassa, non ha fatturato, ha iniziato a fatturare nel 2012 e ha ricevuto i relativi pagamenti sempre nel 2012.
    Ai fini del calcolo dei 5 anni di permanenza nel regime dei minimi, Art.27 c.1-2 D.L. 06/07/2011 n. 98 e successive modificazioni, da che anno deve partire?
    Dovrebbe considerare la permanenza, per i redditi anno 2012 – 2013 -2014 -2015 -2016? Oppure considerare anche il 2011 nonostante non abbia redditi, ma solo l’apertura della partita iva e quindi escludere il 2016?
    Quando nella norma si fa riferimento all’ inizio dell’attività, si deve far riferimento alla data di effettivo svolgimento della stessa e non a quella formale dell’apertura della partita iva? Se è così ha qualche circolare da indicarmi? Grazie anticipatamente.

    • Buongiorno Edmondo,
      ritengo l’inizio attività si fa decorrere dalla data indicata sul modello AA9 (dichiarazione di inizio attività).
      Non ho sinceramente riesaminato le più di 150 pagine delle varie circolari (73/07, 7/08, 17/12) che trattano del regime dei minimi, ma scorrendone i testi non ho rinvenuto indicazioni in merito alla distinzione tra l’inizio attività e l’inizio effettivo dell’attività (rilevante invece ai fini camerali, per le attività soggette).
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  59. Barbara says:

    salve
    ho una PI a regime forfettario aperta nel novembre 2016.
    Essendomi laureata a giugno 2016, non ho avuto alcun reddito antecedente.
    L’attività ha però avuto un ritardo nella partenza a causa di un’autorizzazione proveniente del Ministero della Salute che ha avuto tempi esageratamente lunghi e per la quale senza, non ero autorizzata ad esercitare. L’attività ha iniziato a febbraio 2017. L’unico riportare tutto a 0 immagino. Non mi sembra ci siano minimi Inps. Mi potrebbe confermare? grazie mille

    • Buongiorno Barbara,
      la dichiarazione va necessariamente presentata a zero.
      Non so se l’attività che svolge sia soggetta all’INPS, ma posso immaginare che sia di tipo sanitario e che quindi sia soggetta a cassa previdenziale di settore. Anche lì in genere sono previsti contributi fissi sul minimale di reddito, salvo agevolazioni. in caso, riporterà tali contributi VERSATI nel corso del 2016 che comporteranno una perdita riportabile per l’anno successivo.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  60. Anna says:

    Salve dott. Forcella
    Ho iniziato un attività artigiana di riparazioni sartoriali in regime forfettario, vorrei sapere nel caso avessi bisogno di personale par time restando nella soglia di spesa al di sotto dei 5000€, quale potrebbe essere il contratto per il collaboratore, a me più vantaggioso economicamente parlando. Considerando la collaboratrice donna più di 50 anni più di 2 disoccupata per 2/4 ore settimanali.
    La ringrazio
    Cordiali saluti
    Anna

  61. PAOLO says:

    UN PROFESSIONISTA SULLA BASE DEI COMPENSI DICHIARATI NELL’ANNO 2015, IN CUI TIENE IL REGIME ORIDNARIO, PASSA AL FORFETTARIO NELL’ANNO 2016.
    RICEVE UN ACCERTAMENTO SULL’ANNO 2015 CHE COMPORTA MAGGIORI COMPENSI CHE DETERMINANO IL SUPREAMNETO DELLA SOGLIA DI EURO 30.000.
    SI PERDE L’AGEVOLAZIONE DEL REGIME FORFETTARIO ADOTTATO NELL’ANNO 2016 ?

  62. Tommi says:

    Buongiorno e complimenti per l’articolo.
    Io sono socio al 50% e co-amministratore di srls che opera in campo di servizi professionali. Stavo pensando di aprire partita iva nel regime forfettario e trasferire alcuni clienti dalla società alla mia partita iva. Inoltre vorrei emettere fatture alla società senza percepire compenso da amministratore. Ammesso che le attività della società e della PI siano simili, è possibile farlo?

    • Buongiorno Tommi,
      è possibile, ma non può applicare l’agevolazione startup 5%.
      Ho qualche dubbio che l’AE accetti tale soluzione. L’emissione di fatture per servizi da parte dell’amministratore, specialmente se tali fatture scontano aliquota impositiva inferiore. Questo comportamento è foriero, secondo me, di accertamento fiscale in caso di controlli.
      Ai fini previdenziali nulla cambia.
      saluti,
      Nicola Forcella

      • Tommi says:

        Buongiorno,
        la ringrazio per la risposta. Quindi il suo unico dubbio è relativo alle fatture emesse dall’amministratore verso la società, giusto?
        Non ho specificato che le fatture da parte dell’amministratore alla società saranno 2 o 3 all’anno, non tutti i mesi. È comunque una situazione dubbiosa? Il mio commercialista mi ha detto che nella mia situazione è una procedura fattibile, però volevo avere altri pareri.

        • Io non metterei la mano sul fuoco per questa soluzione. L’importante è essere coscienti che lavora nella “zona grigia” e che qualcuno potrebbe obiettare. La propensione al rischio, poi, è del tutto personale…
          Saluti.

  63. Pietro says:

    Salve,
    ho un’attività per la quale ho usufrito per 5 anni del regime dei minimi, poi sono passato al regime IVA dal 1 aprile 2014.
    Nel 2014 ho acquistato beni strumentali per un totale superiore a 20.000 euro.
    Visto che il mio fatturato non è superiore a 30.000 euro annui, potrei rientrare nel regime forfettario se non fosse per i beni strumentali.

    Ho capito che tale valore non va nemmeno a decurtarsi degli ammortamenti annuali, questo significa che anche con il passare degli anni, quando i miei beni perderanno di valore, pur avendo tutte le altre condizioni per rientrare nel regime forfettario, non potrò mai farlo?
    Esiste un modo per poterci rientrare?
    Grazie

    • buongiorno Pietro,
      Poichè viene preso in considerazione lo “stock” al 31/12, l’unico modo è vendere alcuni beni il 30 dicembre e ricomprarli il 2 gennaio… la cosa è un pochino assurda, lo so!
      saluti,
      Nicola Forcella

  64. Michele says:

    Dott. Forcella buongiorno.
    Anche grazie ai suoi consigli sono riuscito a compilare la dichiarazione dei redditi autonomamente e per questo la ringrazio.
    Sono un giovane odontoiatra in regime forfetario agevolato(5%) e mi trovo a dover compilare il modello D dell’ENPAM, per la quota B.
    Ho un quesito per lei. Ipotizzando un reddito nel 2016(primo anno di attività) di 30000€, contributi previdenziali versati nel 2016 (solo quota A) pari a 250€, il mio reddito è pari al 78% di 30000=23400€. Da questi, in sede fiscale, vanno dedotti i 250€, quindi reddito netto pari a 23150€, su cui pago il 5%.
    All’ENPAM, come mio reddito per la quota B, devo dichiarare 23400 oppure 23150?
    La ringrazio anticipatamente,
    Cordiali saluti

  65. Bruna says:

    Buongiorno,
    ho lavorato come farmacista collaboratore dipendente fino al 25/02/2017 non raggiungendo quota E. 30.000), per passare poi al regime forfettario .
    Ho dei quesiti da proporLe:
    1) Conteggio la quota massima di fatturazione, avendo aperto la partita Iva il 27/02/2017, dividendo Euro 30,000 per 11 o 10 mesi?
    2) Per conteggiare la quota dei 30.000 annui devo cumulare i due redditi, sia quello da dipendente che da fatturazione?
    3) Per non superare gli Euro 30.000 nel calcolo si utilizza la pura somma degli importi delle fatture, o tale importo sottratto della quota contributiva obbligatoria annuale Enpaf di E. 4.500 (niente pagamenti all’Inps , vero?)
    La ringrazio anticipatamente,
    cordiali saluti.
    Bruna

    • Buongiorno Bruna,
      rispondo ai suoi quesiti:
      1) il conteggio andrebbe fatto addirittura per giorni, quindi dividendo 30.000 per 365 e moltiplicando per i giorni, quindi 307.
      2) questo argomento è stato ampiamente discusso, i 30.000 di fatturato NON si sommano con i redditi da dipendente
      3) la norma parla di compensi percepiti, quindi il “fatturato incassato” senza contributi
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  66. Giovanni says:

    Buongiorno,
    volevo chiedere un semplice chiarimento. Nel regime forfettario sono deducibili i soli contributi previdenziali (nel mio caso essendo architetto INARCASSA). La deduzione, nell’UNICO PF 2017 riguarda i contributi minimi integrativi e soggettivi e quello di maternità dell’anno d’imposta (2016). Potrei dedurre anche il contributo soggettivo risultante dal conguaglio dell’anno precedente (2015) però pagato sempre nell’anno d’imposta 2016. Vale il principio di cassa ?
    Ringrazio in anticipo della risposta.

    Giovanni

    • Buongiorno Giovanni,
      vale il principio di cassa, e i contributi deducibili sono solo il soggettivo e maternità, mentre l’integrativo (che in realtà viene pagato dal committente) non è deducibile.
      saluti,
      Nicola Forcella

  67. Matteo says:

    Buonasera, io sono un odontotecnico dipendente part time a tempo indeterminato 3 giorni per 8 ore (totale di 24 ore settimanali). Vorrei aprire una partita iva a regime forfettario per poter lavorare i rimanenti 2 giorni in un altro laboratorio sempre come odontotecnico.
    Vorrei sapere:
    – Come posso aprire la partita iva? come libero professionista e se no, con quale altro titolo?? (non artigiano lavorando come dipendente più di 20 ore settimanali)
    -Le mie 24 ore settimanali da dipendente mi permettono di evitare il pagamento dei contributi inps come autonomo? Se no, in che percentuale dovrò pagarli?(questo è un punto molto controverso, in quanto sentiti 3 commercialisti, ognuno lo interpreta in modo diverso)
    Visto che il lavoro da autonome è uguale a quello di dipendente (anche se in 2 laboratori diversi e con il consenso del mio datore di lavoro da dipendente) posso comunque usufruire del 5% di tassazione (come start up) o dovrei pagare il 15% di tassazione??
    Grazie mille. Matteo.

    • Buongiorno Matteo,
      l’attività di odontotecnico è descritta al codice ateco 32.50.20 (FABBRICAZIONE DI PROTESI DENTARIE (INCLUSA RIPARAZIONE)) che comporta l’iscrizione in CCIAA come impresa (non artigiana, mancandone i presupposti). Per l’inps, il codice dovrebbe essere esente dall’obbligo di iscrizione alla gestione commercio artigianato e servizi perchè l’attività è di tipo produttiva non artigianale. Per questo, dovrebbe rivolgersi agli uffici INPS competenti per territorio, perchè la questione è interpretabile.
      Ritengo non sussistano le condizioni per l’applicazione del regime startup.
      saluti,
      Nicola Forcella

  68. Johnny says:

    Egregio dot. Forcella,

    Mi potrebbe spiegare come si calcola il contributo INAIL.
    Va in base al fatturato? Per il 2016 mi sono arrivate 4 rate da 300 euro. Quest’anno spero di aumentare un bel po’ il fatturato e non so a cosa aspettarmi.
    Regime forfetario, attivita’: noleggio con conducente.

    Cordiali saluti.

    • Buongiorno Johnny,
      premetto che non effettuiamo consulenza del lavoro e non facciamo pratiche INAIL e quindi non sono esperto in materia.
      Nonostante ciò, posso forse darle una mano… Intanto sul sito dell’INAIL trova la guida all’autoliquidazione dei premi 2017. Sono solo 93 pagine e quindi sarà una veloce lettura serale… A parte gli scherzi, il noleggio con conducente è una delle attività più rischiose in assoluto (assieme ai lavori in quota, al settore delle costruzioni e così via) e non essendo l’INAIL altro che un’assicurazione, il premio richiesto varia in funzione della pericolosità della mansione svolta. Per quanto riguarda il calcolo dei premi, sono riferiti alle retribuzioni solo per i dipendenti, mentre sono esonerate dall’obbligo della dichiarazione delle retribuzioni le aziende artigiane che non hanno occupato dipendenti nell’anno precedente o hanno occupato solo lavoratori con qualifica di apprendista. Il premio in questo secondo caso, sono calcolati sulla base delle retribuzioni convenzionali pari a circa 14.000€.
      Ricapitolando, lei non dovrebbe avere modifiche del premio pagato in relazione al reddito percepito e continuare così a pagare il premio di circa 1.200.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  69. Gino says:

    Buongiorno Dott. Forcella ho una partita IVA e vorrei accedere al regime forfettario. Controllando i miei ricavi non so quali devo prendere in considerazione per vedere se rientro nel limite circa il mio codice ATECO??? Solo il rigo RG2 – Ricavi di cui ai commi 1 (lett. a) e b)) e 2 dell’art.85 oppure anche il RG3 – Altri proventi considerati ricavi??? Rimango in attesa di una Sua gentile risposta. Gino

    • Buon pomeriggio Gino,
      la norma parla di ricavi o compensi, l’art. 85 TUIR, definisce ricavi tutta una serie di fattispecie, che confluiscono nel rigo RG2 e RG3 dell’Unico.
      Quindi, ai fini del controllo dei limiti per il regime forfetario deve monitorare tutti i ricavi, che vengono rappresentati in RG 2 e RG3.
      saluti,
      Nicola Forcella

  70. LORENZO says:

    Buongiorno,
    Ho aperto P.Iva nel nov2016 con regime forfettario ma già nel 2017 superero’ il limite dei 24000 euro. Vorrei comprare ora a Giugno2017 una macchina usata con iva esposta del valore di 16mila euro.
    Quanto e cosa riuscirei a scaricare? IVA e ammortamento?
    Grazie mille per una sua risposta..

    • Buongiorno Lorenzo,
      trova tutte le informazioni sul funzionamento del regime forfetario direttamente nell’articolo, che invito a rileggere con attenzione.
      In sintesi non detrae l’IVA né ammortizza il bene perché non è previsto nulla di tutto ciò nel regime forfetario.
      Non esistono limiti di 24.000 perché quello più basso è di 30.000 all’anno (dipende dall’attività). Piuttosto, mi preoccuperei di non aver superato il limite di fatturato nel 2016, perché tale limite deve essere ragguagliato ad anno; cioè deve dividere tale somma per 365 (es. 30.000/365=82,19) e moltiplicare il risultato per il numero di giorni dall’apertura fino al 31/12 (es. dal 9/11 al 31/12 ci sono 52 giorni ovvero il limite di ricavi è esattamente di 4.273,88€).
      Ricordo inoltre che il limite per i beni strumentali è di 20.000€ al 31/12, significa che fino al 30/10 o dal 1/1 potrà anche avere beni per importi superiori.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  71. Giovanni says:

    Buongiorno Dott. Forcella.
    Ho una P.IVA in regime forfettario (metto il Contributo integrativo 4% in fattura) con codice ATECO 741029 – ALTRE ATTIVITA’ DEI DISEGNATORI GRAFICI.
    Oltre a fare la grafica di volantini, manifesti ecc… vorrei anche farli stampare in una tipografia per venderli al cliente già stampati.
    Come posso farlo e quale voce devo scivere in fattura?
    Grazie

    • Buongiorno Giovanni,
      può sicuramente indicare in fattura la vendita dei volantini già fatti, quindi per esempio “studio concept, ideazione grafica, impaginazione e stampa di n° … volantini”. L’importante è che si evidenzi che la parte riferita alla stampa sia solo una parte non preponderante della prestazione.
      Quello che però mi preme farle notare è che lei in realtà la stampa la “compra” da un fornitore, e la deve pagare per intero, poi magari metterà un mark-up da far pagare al suo cliente. Però con il regime forfetario pagherà le imposte sull’intero importo incassato, e non le verrà riconosciuto in diminuzione lo specifico costo sostenuto per le stampe.
      Per esempio, parte grafica valore 250€ e parte stampa 500€ di cui 400€ sono il costo effettivo della stampa da pagare al tipografo. Lei pagherà imposte su 750 ma incasserà effettivamente solo 350. Il tutto ovviamente ridotto dell’abbattimento forfetario, ma il concetto è lo stesso. Va quindi notato che il regime forfetario è tanto più conveniente quanti minori costi si hanno rispetto ai ricavi, e in caso di utilizzo esclusivamente di risorse interne, massimizzando quindi il proprio valore aggiunto.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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      • Giovanni says:

        Mi scusi se aggiungo un altro commento.
        In pratica sarebbe stato meglio aprire un altro tipo di partita IVA se ho capito bene.

        • Beh, se la (ri)vendita di stampe dovesse divenire rilevante, sarebbe opportuno fare delle simulazioni per valutare l’effettiva convenienza del regime forfetario o se sia meglio il regime ordinario.
          Se avesse bisogno di tale verifica, siamo a disposizione.

          Cordiali saluti,
          Nicola Forcella

  72. ros says:

    Grazie per la risposta: ovviamente continuerò a fare il mio lavoro come quando ero dipendente ma i clienti saranno altri; per questo quindi dovrei riuscire a mantenere la tassazione da start-up.
    Poi se il mio attuale datore di lavoro chiuderà (cosa assai probabile) io potrò contattarli direttamente.
    Ho ben capito?
    Grazie

  73. ros says:

    Buongiorno dottore, sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato che vorrebbe aprire nel 2018 una partita iva in regime forfetario per proseguire con le stesse mansioni svolte da dipendente.
    E’ possibile?

    • Buongiorno Ros,
      si, è possibile. Tenga conto che non potrà però usufruire dell’agevolazione start-up 5%.
      Infatti è stabilito che tale agevolazione è applicabile purché “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”…. “A tal fine, pertanto, è indispensabile valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative. Ciò significa che ci sarà continuità quando il contribuente sceglierà di esercitare la medesima attività, svolta precedentemente come lavoratore dipendente rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento. Si ritiene che la prosecuzione rilevi anche quando la cessazione del rapporto di lavoro avvenga per cause indipendenti dalla volontà del dipendente, tenuto conto che la norma in esame non fa riferimento a specifiche agevolazioni per i lavoratori in mobilità. Con precedenti documenti di prassi è stato, altresì, chiarito che la continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio.” (Circ. 10/2016)

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  74. Alessandro says:

    Salve, vorrei gentilmente chiederle un parere.
    Per il 2016 ho un cud da lavoro dipendente superiore a 30.000 , il rapporto di lavoro si è interrotto ad settembre e quindi dovrei poter aprire p.iva nel 2017 aderendo al regime forfettario. Il dubbio che ho deriva dal fatto che poi fino a dicembre ho percepito l indennità di disoccupazione inps ,secondo lei questa è causa ostativa? La ringrazio

  75. christian says:

    buongiorno. quest’anno vorrei aprirmi piva a regime forfettario. nel 2016 ho di poco superato i 30000 lordi derivati da un contratto a tempo indeterminato e da un contratto cococo con un’altra azienda. aprendola ora posso rimanere nel regime se nel 2017 non andrò a superare i 30000eu lordi? dei 30000 lordi farebbero parte anche le entrate provenienti da un contratto da dipendente? grazie

    • purtroppo i 30.000 di limite per lavoro dipendente comprendono lavoro dipendente ed assimilati: cococo, cocopro, borsa di studio, pensione ed ogni altro indicato all’art 50 del TUIR. Una precisazione, “al lordo” si intende solo delle imposte e non dei contributi.
      Attenzione, il limite dei 30.000 si riferisce all’anno PRECEDENTE e quindi non può aprire p. iva con regime forfetario nel 2017!
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  76. ilaria says:

    Buongiorno,
    se ho acquistato un auto prima di entrare nel regime forfettario e ora che sono nel regime forfettario la voglio rivendere come devo fare la fattura? senza iva? grazie in anticipo

  77. barbara says:

    Buongiorno,
    inanzitutto complimenti per le risposte precise e puntuali, volevo un consiglio sulla mia situazione: sono casalinga e vorrei aprire una sartoria merceria nel mio paese, ho 47 anni posso aprire una srls a socio unico con regime forfettario? quali agevolazioni ho? risparmio qualcosa nei pagamenti inps? La ringrazio per la risposta.

    • Buongiorno Barbara,
      la srls e il regime forfetario sono due cose distinte: il regime forfetario si applica alle persone fisiche (professionisti o ditte individuali) mentre la srls è una società che deve per forza attivare la contabilità ordinaria, presentare il bilancio ecc. A mio parere nel 99% dei casi una ditta individuale è più che sufficiente per aprire una piccola attività.
      In questo caso, il regime forfetario potrà usufruire del regime startup con tassazione 5% e anche del regime inps agevolato.
      Se decide di aprire, mi contatti in studio, non abbiamo paura delle distanze! Oggi siamo in grado di seguire clienti in tutta Italia!
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  78. serena says:

    Buongiorno dott. Forcella, complimenti per l’articolo.
    Vorrei aprire una società nei prossimi mesi, le spiego velocemente il mio caso che si andrà a creare. Socio unico e amministratore di SRLS unipersonale per commercio online di cosmetici. Non in regime di trasparenza, non ho altre attività, non ho partita iva personale.
    1- Essendo socio lavoratore, ma senza percepire né stipendio né compensi almeno inizialmente, sono obbligata ad iscrivermi sin dal momento della costituzione dell’azienda alla gestione separata inps?
    2- Sono obbligata anche al relativo versamento dei contributi fissi minimali pur non percependo stipendio o compensi?
    3- Posso comunque optare per il regime contributivo agevolato inps?

    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti

    • Buongiorno Serena,
      dovrà iscriversi alla GS Inps da subito, ma non verserà contributi fintantochè non percepirà compensi di amministratore. Se socio unico in quanto sua attività prevalente, l’iscrizione alla Gestione Commercio è sempre e comunque obbligatoria così com’è la contribuzione sul minimale (contributi fissi, circa 4.000€ all’anno). I contributi saranno dovuti sul reddito della società pur se non distribuiti e non sarà possibile optare per regimi agevolati INPS perchè sono previsti solo per il regime dedicato alle persone fisiche.

      Continui a seguirci perchè a breve sicuramente scriveremo di startup e srls!

      Cordiali saluti,

      Nicola Forcella

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  79. Davide says:

    Buongiorno,
    io mi trovo nella condizione di aver già fatturato 27mila euro e con dei preventivi approvati per un totale di lavori che si aggirano intorno ai 23mila (sono un minimo con limite 30mila) mi trovo quindi anche a superare i 45mila, la mia interpretazione di quello che leggo on line è che avvalendomi del Comportamento concludente posso già iniziare a fatturare con iva a 27mila euro in modo da non avere lo scorporo iva dei restanti essendo già a conoscenza della mia futura uscita. è corretta la mia interpretazione?

    Grazie

    • Buongiorno Davide,
      corretto, il problema catastrofico è che dovrà emettere delle note di debito di sola iva e applicare la ritenuta d’acconto (se dovuta) anche sulle fatture già emesse in precedenza per 27.000€ e quindi ricontattare i clienti. Le conseguenze sono comprensibilmente difficili da gestire, e ci saranno ripercussioni anche sull’IVA sui cespiti ammortizzabili acquistati in vigenza di regime. La questione deve essere gestita con cautela, perchè gli errori in questi frangenti si pagano cari!
      Cordialità,
      Nicola Forcella

  80. Marzia says:

    Sono nel regime dei minimi, ho acquistato casa e vorrei usufruire del bonus per la ristrutturazione, è possibile?

    Grazie Marzia

    • Buongiorno Marzie,
      Può usufruire delle detrazioni (e quindi anche di quelle per ristrutturazioni) solo in regime ordinario, in quanto il regime dei minimi e quello forfetario comportano una tassazione sostitutiva.
      Consiglio di effettuare i pagamenti con “bonifico ristrutturazioni” e conservare tutta la documentazione, perchè nei prossimi 10 anni (la durata in cui è spalmato il beneficio) è possibile che rientri nel regime ordinario di tassazione.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  81. deborah baldasarre says:

    Salve Dott. Forcella,
    avrei bisogno di un’informazione: le spese sostenute per collaborazioni non devono superare i 5000 euro lordi x collaboratore o complessivamente? La ringrazio molto, Deborah

  82. Silvia says:

    Buongiorno, avrei bisogno di un suo parere.
    Vorrei aprire partita IVA per quello che fino a oggi è stato un impegno occasionale fatto per passione, cioè disegno a mano su vari oggetti (esempio, bigliettini per matrimonio e/o ricorrenze personalizzati, oppure disegni stampabili direttamente dall’acquirente su qualsiasi supporto ecc.) che cerco di promuovere e vendere anche tramite internet. A parte la difficoltà di capire come inquadrare questa attività (opera d’ingegno? commercio? artigianato? libero professionista? artista?), ho un altro dubbio sul regime forfettario: mi è stato detto che se dovessi vendere qualcosa in un paese extra UE non potrei più avvalermi di questo regime, e quindi della tassazione agevolata al 5% per cinque anni. Corrisponde al vero? Grazie

    • Buongiorno Silvia,
      l’inquadramento come artista o come artigiano (il resto, lo escluderei) dipende dall’unicità delle opere che svolge. L’artigianato normalmente prevede la replicazione di lavori manuali anche “artistici” in cui la manualità e la tecnica prevalgono sul genio artistico. A mio parere potrebbe inquadrarsi quale artigiano perchè potrebbe godere delle agevolazioni INPS del 35% anche se rimarrebbe soggetta alla contribuzione fissa sul minimale (circa 2.600€/anno “scontati”). Alternativa è la figura dell’artista con iscrizione alla Gestione Separata con aliquota al 25,72% sul reddito effettivo. A lei la scelta…
      Per quanto riguarda le esportazioni, la previsione di cui mi ha scritto non è più in vigore dal 2016. La Circolare AE 10/2016 a pagina 27 scrive espressamente che “effettuare esportazioni non costituisce più motivo di preclusione all’accesso e/o permanenza nel regime forfetario e alle suddette operazioni si applicano gli articolo 8, 8-bis, 9, 67 e seguenti del DPR 633 del 1972…“.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  83. mirko says:

    Salve, sono un freelance in regime forfettario. Se aprissi una SRLS e sempre io sia l’unico lavoratore senza soci. Potrei farlo senza lasciare il regime forfettario?
    Cerco di spegarmi meglio.
    Dovrei aprire un portale web e intestarlo alla futura srls. Io lavorerei sul portale web e rilascerei fattura ogni mese alla mia stessa società.
    Se fosse possibile questo “flusso” dovrei pagare l’inps solo per il regime forfettario o dovrei pagare di più di inps?
    Il portale sarà un e-commerce che fatturerà a chi acquista.

    Grazie

    • Buongiorno Mirko,
      può aprire la srls anche in vigenza di regime forfetario quale persona fisica, purchè non opti per il regime di trasparenza fiscale. La cosa sarebbe interessante per permetterle di fatturare alla società “appena sotto soglia” e di mantenere così l’aliquota agevolata 5% se ce l’ha, lasciando alla società il resto dei ricavi e (tutti) i costi. Una volta uscito dal regime agevolato potrebbe distribuirsi i dividendi eventualmente raccolti. Ci sarebbe un buon risparmio fiscale.
      La contribuzione INPS alla gestione commercio e servizi sarebbe comunque dovuta con aliquota intera e non più agevolata.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  84. Arturo says:

    Buongiorno Dott. Forcella, premettendo che attualmente sono impiegato full-time a tempo indeterminato come impiegato amministrativo nel settore assicurativo e che intendo aprire p.IVA cod. AT ECO 69.20.12 (Ragioniere e Perito Commerciale, ovvero il mio Diploma Superiore),
    le pongo questa serie di domande:
    1. Necessito dell’iscrizione ad un albo professionale?
    2. Necessito di aprire una “ditta individuale” o posso essere pre-figurato tra i professionisti?
    3. In quanto dipendente full-time, sono esente dall’obbligo di iscrivermi all’INPS come professionista?
    4. Premettendo che come dipendente ho un reddito di circa € 18.000 e prevedendo come professionista un fatturato di circa € 15.000, supererei la soglia dei € 30.000. Questo pregiudica un’eventuale utilizzo dei regimi forfettari?
    Grazie per l’attenzione.

    • Buongiorno Arturo,
      1. Non so se sia necessaria l’iscrizione alla sezione B dell’Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili per poter utilizzare quel codice ATECO. Di sicuro so che i servizi contabili e fiscali non sono offerti solo da iscritti all’albo professionale;
      2. Sarebbe inquadrato decisamente tra i professionisti;
      3. NO perchè il limite dei 30.000 è per i ricavi dell’attività E altri 30.000 per i redditi di lavoro dipendente.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  85. Giovanni says:

    Salve vorrei gentilmente avere dei chiarimenti riguardo i ricavi compensi del nuovo regime forfettario 2017 per commercianti che non mi sono chiari .
    Se io come commerciante acquisto merce per 60.000 € annui, e prevede un incasso annuo di € 110.000 su che cifra devo capire o calcolare se rientro nel regime forfettario sui, quasi 50.000 € di guadagno (dove dovro togliere poi l’affitto ed il resto delle spese ecc) tra la merce acquistata ed il fatturato ?
    oppure non rientro proprio?.
    resto in attesa di una sua risposta
    Grazie e saluti

    • Buon pomeriggio Giovanni,
      come indicato nell’articolo, la soglia è riferita ai ricavi, compensi o incassi che dir si voglia. Quindi incassando ricavi per 110.000€ uscirebbe dal regime forfetario.
      Nel regime forfetario non si tiene conto dei costi.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  86. Davide says:

    Salve, ho un negozio e sono inquadrato come start up ( regime forfettario ).
    Volevo sapere se avendo una stagista mandata dalla scuola per 1 mese ( scuola assicurata e tutto ) se ho l’obbligo di fare i corsi come titolare unico per sicurezza sul lavoro. Lo stage avrebbe la durata di 1 mese ( 40h settimanali ).
    Non riesco a trovare nessuno in grado di rispondere alla mia domanda.
    Per legge ho obbligo di fare il corso o i corsi? ( primo socc. sicurezza ecc )?
    Grazie in anticipo buona giornata
    Davide

    • Buongiorno Davide,
      Premetto che purtroppo non sono esperto di sicurezza sul lavoro e avendo dipendenti non mi sono trovato nella sua situazione, anche se ho avuto stagisti dalle superiori e dall’università, avendo già svolto tutti i corsi necessari (che costo!).
      Venendo al caso nostro, l’art. 4 comma 1 del TU sicurezza (apre pdf dal sito del ministero) però indica che: “Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati: … b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento;” quindi a mio parere gli stagisti NON rientrano nell’obbligo di adozione delle misure di salvaguardia.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  87. Emanuela says:

    Buongiorno e complimenti per le sue risposte sempre pronte e molto complete. Io avrei bisogno di sapere se, in quanto titolare di ditta individuale e aderente al regime forfettario 2016 , posso entrare come socia in una SRL mantenendo la mia attuale partita iva ( il cui lavoro sarebbe sempre lo stesso che farei nella società ) e l’agevolazione ?
    Grazie

  88. Lotta says:

    Dott.Nicola Forcella.Un’informazione …Sono assunta da 1 maggio 2016 come Colf…cn 25 ore a settimana x 8 euro l’ora.Datore di lavoro mi ha portato il CUD 2016-2017 di quasi 7.000 euro….ma al INPS mi hanno dato estratto conto di reddito 2016…4.000 euro….Come possibile??C’e qualcosa che nn va??Xché il datore di lavoro ha pagato tutti i contributi cioè tt in regola abbiamo controllato….Ma INPS dice che a noi risulta questa cifra…Xché x 8 mesi di lavoro cn quasi 1.000 euro di stipendio nn po essere 4.000….Mi dia qual ke consiglio vi prego.Grazie mille!!!

    • Buongiorno Lotta,
      Purtroppo non sono esperto in materia di lavoro, però so che i contributi non sono legati precisamente al reddito percepito ma più alle ore di lavoro prestato.
      Consiglierei di rivolgersi ad un CAF o ad un patronato INPS per avere delucidazioni.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  89. ivan says:

    Buongiorno dottore, volevo esporle il mio dubbio riguardante i ricavi compensi del nuovo regime forfettario.
    Se come commerciante acquisto merce annua per 50.000, e a fine anno raggiungo un fatturato di 100.000 , rientro oppure no nel regime forfettario 2017 avendo ricavato effettivamente 50.000 tolto l’acquisto?
    grazie anticipatamente

    • buongiorno Ivan,
      purtroppo molti hanno poco chiara la definizione di ricavi. I ricavi qui intesi sono quello che comunemente si chiama fatturato, o meglio ancora quello che si incassa. Normalmente questi termini hanno tre accezioni diverse, ma nel regime forfetario hanno proprio il significato di “incassato”.
      Quindi in sostanza non può superare un incasso di 50.000€.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  90. LARA says:

    Buongiorno.
    Il mio quesito è questo.
    Sono in regime forfettario e so già che nel 2017 supererò il limite dei ricavi, motivo per cui dal 2018 passerò al regime di contabilità semplificata.
    Considerato che dal 2018 passo a tale regime non per opzione ma per superamento dei limiti, secondo lei se nel 2018 rimango nel limite della soglia ricavi per il regime forfettario, posso rientrarvi nel 2019? o sono comunque obbligata a rispettare il vincolo triennale (anche se ripeto io non ho esercitato alcuna opzione) e quindi potrò ritornare ad essere forfettaria solo nel 2021 (se nell’anno antecedente rispetto i limiti)?
    Grazie mille.
    Lara

  91. Francesco Frontera says:

    salve dott.
    sono un dipendente presso un impresa di pulizie e svolgo la mia mansione tutti i giorni sempre presso la stessa struttura per 8 ore al giorno.
    il mio titolare ha deciso che da giugno lascerà questo appalto e mi è stato proposto dall’amministrazione di rilevare l’appalto.
    quindi mi licenzierò e coglierò questa occasione.
    premetto che, a causa di esigenze amministrative, dovremmo essere in 2 a lavorare per problematiche legate alla sostituzione quasi settimanale di un dipendente dell’ amministrazione.
    parliamo di un volume di affari di circa 50/53000 all’anno.
    si era proposto all’amministrazione di aprire 2 partite iva con regime forfettario ( 53000 diviso 2 sono 26500 per per uno ) anche perchè non ci sono costi ne spese in quanto l’occorrente per lavorare viene pagato totalmente dall’amministrazione .
    mi dicono dall’amministrazione che potrebbe essere un problema fatturare per un solo cliente e che potrebbero incorrere come amministrazione in controlli da parte del fisco.
    fosse vera questa opportunità che tipo di soluzione mi consiglierebbe ?
    la ringrazio anticipatamente per la risposta
    francesco protera

    • Buongiorno Francesco,
      premetto che non sono esperto di diritto del lavoro.
      Purtroppo le imprese monocommittente sono sempre un po’ problematiche, perchè la circolare 32/2012 ribadisce i tre indicatori per presupporre un abuso di utilizzo di lavoratori e lavoratrici con partita Iva: otto mesi di lavoro per due anni (241 giorni anche non continuativi ogni anno), l’80% del fatturato con la stessa azienda per due anni e una postazione stabile di lavoro nella stessa impresa. Da qui le comprensibili esitazioni da parte dell’amministrazione.
      Purtroppo non sono in grado di fornirle una risposta competente in materia. Mi dispiace!
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  92. Massimo says:

    Buona sera,
    ho aperto P. IVA nel corso del 2012 aderendo al regime dei minimi.
    Nel 2017, essendo trascorsi i 5 anni (uscirei naturalmente), voglio passare al regime forfettario, avendone tutti i requisiti.
    Per l’anno d’imposta 2016, potrò nell’Unico 2017, continuare ad usufruire della tassazione al 5% in quanto il 2016 ero ancora in regime dei minimi?
    Per poter passare al regime forfettario (oltre alle indicazioni in fattura) devo effettuare qualche opzione, oppure solo nella dichiarazione dei redditi 2018 per il periodo d’imposta 2017 (Redime Forfettario) andrò a dichiarare i redditi nel relativo quadro dell’UNICO?

    • Buongiorno,
      Le consiglio di tenere conto nel calcolo degli acconti della diversa e più elevata tassazione del 2017, versando qualcosa in più in acconto per l’anno in corso, altrimenti rischia di vedersi il saldo (e il primo acconto 2018) molto più elevati tra un anno. Non sono previste opzioni perchè il regime forfetario è quello naturale, e quindi nel 2018 andrà a dichiarare direttamente nel quadro relativo.

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  93. Chiara says:

    Buongiorno Dott. Forcella,

    complimenti per il servizio che offre.

    Avrei alcune domande da porle:
    1) Posso aprire la partita iva usufruendo del regime forfaittario pur essendo socia di capitale di un’azienda con sede in Danimarca (è una ApS, ovvero l’equivalente della nostra Srl)?
    2) In caso di risposta affermativa, potrei usufruire del regime forfaittario per start-up? Preciso che non ho mai aperto una partita iva e che il mio rapporto di lavoro da dipendente è cessato lo scorso anno a seguito delle mie dimissioni.
    3) Posso avere come unico cliente l’azienda per cui sono anche socia?

    Grazie mille

    • Buona sera Chiara,
      1) Si. Ricordo che lei invece deve essere residente in Italia
      2) Si.
      3) mah… ritengo che questa mossa possa essere considerata elusiva: potrebbe andare se non fosse l’unica socia, il problema è che potrebbe essere un modo per aggirare la tassazione dei dividendi (di fonte estera) che altrimenti percepirebbe. Non mi sento di consigliarlo senza un approfondimento sulla situazione. Eventualmente mi contatti in studio.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Il nostro sito è forcellacommercialistapadova.it

  94. Anna Maria says:

    Buonasera,
    durante l’anno lavoro stagionalmente con una azienda che mi fanno il contratto a tempo determinato. In totale saranno intorno a 6000 euro netti al anno.
    Come ben può capire non bastano per vivere, e ho trovato un altro lavoro da fare contemporaneamente ma come libera professionista e in questo caso dovrò aprire la partita iva. Pensavo di fare il regime forfettario ( e un lavoro di consulenza nel settore pubblicitario ) e la mia domande e: Il guadagno che ho con il contratto a tempo determinato e calcolato dentro il tetto di 30.000 euro del regime forfettario o e una cosa a parte? Io ho capito che il tetto e in fatturato, e spero che e cosi perché senno non ne vale la pena……..
    Ringrazio in anticipo
    Anna Maria

    • Gentile Anna Maria,
      i due importi sono conteggiati separatamente.
      Il limite di compensi percepiti con la partita iva nel regime forfetario (per lei 30.000€ da ragguagliare ad anno per giorni) non è da confondere con il limite del reddito da lavoro dipendente (altri 30.000€ annui complessivi per tutti i lavori). Dall’anno successivo al superamento di uno dei due limiti, rientra nel regime ordinario.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  95. david says:

    Salve Dott Forcella, vorrei aprire la partita iva, sono un freelance tecnico del suono, collaboro con produzioni cinematografiche e televisivie, europee e USA, in passato fino al 2008 ho avuto già la partita iva per la stessa attività, rilasciavo fattura come consulenza, la tassazione a cui sarei sottoposto è il 15% o 5%? e i contributi alla gestione separata INPS sono il 27.7% o 35%

    intanto ho un dubbio sul codice attività, alla voce fonico rientra nella dicitura studio di registrazione che obbliga all iscrizione alla camera di commercio, la voce più pertinente è ALTRE ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE NCA, puo confermarlo?
    Inoltre applicherò l’ Iva sulle mie fatture?
    posseggo poi circa 15mila € di attrezzature ma noleggio frequentemente altre attrezzature integratore per cui mi rilasciano fattura con via applicata. io posso scaricare l’intero importo ?
    Laddove il cliente (sopratutto USA) mi chiede di giustificare il costo del noleggio con una ricevuta a parte, cosa posso produrre? (ovviamente non posso rilasciare fattura di noleggio)

    La ringrazio e saluto cordialmente.

    • Buona sera David,
      La partita iva che aveva in passato non influisce su quella di adesso, per cui avrebbe il 5% salvo che lei già non svolgesse la stessa attività senza partita iva.
      I contributi per la Gestione Separata per il 2017 ammontano al 25,72%.
      Se la sua attività è di tipo consulenziale e non “di produzione” potrebbe utilizzare il codice residuale “altre attività…”
      Per l’applicazione dell’iva e per il conteggio dei costi rinvio all’articolo che spiega chiaramente i meccanismi di funzionamento.
      Per il cliente che chiede giustificativo, dovrebbe far intestare la fattura o la ricevuta direttamente a tale cliente. In questo modo il denaro che riceve a rimborso non è conteggiato tra i suoi ricavi ma solo rimborsi.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  96. gabriele says:

    Buongiorno sono socio unico di una srls unipersonale, in cui non vi è divisione di utili, posso aprire partita iva come ditta individuale aderendo al regime dei minimi. Devo cedere le quote possedute (100%)?

    • Alessandro says:

      La ringrazio per la celerità della risposta. Il mio dubbio nasceva dal fatto che essendo fiscalente assimilabile al lavoro dipendente l agenzia interpretasse redditi superiori a 30.000 e non cessati nell anno. Non mancherò di lasciare feedback positivo su facebook, buon lavoro e probabilmente a presto…!

  97. Roberto di Camillo says:

    Buongiorno Dott. Forcella
    vorrei avere gentilmente dei chiarimenti su alcuni dubbi / quesiti che ho a riguardo del regime forfetario 2017. Premetto che sto valutando la ri-apertura a breve , nel corso del 2017 , di Partita Iva come ditta individuale per un’attività di commercio elettronico di musica (vinile, cd , merchandising inerente, ecc..) , dopo aver già avuto analoga attività , ma come commercio in sede fissa e sotto forma di SRL in contabilità ordinaria , cessata nel 2012.

    Questi i mie dubbi / quesiti:
    1) il limite di 20.000 euro annui per i beni strumentali : nel mio caso devo considerare la merce che acquisterò regolarmente (vinili, cd, ecc..) per rivenderla tra i beni strumentali ??
    2) questo il punto che mi è meno chiaro… essendo io essenzialmente un ‘importatore’ (UE ed EXTRA UE) mi dovrei iscrivere al VIES per far sì che i miei fornitori UE non mi applichino sulla merce che acquisto la loro relativa IVA … ma se non ho capito male , mi conferma che nel regime forfetario lo Stato Italiano mi OBBLIGA a pagare l’Iva sulla merce che importo dai Paesi della UE ?? (come a dire scambi liberi in Europa , ma in Italia no !! il gioco delle tre carte !!! ) ..
    della serie : ipotizzando ad oggi un acquisto da fornitore inglese (non considerando future conseguenze e cambiamneti causati dalla Brexit) di merce per valore 100 sterline ->
    ipotesi 1.) se acquisto con VIES pagherei 100 sterline al fornitore
    ipotesi 2.) senza VIES pagherei 120 sterline al fornitore (con IVA inglese al 20%)
    ma col regime forfetario nella ipotesi 1. -> devo comunque integrare il 22% IVA italiana sulle 100 sterline ( + eventuali altri oboli !!)
    se è così e non ho capito male -> cosa mi iscrivo a fare nel VIES ?? numeri alla mano non è conveniente !!

    La ringrazio molto per il tempo che vorrà concedermi per una gentile risposta
    Cordialmente
    – Rob

    • Buongiorno Roberto,
      rispondo alle sue domande:
      1) No, i beni strumentali non sono quelli destinati alla rivendita (merci) o alla trasformazione (materie prime o semilavorati) ma solo quelli che “servono” per la vendita o la produzione (es. registratore di cassa, scaffali, pc). Gli imballaggi non sono beni strumentali.
      2) Esattamente, si applica L’IVA italiana anche agli scambi UE o a alle importazioni extra-UE, ma essendo L’IVA indetraibile, nel primo caso non viene applicata quella del paese straniero ma quella italiana con versamento il 16 del mese successivo. Nel secondo caso L’IVA viene applicata in dogana tramite bolla doganale ed è indetraibile. Se acquistasse il CD in Italia lo pagherebbe 122 in ogni caso senza possibilità di detrazione. Tenga conto che lei non deve applicare IVA alle vendite, per cui è assolutamente corretto che l’iva rimanga a suo carico.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  98. Patrizia says:

    Buongiorno,
    mi trovo in una situazione un po’ al limite e non ho ricevuto risposte esaurienti né dal CAAF né da un commercialista a cui mi sono rivolta.
    Provo a darle un quadro della situazione.
    Dopo 10 anni nella stessa ditta dove ero impiegata come grafica, da gennaio 2017 sono uscita dalla stessa per dei tagli ed ora sono in regime NASPI.
    La stessa “ex ditta” mi ha chiesto saltuariamente delle consulenze,
    mi hanno chiesto di aprire una p.iva per andar meglio con i pagamenti (ancora mai ricevuti). Ora, era mia intenzione aprire la p.iva per esercitare la professione sia di Operatore Olistico (non ancora bene inquadrato in Italia) che di Grafica.
    Facendo riferimento alla parte che vieta la “mera prosecuzione”, non capisco se essendo parte di un licenziamento collettivo io possa poi aprire la p.iva in regime agevolato anche come grafica e, sopratutto, se posso fatturare ai miei ex datori di lavoro.

    La ringrazio infinitamente anche per la chiarezza con cui esprime dei concetti a me personalmente di facile comprensione…

    Grazie mille,
    Patrizia

    • Patrizia buona sera,
      la ringrazio per i complimenti, si fa quel che si può!
      Il divieto del “mero proseguimento” non si applica al regime forfetario tout court ma solo all’agevolazione “startup” del 5%. Tale divieto però non opera laddove il contribuente dia prova
      di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà. Per evitare contestazioni ed accuse di utilizzo improprio dell’agevolazione startup, la fatturazione agli ex datori di lavoro potrà avvenire, a mio parere, in modalità non prevalente rispetto agli altri clienti.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  99. Francesco says:

    Salve,
    innanziatutto complimenti. Le spiego la mia situazione:
    Ho ricevuto la disoccupazione da Gennaio ad Aprile 2016 per un totale di 4942 euro (150 giorni) con una detrazione del 23% pari a 1.136 euro. A questo punto dovrei usufruire della detrazione per lavoro dipendente che secondo miei calcoli e pari a 772 euro e quindi dovrei essere essere a credito di 364 euro. Da maggio però ho aperto una partita iva con regime forfettario. Il totale fatturato è stato, nel 2016, di 4.500 euro. Consideri che sono nel regime forfettario che prevede un coefficente di redditività del 67% e un imposizione fiscale del 15% e un contributo previdenziale del 27,72%. Per ricapitolare:
    Disoccupazione 4.900 euro (in teoria no Tax area per lavoro dipendete o assimilato)
    Lavoro autonomo 4.500 euro. (anche questa no tax area per lavoro autonomo)
    MI chiedo come calcolare le mie imposte con questi 2 diversi CUD? Il modello Redditi 2017 come dovrei compilarlo, Facicolo1 o fascicolo 3?
    Grazie in anticipo

    • Buona sera Francesco,
      la risposta alla sua domanda si configura quale vera e propria consulenza specialistica, che richiede un approfondimento del caso specifico, conteggi personalizzati e, pertanto, mal s’addice ad un blog informativo quale è fiscoecontabilità.it.
      La invito a contattarmi in Studio telefonicamente allo 0498755394, per un eventuale approfondimento ed un adeguato supporto da parte dell’equipe professionale.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  100. Giorgio says:

    Salve buonasera
    Volevo fare una domanda per quanto riguarda i contributi INPS. Da due anni ho un contratto part time a tempo indeterminato di 24 ore settimanali come lavoratore dipendente con un ex cud intorno agli 11.500Euro. Volevo aprire una partita iva come Intermediario del commercio, codice ATECO 46.1, e rispettivo coefficiente di redditività 62%. Da quanto ho capito posso entrare nel regime forfetario per i primi 5 anni con imposta del 5%, e gli anni successivi del 15%.
    Quello che non mi e ben chiaro e come si fa a calcolare i contributi INPS da versare in questo caso?
    Ho letto che se uno ha un contratto di 26 ore settimanali puo scegliere di rinunciare al contributo INPS per la partita iva, ma non trovo informazioni come si procede nel mio caso.
    Nel mio caso è previsto l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata INPS versando il contributo proporzionale del 18%?
    Posso nel mio caso accedere al regime dei contributi INPS agevolati del 35%?

    e se si facendo una stima di fatturato 10.000Euro anno, posso stimare il contributo inps come 10.000*18% – 10.000*18%*35% ?

    Grazie

    • buona sera Giorgio,
      gli intermediari del commercio si iscrivono all’inps Commercio e non Gestione Separata. Inoltre, solo i dipendenti a tempo pieno possono optare per la non iscrizione alla gestione commercio, cosa che si deve richiedere in sede di iscrizione alla Camera di Commercio.
      I contributi per i forfetari godono di una riduzione del 35% sul fisso e sull’eccedenza. Quindi dovrà come minimo versare contributi per € 2.393,94.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  101. Anna says:

    Buongiorno,
    sono disoccupata da due anni ma l’anno scorso ho svolto una lavoro occasionale di sviluppo software per una ditta per 1.000 euro ed in quell’occasione ho rilasciato ricevuta con ritenuta d’acconto. Sempre per la stessa ditta ho fatto quest’anno un altro lavoro per 2.000 euro con ritenuta d’acconto . Visto che forse dovrò effettuare altri lavori per questa ditta il rapporto di lavoro cesserà di essere occasionale e pensavo di aprire partita iva con regime forfettario. Vorrei sapere se l’apertura della partita iva può comportare problemi visto che ho già rilasciato ricevuta con ritenuta d’acconto e come eventualmente mettere la posizione in regola.
    grazie

    • Buona sera Anna,
      potrà aprire partita iva con regime forfetario, anche utilizzando l’agevolazione startup con tassazione al 5%. Infatti il “divieto di mero proseguimento dell’attività” non si applica in caso di lavoro occasionale.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  102. Gianmario says:

    Buongiorno
    Ho aperto partita iva in regime forfetario per delle consulenze(circa 20 mila euro) e ho aderito al quadro Ac di comunica per non pagare i contributi Inps essendo dipendente a tempo pieno presso altra azienda. Ma non ho ancora capito se per non avere problemi devo fatturare annualmente un importo inferiore a quello che percepisco in busta paga(22000 euro) . Grazie della delucidazione. Saluti

    • Buona sera Gianmario,
      Il limite “della prevalenza” che ha descritto si applicava solo nel 2015.
      Dal 2016 può rimanere nel regime forfetario fino a 30.000€ di redditi da lavoro dipendente.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  103. Manuela says:

    Buongiorno,
    vorrei avere un’informazione: se un forfettario riceve un assegno di ricerca, questo deve essere conteggiato come reddito, al fine di verificare che non superi il limite € 30.000?
    La ringrazio,
    cordiali saluti.

    • Buona sera Manuela,
      gli assegni di ricerca sono esenti irpef e quindi non rientra nel conteggio dei famosi 30.000€.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  104. Alessio says:

    Buongiorno.
    Ringraziandola per la professionalità e le risposte sempre chiare ed esaustive le vado a proporre il mio quesito.
    Ho 45 e lavoro come dipendente a tempo indeterminato da 23 anni preso una grossa compagnia. Sto contrattando la mia uscita dall’azienda per poter aprire la mia attività (codice ateco 74). Si tratta di un attività che non ha niente a che vedere con il lavoro svolto presso l’azienda.
    Vorrei capire alcune cose:
    1) Posso usufruire del regime forfettario con tassazione al 5%?
    2) Ipotizzando €30.000 di fatturato annuo quando dovrei pagare di INPS e di IRPEF?
    3) Come da punto 2 ma spendendo €5.000 per un co.co.pro con un collaboratore esterno
    La ringrazio tantissimo per queste informazioni che mi servono a fare il classico “conto della serva” e capire se avrei convenienza nel fare il passo.

    • Buongiorno Alessio,
      1) la risposta è affermativa
      2) circa 4.000 di contributi e circa 1.000 di imposte
      3) idem, perchè i 5.000€ valgono solo come limite per il regime, non ci sono costi direttamente deducibili nel regime forfetario

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  105. michele says:

    Salve. Sono nei contribuenti minimi come libero professionista dal 2012. Quindi i 5 anni sono scaduti nel 2016. Avendo tutti i requisiti nel 2017 confluirò nel forfettario. La domanda: nel 2015 ho preso un’auto del valore di 24.000 oltre iva con un leasing; non ho mia scaricato alcun costo. Se adesso cedo l’auto e dalla differenza di rimborso al leasing e il prezzo di vendita ricavo circa 5.000 euro, devo dichiarare questa cifra? Se prendo un’auto a noleggio del valore di 38.000 euro oltre iva e non scarico i costi questo importo rileva ai fini dell’ammontare massimo di 20.000 euro per i beni strumentali?

    • Buona sera Michele,
      la risposta alla prima domanda si configura quale vera e propria consulenza specialistica, che richiede un approfondimento del caso specifico, conteggi personalizzati e, pertanto, mal s’addice ad un blog informativo quale è fiscoecontabilità.it.
      Per la seconda domanda, tale valore rileva per il limite, perchè si tiene conto del costo sostenuto dal concedente. Si parla infatti di “valore” e non di “costo” dei beni strumentali.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  106. Giuseppe Tarallo says:

    Buona sera dottor Forcella
    Io faccio ristrutturazioni di appartamenti e di palazzi…fino ad oggi senza documenti…
    Adesso voglio mettermi in regola…
    Se apro la partita iva e mi iscrivo alla camera di commercio come artigiano posso usufruire del regime forfettario e dello start up?
    Per poter effettuare le ristrutturazioni di appartamenti e di palazzi che partita iva devo aprire?
    Iscrivendomi alla camera di commercio come artigiano posso fare le ristrutturazioni?

    • Buona sera Giuseppe,
      può (DEVE!!!) aprire subito partita iva come artigiano nella classe delle costruzioni (limite fatturato: 25.000) e usufruire del regime forfetario startup con tassazione 5%. Si ricordi che deve iscriversi anche all’INAIL!
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella
      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

      • Giuseppe tarallo says:

        Buona sera dottore grazie per la risposta.
        Ho aperto partita iva: tipo attività 433901, fatto iscrizione alla camera del commercio rea *****,
        Aperto smart card e fatto pec.
        volevo sapere se manca qualcosa?
        Se adesso posso fare le ristrutturazioni?
        E se eventualmente potrei assumere personale?
        E visto che sto nel regime forfettario ho bisogno lo stesso del commercialista che mi segue?
        Grazie anticipatamente

        • Buona sera Giuseppe,
          ora può svolgere l’attività. Attenzione all’assunzione dei dipendenti, non deve superare 5.000€ se vuole rimanere nel regime forfetario. Attenzione anche alle norme sulla sicurezza in caso di assunzioni di dipendenti.
          Il commercialista non è indispensabile, se è in grado di farsi la dichiarazione da solo e di spedirla in autonomia.
          cordiali saluti,
          Nicola Forcella

  107. Guglielmo says:

    Buonasera, mi piacerebbe capire se posso anche io usufruire del regime forfettario.
    Voglio aprire una nuova attività e mi occupo di vendita di prodotti cosmetici a parrucchieri.
    In un anno vendo prodotti ai miei clienti per circa 80000 ma il mio margine è il 50% circa. Quindi avrò un guadagno lordo di 40000 euro.
    Posso usufruire di questo regime fiscale?
    Grazie

  108. Giuliano says:

    Buongiorno Dottore. Sono un massaggiatore e usufruiscono del regime forfettario. Vorrei avviare attività secondaria distributore cosmetici assimilabile a venditore porta a porta codice attività 461902.. ho letto del regime che questi anno e che fino a 6400€ oltre alla comunicazione non devo fare altro perché non fanno cumulo. Ma dopo? Io con il forfettario sono esente adempimenti Iva ma la nuova attività superato la soglia deve sottostare all’Iva. Che dovrò fare.. e il mio regime forfettario sarà sempre valido? Grazie. La seguo anche su fb.!

    • Grazie Giuliano!
      L’attività secondaria si inquadra sempre nell’unica partita iva e i due “fatturati” si sommano.
      Quando il contribuente esercita più attività, contraddistinte da codici ATECO differenti, ai fini del diritto all’accesso o alla permanenza nel regime forfetario, occorre considerare il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività esercitate. Ad esempio, in presenza di esercizio contemporaneo di una attività di intermediario del commercio ricompresa nel gruppo 6 (limite 25.000) e di un’attività professionale rientrante nel Gruppo 8 (limite 30.000) il limite di ricavi annui è pari a 30.000 euro.
      Quindi finchè non supererà il limite di 30.000€ di ricavi, potrà continuare con il regime forfetario.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  109. Raffaele says:

    Buonasera Dott. Forcella, vorrei sapere qual è l’esatta dicitura da mettere in fattura per il regime forfettario.

  110. CARLO says:

    Buongiorno
    A gennaio 2017 ho aperto la partita iva codice ateco 862100 prevedo di fatturare quest anno 15000 ho appena preso un computer per euro 1000 ho preso un attrezzo per la mia attività per euro 5000 e il cellulare per 800 euro
    Quanto dovrò vesare nel 2018 come imposte ?non riesco a capire il ruolo dei beni strumentali.
    Regime forfetario
    Ringraziandola
    Cordialmente

    • Buona sera Carlo,
      il ruolo dei beni strumentali non rileva per il calcolo delle imposte, ma solo quale limite (20.000€) per la permanenza nel regime.
      Il regime forfetario calcola le imposte esclusivamente applicando i parametri di redditività ai ricavi, dedotti i contributi previdenziali versati nell’anno, e poi moltiplicando per l’aliquota d’imposta (nel suo caso presumo 5%). Con i dati forniti, e presumendo 2.000€ di contributi versati, avrebbe imposte per circa 500€
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella
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  111. Mary says:

    Salve, innanzitutto complimenti per la professionalità e la chiarezza nelle risposte!Sono un medico libero professionista, ho iniziato l’attività a luglio 2016 in regime forfettario con tassazione al 5%!Ho vinto un concorso come dipendente ospedaliero a tempo indeterminato, e percepirò un reddito annuo superiore ai 30.000 lordi. Mi chiedevo qualora dovessi interrompere tra qualche anno il lavoro di dipendente pubblico per tornare alla libera professione, posso riaprire una partita IVA rientrando nel regime forfettario oppure rientrerei nel regime ordinario?Grazie

    • Buona sera Mary,
      se stiamo parlando di qualche anno, proprio non saprei, è possibile che il regime forfetario venga modificato nuovamente o addirittura eliminato…
      Se invece le cose saranno come oggi, la Circolare 10/2016 ha indicato che il limite di 30.000€, introdotto con decorrenza 1° gennaio 2016, dalla legge di stabilità del 2016, non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente. Il limite rileva invece nell’ipotesi in cui, nello stesso anno, il contribuente abbia cessato il rapporto di lavoro dipendente ma ne abbia intrapreso uno nuovo, ancora in essere al 31 dicembre. Ciò in coerenza con la ratio della disposizione, che ha il fine di incoraggiare il lavoratore rimasto senza impiego e senza trattamento pensionistico mediante la concessione di agevolazioni fiscali. Ai fini della non applicabilità della causa di esclusione in commento rilevano solo le cessazioni del rapporto di
      lavoro intervenute nell’anno precedente a quello di applicazione del regime forfetario.
      Quindi in pratica, ,dovrebbe cessare il rapporto di lavoro entro il 31/12 e aprire la partita iva l’anno successivo. Allora in questo caso potrebbe rientrare nel regime forfetario (non startup).
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  112. Marsi says:

    Buongiorno,
    Sono un giovane medico in attesa di entrare in specialità. Ho aperto la partita IVA a Dicembre 2015 ma ad oggi non ho ancora fatturato dal momento che successivamente sono risultata vincitrice di una borsa di studio e in seguito sono stata assunta a tempo determinato dall’ASL della mia provincia. Ho scritto una mail all’agenzia delle entrate dal momento che ero in dubbio se effettivamente la mia attività si potesse ritenere avviata o no. La loro risposta è stata che la mia partita IVA si riterrà aperta quando emetterò la prima fattura. Preciso che per la dichiarazione dei redditi del 2015 ho presentato il modello unico precisando che il reddito relativo alla P.Iva è stato zero e ugualmente farò per il 2016.
    A questo punto le volevo chiedere, se oggi dovessi emettere la mia prima fattura mi potrei ritenere uno start-up.
    inoltre, qualora invece volessi chiuderla ora senza emettere fattura, al momento di riaprirla potrei ritenermi ancora uno start-up o per il solo fatto di averla aperta e chiusa anche a fatturato zero mi farebbe perdere questo privilegio?

    Le faccio questa domanda perchè a novembre, se dovessi entrare in specialità sarei in medico in formazione e beneficerei di una borsa di studio e non utilizzerei più la p.iva per 4 anni.
    Grazie in anticipo

    • Buona sera Marsi,
      potrà tranquillamente chiudere la partita iva ed eventualmente riaprirla dopo la conclusione della scuola di specialità. Sarà ritenuta “startup” a tutti gli effetti!
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  113. Vincenzo Sciortino says:

    Salve dott. Forcella,
    in merito alla questione avrei una domanda da porle:
    – va bene il comportamento concludente per un artigiano (ditta individuale) che solo dal 2017 può applicare il regime forfetario perchè nel 2016 è sceso il valore dei beni strumentali che prima ne impediva l’applicazione?

    Grazie in anticipo per la risposta, cordiali saluti.

    • Si, anche perchè l’opzione per il regime forfetario mi risulta esistere solo in fase di inizio attività e non di modifica.
      cordiali saluti,
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  114. maria says:

    Buongiorno

    Da metà novembre 2016 a fine dicembre 2016 ho dato ripetizioni private a studenti delle superiori. Per questa attività, nel 2016 ho rilasciato 5 fatture come prestazione occasionale, emesse tutte nel mese di dicembre (la “collaborazione” con ogni studente non è durata più di 20 giorni, quindi rientravo nel regime occasionale) e per un totale di 1200 euro.

    Per proseguire l’attività nel 2017 ho aperto P.IVA in febbraio e mi è stato detto dal commercialista cui ho chiesto informazioni che potevo rientrare nel regime StartUp. Adesso che ho letto la postilla della “mera prosecuzione” però mi è sorto il dubbio che la mia situazione possa appunto rientrare nella “mera prosecuzione” , in quanto sussiste l’identità di contenuti, mezzi e clienti (ho gli stessi studenti di prima, a cui semplicemente se n’è aggiunto qualche altro).

    Lei cosa pensa?

    Inoltre, se possibile, vorrei una conferma: adesso che ho P.IVA, quando emetto una ricevuta, i miei obblighi consistono solo nel darne una copia al cliente e e conservarne copia fino alla dichiarazione redditi del 2018, giusto?

    Grazie per il servizio che offrite.

    • Buona sera Maria,
      Ci viene in soccorso la circolare AE 17/2012 sui regimi minimi che viene direttamente richiamata dalla 10/2016 sul forfetario, del cui punto 2.2.2 riporto uno stralcio:
      Non impedisce l’accesso al regime – né in base alla lettera a) né in base alla lettera b) del decreto – la circostanza di aver svolto, nell’anno precedente, prestazioni occasionali, perché le stesse, costituendo redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR, non sono produttive di reddito di lavoro autonomo o di impresa di cui, rispettivamente, agli articoli 55 e 53 del TUIR.
      Quindi: niente paura!
      Per quanto riguarda gli obblighi, deve emettere fattura al cliente (inserendo la marca da bolo da 2€ se di importo superiore a 77,47€) e conservarne copia.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  115. maria pia says:

    Buongiorno dottore Forcella, volevo chiederle un parere, un rappresentante fino al 2016 era nel regime dei minimi e da quest’anno, essendo passati i 5 anni previsti per i minimi, è entrato nel regime forfettario, dovrebbe percepire dalla ditta per la quale lavora da + di 5 anni l’indennità suppletiva di clientela, in quanto la ditta mandate chiude.
    Il mio dubbio tale indennità è sempre per lui un reddito che tasserà separatamente ? quindi all’aliquota ordinaria del 23%?
    Grazie

    • Buongiorno Maria Pia,
      La tassazione (separata) dell’indennità suppletiva di clientela è regolata dall’art. 17 c. 1 lett. d) TUIR, e non essendovi alcuna deroga tra le norme particolari previste per il regime forfetario, vige il principio generale. Quindi verrà tassato con tassazione separata.
      saluti,
      Nicola Forcella

  116. Diego says:

    Salve Dott. Forcella, faccio parte di una società snc che sta per andare in liquidazione, vorrei chiederle cortesemente, in questa fase di liquidazione prima della chiusura definitiva della società posso aprire un’impresa individuale con regime forfettario? Può indicarmi anche i riferimenti normativi che regolamentano il caso specifico. Grazie anticipatamente per la risposta.

    • Buona sera Diego,
      Potrà aprire p. iva forfetaria solo dopo lo scioglimento a meno che esso non si concluda prima della fine dell’anno. Ovviamente deve essere certo di riuscire a concludere la procedura entro il 31/12!
      Può fare riferimento alla circolare AE 10/2016 pagine 14-16.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  117. Elisabetta says:

    Gentile Dottore,
    ho aperto a metà febbraio 2017 una partita iva con codice Ateco 90.02.09 in regime forfettario. Questa è la mia unica attività lavorativa ed ero disoccupata da qualche anno. Mi è stato detto che non devo iscrivermi alla gestione separata. E’ corretto? O devo iscrivermi? E, se devo iscrivermi, perché non risulta il mio codice Ateco sul modulo on line di iscrizione?
    Oltretutto ho una questione urgente da risolvere: tra un mese devo andare all’estero per lavoro presso una società che mi ha richiesto il modello A1, che al momento non posso ottenere in quanto, appunto, non iscritta alla gestione separata. Cosa posso fare?

    Grazie molte per l’aiuto!

  118. Federico says:

    Buon giorno. Vorrei porle un quesito. Vorrei aprire una start up in ambito digitale e avrei bisogno di avere dei venditori che vanno a provvigione. Come potrei fare?
    Ho un limite?

    Grazie

    • Buona sera Federico,
      la risposta alla sua domanda si configura quale vera e propria consulenza specialistica, che richiede un approfondimento del caso specifico, conteggi
      personalizzati e, pertanto, mal s’addice ad un blog informativo quale è fiscoecontabilità.it.
      La invito a contattarmi in Studio telefonicamente allo 0498755394, per un eventuale approfondimento ed un adeguato supporto da parte dell’equipe
      professionale.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  119. Gianluca says:

    Buonasera,
    devo aprire una p.iva forfettaria per collaborare con una società che si occupa di eventi. La mia sarebbe una collaborazione esterna e vorrei svolgerla come professionista e non attraverso una più costosa ditta individuale.
    Avrei identificato questi due codici ateco come i più adatti:
    73.11.02
    70.22.09
    Mi è stato detto il codice 73.11.02 richiede necessariamente la costituzione di una ditta individuale. E’ davvero così o ho capito maale?
    A differenza del precedente, il codice 70.22.09 mi consentirebbe di svolgere l’attività da professionista senza quindi costituire una più costosa ditta individuale?
    Approfitto per porgerle anche un’ultima domanda:
    Per non restringere eccessivamente il campo delle attività svolgibili sarebbe perfetto poter inserire entrambi i codici sulla stessa p.iva. Avendo entrambi i codici il medesimo coefficiente di redditività, se li inserissi entrambi sulla stessa p.iva richiederebbero comunque due contabilità separate?
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarmi

    • Buona sera Gianluca,
      non mi risulta che il codice Ateco 73.11.02 comporti obbligatoriamente lo svolgimento dell’attività nella forma di impresa individuale. Anzi, tale codice è compreso tra quelli che comportano l’obbligo di iscrizione all’INPS Gestione Separata, che è riservata ai professionisti. Ovviamente ciò non toglie che se l’attività viene svolta con metodologie “d’impresa” ovvero non tanto come consulenza professionale di un lavoratore autonomo ma attraverso l’organizzazione strutturata di mezzi (economici) e persone, sia considerata impresa e come tale debba essere trattata.
      Quindi ritengo che lei possa svolgere entrambe le attività come professionista, decidendo quale sia quella principale. La contabilità, se si può parlare di contabilità per il regime forfetario, può essere tenuta unitariamente. Il limite di ricavi è comunque uno solo, quello prevalente, e non è possibile sommare i due limiti.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  120. Daniela says:

    Buonasera,
    Avrei bisogno di una conferma se un forfettario ha aperto il 20/04/16 nel calcolo a fine anno del limite aprile si conta vero ???
    25000÷12×9 = 18750
    Non si parte da maggio e quindi i mesi sono 8 di lavoro giusto ???
    Grazie mille

  121. Francesco says:

    Buonasera dott.Forcella,
    avrei un quesito da porle: un agente di commercio in contabilità semplificata, nel 2016 aveva i requisiti per passare al forfetario ma ha preferito optare per rimenere nel regime ordinario. Ora nel 2017 vorrebbe passare al forfetario ma subisce il vincolo triennale dell’opzione. Però come successe nel 2016 si potrebbe applicare l’art.1 del DPR n. 442/97, che al comma 1 dispone: “L’opzione e la revoca di regimi di determinazione dell’imposta o di regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili. La validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività. E’ comunque consentita la variazione dell’opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative”.
    Ora nel caso delle imprese, c’è stata una modifica strutturale non da poco nella determinazione del reddito, passando dal criterio di “competenza” a quello di “cassa”. Il regime semplificato è il regime opzionale, essendo naturale solo quello forfettario, pertanto, visti la rilevante modifica normativa al regime semplificato si dovrebbe poter variare l’opzione senza tener conto del vincolo triennale. Cosa ne pensa? Cosa fare?
    Grazie della sua attenzione,
    Francesco

    • Buona sera Francesco,
      ribadisco la mia convinzione sull’impossibilità di adottare il regime forfetario per chi ha scelto l’ordinario (o dimenticato di adottare il forfetario) nel 2016.
      Non ritengo che il cambiamento da lei indicato sia sufficiente ad invocare la 442/97.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

      • Francesco says:

        Buonasera dott.Forcella,
        sembra che l’agenzia delle entrate abbia risolto la questione con la recente circolare 11/E.
        Fattibile.
        Cordiali saluti,
        Francesco

        • Vero.
          La citata circolare termina con la frase:
          In base agli stessi presupposti, coloro che hanno optato per il regime semplificato, pur avendo i requisiti per applicare il regime forfetario, possono revocare la scelta effettuata e applicare il regime forfetario dal 1° gennaio 2017“.
          Forse sarebbe stato meglio argomentare un po’ di più, una mezza paginetta in più su 40 non avrebbe fatto addormentare nessun’altro…

  122. Michele says:

    Buongiorno, le volevo esporre la mia situazione è chiederLe consiglio. Sono stato dipendente di una Compagnia Assicurativa e mi sono dimesso a Gennaio 2017 con decorrenza Febbraio per aprire uno Studio Legale. Il mio reddito lordo nel 2016 è stato superiore a 30.000€. Posso aprire una P.iva in regime forfettario?

    • Buongiorno Michele,
      purtroppo non può usufruire del regime forfetario, la circolare 10/2016 è stata chiara al riguardo (v. punto 2.3, pag 16-17) quando ha indicato che il superamento dell’importo di 30.000 di reddito dipendente, a meno che il rapporto di lavoro non sia cessato nell’anno precedente. E questo purtroppo non è il suo caso.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  123. Robert says:

    Buongiorno dott. Forcella,
    sono proprietario di una ditta individuale (reg.forf.) e volevo cortesemente sapere se il domicilio fiscale deve essere (per forza) il mio indirizzo privato?

    Va bene anche il mio indirizzo di lavoro (stesso comune)? Oppure altre possibilita’?

    Se può aiutarmi le sarei molto grato.
    Grazie, Robert

  124. Roberto says:

    Buongiorno, volevo cortesemente sapere se dovessi uscire dal regime forfettario per cercare di rientrare dei costi per avvio attività, potrei rientrare l’anno successivo o ci sono dei vincoli temporali?
    Mi è stato indicato che l’agenzia delle entrate lo permetta ma non l’inps (o viceversa non ricordo bene).
    Se può aiutarmi le sarei molto grato.
    Grazie, Roberto

  125. maria rita says:

    Buongiorno Dottore, mi scuso della domanda alla quale lei ha più volte risposto in modo diverso e non ho ben capito quale sia il mio caso.
    Sono una professionista dal 1997. Ho un fatturato inferiore a 30.000 da sempre. Ho applicato il regime ordinario iva (pur avendo la contabilità semplificata) anche per il 2015 e 2016 ma non ho effettuato materialmente l’opzione nel modulo iva del 2015. Posso passare al regime forfettario dal 2017? in alcuni post ho letto che è possibile perchè sono trascorsi più di tre anni ma in altri ho letto che non è possibile perchè la decorrenza dei tre anni è 2015 quindi posso passare al regime dal 2018 previa correzione del modello del 2015 per mancata opzione.
    In effetti il mio regime naturale è il forfettario ma io non l’ho applicato.

    • Maria Rita,
      come da precedente risposta, il regime forfetario varrà solo dal 2018. Per quanto riguarda l’opzione, riporto uno stralcio della circolare 10/E 2016 “Come chiarito con circ. n. 209/E del 1998, l’omessa comunicazione in dichiarazione della volontà di applicare il regime ordinario non inficia l’opzione effettuata, ma è punibile con la sanzione prevista dall’art. 8 del D.lgs. n. 471 del 1997 (da euro 250 a euro 2.000).” ovviamente è possibile effettuare il pagamento usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso diminuendo notevolmente l’importo da pagare.

  126. Rita Ipomea says:

    Buonasera Dott. Forcella,
    la settimana prossima prenderò in affitto un ramo d’azienda ad € 500 al mese per sei anni. Nel canone del ramo d’azienda sono compresi: misuratore fiscale, vetrine, arredi, fitto immobile e avviamento. Vorrei sapere se posso adottare il regime forfettario (che ho valutato il più conveniente) visto che complessivamente il canone sarà € 36.000 (€ 6000 l’anno x 6 anni) e quindi supero il requisito del valore dei beni strumentali entro € 20.000.
    La ringrazio, Rita

    • Buona sera Rita,
      Il regime forfetario si può applicare anche in caso di affitto d’azienda, ma il calcolo dei requisiti viene effettuato sull’azienda concessa in affitto con riferimento all’anno 2016. Quindi in particolare i ricavi non dovranno superare i limiti della tabella, i beni strumentali non dovranno superare i 20000€ e non dovranno esserci spese per lavoro dipendente superiori a 5000€. Ovviamente non potrà usufruire del regime startup 5% in quanto continua l’attività già posta in essere da altro contribuente.
      Il fatto che il canone di affitto sia di 500€ al mese non influisce minimamente sul valore dei 20000 per i beni strumentali. Quei beni potrebbe averli anche gratis, ma il loro valore normale (ovvero il valore di mercato che hanno beni simili nella stessa condizione d’uso) deve essere sempre inferiore a 20000 al 31/12 di ogni anno.
      saluti,
      Nicola Forcella

  127. domenico says:

    SALVE DOTTORE,
    ho intezione di aprire nell’immediato una partita iva come professionista. Avrei scelto il regime agevoloto per via dell’assenza di costi da sostenere.Essendo la mia prima attività accederei alle agevolazioni di start-up. La mia domanda è: su una fattura di 1.800,00 quanti contributi INPS andrei a versare e quanti ti imposta sostitutiva? Un esempio numerico sarebbe gradito.
    Cordialmente Domenico

    • Buona sera Domenico,
      il conteggio è presto fatto:
      imposte: 1800×78%=1404×5%=70,20
      contributi: 1404×25,72%=361,11

      Per completezza segnalo che dal secondo anno saranno dedotti dal reddito i contributi versati nello stesso anno, quindi semplificando e facendo conto di avere le stesse cifre e versato a saldo (16/6/2018) i contributi del 2017 per 361,11 calcolo sarà così:
      imposte: 1800×78%=1404-361,11=1042,89×5%=52,14
      contributi: 1042,89×25,72%=268,23

      saluti,
      Nicola Forcella

      • guido says:

        buongiorno,
        poiché anch’io sono in una situazione simile al lettore che ha posto la domanda le volevo chiedere se l’aliquota inps di cui sopra non sia, come mi pare fosse, comunque applicata a un minimo. Nel senso che se i ricavi sono € 10.000 annui pago comunque il 25,72% su 15.000.

        • Buona sera Guido,
          Quello che lei descrive è il comportamento dei contributi per Artigiani e Commercianti (che hanno i cd. Contributi Fissi, o meglio “calcolati sul minimale” appunto di circa 15.000€) mentre i professionisti non hanno minimi annui da versare.

          cordiali saluti,
          Nicola Forcella

          Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  128. Stefano says:

    Buongiorno Dott. Forcella,
    attualmente lavoro come lavoratore dipendente full-time per una società (Ral 28.000 circa). Un’altra srl, con gli stessi soci della precedente, vorrebbe farmi fare delle consulenze anche per quest’ultima società (le due società hanno degli scambi commerciali tra di loro).
    Io stavo pensando ad aprire una P.IVA nel regime forfettario ( cosi da essere esente dalla doppia contribuzione previdenziale e pagando per i primi quattro anni imposte al 5%).
    Secondo lei è possibile?
    Grazie per la disponibilità

    • Buona sera Stefano,
      non ritengo possibile usufruire del regime agevolato startup con aliquota ridotta al 5% perchè già svolge un’attività simile come dipendente e tale fatto è incompatibile con l’agevolazione in oggetto.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  129. stefano says:

    Salve Dottor Forcella,
    vorrei chiedere una cosa: un commerciante (ha una giostra quindi non emette fatture) era nel regime semplificato. Successivamente nel 2016 pur potendo usufruire nel regime forfettario il commercialista non l’ha fatto transitare.
    Non avendo versato niente di iva per il 2016, non avendo fatto fatture, posso considerarlo forfettario anche per il 2016 oltre che per il 2017?Mi pare di aver letto che agenzia delle entrate ha chiarito in un tele fisco sostengono che rilevano le modifiche fiscali introdotte dal 2016; si tratta infatti della misura dell’imposta sostituiva per le nuove attività, il periodo minimo di applicazione, la tassazione agevolata ora fissato per cinque anni anche nel regime forfetario.
    Per queste ragioni l’Agenzia sostiene che, per chi ha esercitato l’opzione anche mediante comportamenti concludenti, non si applica il vincolo triennale ai sensi dell’articolo 1 del medesimo decreto n. 442.

    E’ giusto quello che penso?

    Grazie

    • Buona sera Stefano,
      essendo quello forfetario il regime naturale, non era necessario fare alcuna opzione e non avendo emesso fatture nè versato iva, e non avendo ancora presentato la dichiarazione iva dove avrebbe eventualmente dovuto optare per il regime ordinario-contabilità semplificata, si trova nella fortunata possibilità di poter affermare di essere “a sua insaputa” titolare di regime forfetario… scherzi a parte, l’AE ha permesso per il 2016, a causa della modifica al regime forfetario, il “rientro” di coloro che avevano preferito mantenere lo status quo (o semplicemente ignorato l’esistenza del regime agevolato) rispetto all’obbligo triennale.
      saluti,
      Nicola Forcella

  130. ANGIOLA says:

    BUONGIORNO, PER UN’ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE (BAR) APERTA NEL 2017 COME FORFETTARIO START UP (5% DI TASSAZIONE), SE DEVE PAGARE LA RITENUTA DI ACCONTO AD UN COLLABORATORE OCCASIONALE, COME DEVE COMPORTARSI? PUO’ ESSERE SOSTITUTO D’IMPOSTA?
    GRAZIE

    • Buona sera Angiola,
      La circolare 10/E del 4/4/2016 è chiara al riguardo, a pag 30 infatti dice: “I soggetti aderenti al regime forfetario non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte, pur essendo obbligati a indicare in dichiarazione il codice fiscale del soggetto a cui sono stati corrisposti emolumenti senza operare, all’atto del pagamento, la relativa ritenuta d’acconto.”
      Quindi, per i forfetari niente ritenute operate nè subite.
      saluti,
      Nicola Forcella

  131. Katia says:

    Salve,
    ho una domanda che le sembrerà stupida: il limite compensi per le partite iva a regime forfetario (nel mio caso, 30.000 euro) si applica al fatturato effettivo oppure ai ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività?
    In presenza di diverse attività nel campo delle professioni, tra cui una soggetta all’obbligo di iscrizione a un ordine e dunque con istituto previdenziale autonomo, il calcolo dei contributi INPS da versare all’Inps si baserà esclusivamente sui ricavi derivanti dalle attività professionali prive di cassa autonoma?
    La ringrazio in anticipo della sua gentile risposta.

    • Buongiorno Katia,
      il limite si applica al fatturato effettivo. Anzi, proprio a quanto incassato dall’1/1 al 31/12.
      Per quanto riguarda la questione della doppia iscrizione alle casse previdenziali, l’articolo 18 della legge 111/2011 ha introdotto una norma di interpretazione autentica della legge 335/1995. La predetta disposizione chiarisce che coloro che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, un’attività di lavoro autonomo, sono tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata Inps solo se svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo alle Casse professionali in base ai rispettivi statuti e ordinamenti.
      Lo stesso Dm 281/96 che regolamenta l’iscrizione alla gestione separata, all’articolo 6 ha stabilito che: «Non sono soggetti alla contribuzione di cui al presente decreto i redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria», chiarendo che i liberi professionisti sono tenuti al pagamento del contributo alla gestione separata relativamente ai redditi professionali non assoggettati a contribuzione previdenziale obbligatoria presso la cassa di categoria.
      In conclusione:
      1) se la Cassa esclude l’obbligo di iscrizione, in presenza di percezione di redditi professionali, sorge l’obbligo di versare i relativi contributi previdenziali alla gestione separata Inps applicando l’aliquota ridotta;
      2) se la Cassa invece dà al professionista la facoltà di iscriversi in presenza della percezione di redditi professionali che non obbligano all’iscrizione, occorre ulteriormente distinguere:
      a) il professionista sceglie di iscriversi alla Cassa: è obbligato a versare alla Cassa stessa i contributi, compresi quelli soggettivi;
      b) il professionista sceglie di non iscriversi alla Cassa: non deve versare i contributi né alla Cassa né alla gestione separata Inps.

      A questo punto, la questione dipende sostanzialmente dal regolamento delle singole casse professionali, perchè per la stessa situazione alcune prevedono l’obbligatorietà dell’iscrizione, altre la facoltà, altre rifiutano l’iscrizione.

      In caso di doppia iscrizione, la contribuzione è dovuta esclusivamente sui redditi afferenti le singole casse previdenziali, non sarà dovuta una doppia contribuzione sugli stessi redditi.

      saluti,
      Nicola Forcella

  132. Maurizio says:

    Buongiorno,
    mia moglie lavora come dipendente part-time presso una grande catena di distribuzione all’ingrosso (food e non-food).
    Vorrebbe aprire in parallelo un’attività di vendita abbigliamento on-line.
    Considerando che tra la merce della catena è presente anche il tessile/abbigliamento (pur non prestando servizio presso il reparto in oggetto), ciò potrebbe precludere l’agevolazione start-up?
    Avendo un contratto part-time potrebbe evitare di pagare l’inps gestione commercianti?
    Grazie

    Maurizio

    • Buongiorno Maurizio,
      da come mi descrive la cosa, non ritengo che ci siano ostacoli all’utilizzo dell’agevolazione startup.
      Purtroppo invece il lavoro part-time non esonera dal pagamento dei contributi inps, cosa che è possibile solo con un contratto di lavoro full-time. La ratio è che l’inps ritiene sufficiente una copertura previdenziale di 40 ore settimanali, ma non inferiore. Ed effettivamente ha ragione…
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  133. Emanuele Faggion says:

    Buongiorno!
    Sono titolare di una piccola ditta individuale di liuteria (costruzione e riparazione di strumenti musicali). Sono iscritto come artigiano ed il mio regime è quello dei minimi del 2013, quindi tasse al 5% e contributi INPS-INAIL fissi (indicativamente 5000 € l’anno).
    Il costo fisso dei contributi è un grosso problema e mi taglia le gambe, quindi mi sto guardando attorno per capire se posso migliorare la situazione.
    Ho visto il nuovo regime del 2017 e, da quel che ho capito, i contributi sono calcolati in base all’effettivo reddito (che per ora è piuttosto esiguo e ben al di sotto della soglia), e non a scaglioni fissi come adesso, anche per gli artigiani. Inoltre c’è la possibilità di chiedere la riduzione del 35%. Volevo chiedere se, secondo lei, ha senso passare al nuovo regime forfettario 2017 ed abbandonare quello vecchio. Volevo inoltre capire se, passando al nuovo regime, avessi diritto alla tassazione al 5% o quella al 15%. Grazie infinite in anticipo.

    • Buongiorno Emanuele,
      devo sconsigliarle il passaggio al regime forfetario, perchè a livello di tassazione è leggermente peggiorativo rispetto al regime dei minimi a cui ora aderisce e che dura per 5 anni o fino al compimento dei 35 anni di età. Soprattutto perchè la tassazione al 5% è prevista solo per i contribuenti che iniziano una nuova attività, e non è certamente il suo caso.
      Inoltre, la contribuzione INPS è sì “scontata” del 35% (su richiesta da presentare annualmente…) ma sono comunque applicabili i contributi fissi-sul minimale.
      saluti,

      Nicola Forcella

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  134. Emanuele says:

    Buongiorno,
    Sono un laureato in disegno industriale di 26 anni, dopo un’esperienza all’estero di due anni ho deciso di iniziare corsi creativi in inglese per bambini e ragazzi. Al momento emetto fatture occasionali con marca da bollo da 2,00 euro ma ho la necessità di aprire una partita iva. Volevo sapere se questo tipo di regime è applicabile ad una start up composta da due persone oppure se conviene aprire due partite iva distinte.

    • Buona sera Emanuele,
      il regime forfetario non è utilizzabile dalle società né da soggetti che sono anche soci di società di persone.
      Consiglio quindi di procedere con l’apertura di una partita iva in regime forfetario con agevolazione start-up. In questo modo risparmierebbe moltissime imposte anche rispetto alla classica ricevuta con ritenuta del 20%! Ovviamente dovrebbe iscriversi all’INPS Gestione Separata, che riporterebbe allo stesso livello il costo totale, ma almeno gli importi versati andrebbero a creare un po’ di “fondi” previdenziali per il futuro…
      saluti,
      Nicola Forcella

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  135. Francesco Manetti says:

    Buonasera dott. Forcella,

    mi chiamo Francesco Manetti, ho 34 anni, vivo a Livorno (LI).
    Questo anno avvierò una attività in ambito alimentare di produzione di prodotti vegani dolci e salati, per vendita su commissione e al mercato come ambulante. Ho letto i parametri per rientrare nel regime forfettario, e mi pare di poter dire che dovrei starci dentro, compresa la parte dell’aliquota INPS al 5% (start-up). Ho però letto il parametro inerente il limite massimo a 20mila euro sui beni strumentali posseduti, al 31/12 dell’anno di attività, e sinceramente questo aspetto mi è rimasto meno chiaro, in quanto su vari siti ho appreso che sono considerati in tale categoria sia beni materiali che immateriali, sia beni immobilizzati (credo sia questo il termine giusto?) che beni di natura (se non ho capito male, quelli che devono subire una trasformazione). Dunque, vorrei chiederLe, potrebbe aiutarmi gentilmente con un elenco a determinare quali sono esattamente, secondo le categorie, i beni che dovrò considerare nel computo dei 20mila euro? Per esempio, le materie prime che andrò ad impiegare nella mia produzione andranno conteggiate? L’affitto del locale mi sembra di aver capito di no… E i costi come ad esempio le utenze (bollette di acqua, luce, gas) vanno computate? Se ad esempio ho uno strumento (es. una planetaria) che avevo già precedentemente, e voglio inserirla tra le attrezzature che andrò ad usare, devo computarla? Cos’altro?

    La ringrazio molto per l’aiuto che potrà/vorrà concedermi,

    un cordiale saluto,

    Francesco Manetti

    • Buona sera Francesco,
      riporto qui lo stralcio dell’articolo con eventuale spiegazione più dettagliata: Per il computo del valore dei beni strumentali
      non si considerano quelli di costo fino a € 516,46. Tutto ciò che costa meno di 516€ non si prende in considerazione. C’è qualche trucchetto: es. invece di comprare un “computer completo” a 1.000 posso acquistare (e/o farmi fatturare) i componenti separati che hanno un importo inferiore. Idem per un macchinario, invece di acquistare tutto il pacchetto completo di accessori per un importo unico, è meglio farsi suddividere gli importi delle singole parti per quanto possibile.
      si considerano al 50% quelli ad uso promiscuo (autovettura, telefono cellulare, altri beni utilizzati sia per l’attività che personalmente). I beni ad uso promiscuo non sono molti di solito, ma potrebbero anche moltissimi… Per esempio: un trapano che acquisto per montare una mensola in ufficio e poi anche a casa, o altre attrezzature.
      Per i beni in locazione / comodato si considera il valore normale. Il valore normale è il valore di mercato di un bene simile che si trova in uno stato simile.
      Per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dalla società concedente. Questo valore viene fornito e chiaramente indicato dalla società di leasing.
      Gli immobili non hanno mai rilevanza, qualsiasi sia il titolo di possesso (proprietà, locazione, leasing, comodato). Questo era un vero problema per il regime dei minimi…
      Non sono compresi beni immateriali non considerati strumentali, quali costi di avviamento commerciale (semplificando -spero non legga nessun notaio, ma casomai, capirà- il cosiddetto “acquisto licenza”) e simili.
      Il discorso dei beni strumentali per natura e per destinazione viene spiegato meglio con un esempio: un edificio può essere strumentale per natura (es. una fabbrica “a forma di fabbrica”) o per destinazione (es. un normale appartamento abitabile ma riadattato e destinato ad ufficio o studio medico).
      I beni che già possiede personalmente (es la planetaria) vanno inclusi al valore storico di acquisto (se ha il documento di acquisto) o al valore normale. Di solito il valore normale è più basso, quindi le consiglio di “perdere” la fattura di acquisto della planetaria, ovviamente basta che sia chiaramente “vecchia” ed effettivamente usata.
      Venendo ad un elenco (per forza di cose incompleto): attrezzatura di cucina, impastatrici, frigoriferi, abbattitori, fornelli, coltelleria, vasellame, vetrine, scaldavivande, cassa, computer, espositori vari. Ricordi che è meglio spendere 500×2 che 1000×1…
      Le utenze non sono considerate beni strumentali, come anche le scorte alimentari. Queste sono materie prime o semilavorati, che costituiscono la materia da trasformare per ottenere il prodotto finito. Tutto ciò che mi serve per trasformare e per vendere i prodotti così ottenuti sono beni strumentali all’attività.
      Spero di essere stato più chiaro!
      cordialità,
      Nicola Forcella

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  136. Robert says:

    Buongiorno Dott. Forcella,
    sono un commerciante al dettaglio con regime forfettario già da un anno.
    Nel 2011 (contabilita’ semplificata) ho comprato un’ autovettura (uso promiscuo).
    Ora vorrei “privatizzare” l’autovettura (eliminare dall’ invenatario – beni strumentali) e tenerla per uso privato.

    a) Basta emettere una fattura intestata a mio nome (indirizzo privato)?
    b) Devo pagare delle tasse sulla vendita dell’ autovettura?
    c) Domanda piu’ importante: Il prezzo di vendita vale per i limiti di ricavi (forfetario – 50.000€) ?

    Grazie per il suo impegno , Robert. 🙂

    • Buona sera Robert,
      grazie a lei per essere passato di qui!
      per “vendersi” l’autovettura dovrà emettere fattura intestata a lei, ma non dovrebbe essere necessario effettuare alcun passaggio di proprietà (per sicurezza chieda informazioni ad un’agenzia di pratiche auto).
      Si ricorda che si presumono, comunque, ad uso promiscuo tutti i beni a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (ad esempio autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli, e telefonia)
      La cessione dei beni inoltre non configura plusvalenze o minusvalenze. La norma non contiene ulteriori precisazioni, e in tal senso avvalora l’ipotesi dell’implicita volontà del legislatore di non attribuire rilievo alcuno alle plusvalenze/minusvalenze realizzate nel corso del regime forfetario per effetto dell’alienazione dei beni strumentali acquisiti nel medesimo periodo o nei periodi precedenti all’ingresso nel regime di favore. Per questo motivo la fattura di “vendita” del bene non rientra a mio parere nel computo del limite dei ricavi per la permanenza nel regime forfetario.
      saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  137. Gianmario says:

    Buonasera
    Essendo impiegato a tempo indeterminato con retribuzione lorda di circa 24000 euro è possibile aprire una partita Iva in regime forfettario per 30000 euro/anno(consulenze) senza pagare i contributi Inps? O non devo superare lo stipendio lordo da dipendente?

    • Buona sera Gianmario,
      si è possibile indicando tale opzione nel quadro AC del modello Comunica.
      Mi raccomando che l’attività di consulenza non avvenga nei confronti dei clienti del suo datore di lavoro, o peggio nei confronti proprio del datore di lavoro… L’inps non perdona e non molla l’osso, garantito!

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      • Gianmario says:

        Grazie dottore. Ma l’importo di 30000 euro l’anno di consulenze vale anche se apro partita Iva a marzo o aprile? O dai 30000 euro vanno detratti I mesi in cui non avevo ancora aperto la partita Iva. Inoltre per non pagare i contributi Inps in che codice ateco devo stare? Alcuni commercialisti mi dicono che devo stare nel ramo commercio e che a livello di consulenza solo non andrebbe bene… C’è molta confusione. Grazie mille

        • Buona sera Gianmario,
          il valore soglia dei ricavi va rapportata ad anno, quindi aprendo a Marzo dovrà togliere 2/12 di 30.000.
          I contributi inps commercio/artigiani possono essere non versati (previa comunicazione di opzione di non iscrizione all’INPS A/C nel quadro AC in ComUnica) solo da contribuenti che sono anche contemporaneamente dipendenti a tempo pieno. In caso di svolgimento da parte del dipendente di attività con contribuzione alla Gestione Separata (https://servizi2.inps.it/servizi/WADips/page/TabellaCodiciATECO.aspx) sarà in ogni caso dovuta la contribuzione, seppur con aliquota ridotta al 24%.
          Saluti,
          Nicola Forcella

  138. Antonio says:

    Buongiorno Dottore,
    sono un Ingegnere che ha intenzione di aprire partita IVA per studio tecnico; da Novembre 2015 a Gennaio 2017 ho lavorato come dipendente con contratto ed ho avuto Partita Iva aperta dal 01/05/2015 al 31/12/2015. Secondo Lei posso usufruire del regime forfettario (magari anche di quello al 5%, ma ne dubito)? Ultima domanda, con questo regime non si ha più bisogno di dichiarare le spese da portare in detrazione, ecc. si paga una sorta di quota fissa? Le fatture vanno sempre emesse al 22%? Grazie mille.

    • Buona sera Antonio,
      se nel corso del 2016 il suo reddito da lavoro dipendente è stato inferiore a 30.000€ (se il rapporto di lavoro si fosse interrotto prima del 31/12/2016 avrebbe potuto in ogni caso) può certamente aprire partita iva nel regime forfetario ma non può usufruire del regime start-up.
      La fatturazione avviene senza applicazione dell’iva come indicato nell’articolo “regime Forfetario 2016” dove trova pure un facsimile di fattura. Il reddito non si determina con il sistema analitico (ricavi-costi) ma viene determinato in una percentuale del fatturato. Quindi non è necessario tenere la contabilità ma solo conservare i documenti. Ma trova tutto nell’articolo che le ho indicato.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  139. Francesco says:

    Buongiorno, un medico nel regime di favore 2012 ancora in corso di validità effettua nel 2016 delle prestazioni occasionali (guardie mediche) presso ASL e viene retribuito per queste ultime con rilascio di cedolini mensili, nei quali la posizione giuridico economica riporta la dicitura “specialista a tempo determinato”. Alla fine dell’anno viene rilasciata una CU. Viene trattenuta alla fonte ed evidenziata in ogni cedolino una quota pari al 12% circa per contributi previdenziali obbligatori (ente Enpam). In caso il medico abbia una somma di ricavi/compensi prossima al limite dei 30.000 euro, tale quota puó determinare la fuoriuscita dal regime (essendo determinante per quel calcolo) o puó essere scorporata da tale limite nel rigo LM2? Cito l’art. 54 del TUIR cui si fa riferimento per i costi/ricavi annuali che recita: “i compensi sono computati al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali stabiliti dalla legge” e anche le istruzioni per il modello UNICO che riportano “al rigo LM2 del quadro LM deve essere indicato l’ammontare dei ricavi o dei compensi effettivamente percepiti dall’imprenditore o dal lavoratore autonomo. In particolare va compreso l’ammontare lordo complessivo dei compensi, in denaro, in natura o sotto forma di partecipazione agli utili percepiti nell’anno.
    Per compenso lordo deve intendersi l’ammontare dell’onorario al netto dei rimborsi spese anticipati, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori posti dalla legge a carico del cliente (es. contributo integrativo), al lordo della maggiorazione del 4% ai fini della contribuzione alla gestione separata INPS, addebitati al committente.

    • Buona sera Francesco,
      i contributi previdenziali obbligatori non costituiscono compenso (oltretutto i contributi in generale sono deducibili dal reddito, per costituire fattispecie fiscalmente rilevante quando si trasformano in erogazione pensionistica).
      Per questo motivo ritengo che i contributi oggetto di trattenuta previdenziale alla fonte non debbano essere conteggiati nel limite dei ricavi utili alla verifica della permanenza nel regime dei minimi.
      distinti saluti,
      Nicola Forcella

  140. Antonio says:

    Salve,
    nel corso del 2016 ho collaborato saltuariamente e da esterno con una società che si occupa di eventi. Per queste collaborazioni, 15 nel corso dell’anno e tutte di modesto valore, veniva emessa ritenuta d’acconto. Aprendo una partita iva forfettaria infrangerei il secondo prerequisito se collaborassi con la medesima società in occasione di nuovi eventi? Se così fosse cosa rischio e come posso risolvere il problema?
    Approfitto per chiederle anche delucidazioni in merito alle detrazioni . Credo di aver capito che in virtù delle agevolazioni di cui godono, le p.iva forfettarie non possono scaricare alcun costo e quindi neanche le classiche utenze telefoniche, elettriche, etc., corretto?
    La ringrazio e le faccio i miei complimenti per la qualità del servizio che offre.
    Cordiali saluti,
    Antonio

    • Buongiorno Antonio,
      la ringrazio per i complimenti, si fa quel che si può…
      Come chiarito dalla Circolare 10/2016 al punto 5, ed in particolare a pag. 44, “la continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono
      diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a
      tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio
      “. Credo che lei si possa identificare nella “marginalità economica” e nella breve durata complessiva delle collaborazioni. Per questo motivo l’apertura della partita iva può senz’altro avvenire con l’agevolazione start-up. Confermo che non è possibile scaricare analiticamente i costi né usufruire delle detrazioni fiscali, salvo che non possegga redditi di altre categorie.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  141. Pietro says:

    Salve dottore, il mio commercialista mi ha aperto la partita iva come imbianchino a marzo 2016(regime forfettario), solo che non l’ho ancora utilizzata quindi senza iscrizione a camera di commercio e inps, perchè ho ancora dei dubbi su che regime possa essere più adatto. Con il forfettario posso detrarre spese di furgone (autocarro o normale?) materiali ecc? insomma mi dica cosa è giusto per me e cosa posso detrarre. Ho 29 anni e mai aperto una partita iva. grazie

    • Buongiorno Pietro,
      il regime forfetario prevede la determinazione del reddito senza la deduzione analitica dei costi ma attraverso una riduzione percentuale fissa. Mi spiego meglio con un semplice esempio: fatturato 10.000, spese per materiali 3.000, furgone 3.000.
      Regime ordinario: il reddito sarà 10.000-3.000-3.000=4.000 e su questo pagherò il 23% = 920€
      Regime forfetario: il reddito sarà 10.000×86%=8.600 e su questo pagherò il 5% = 430€ per i primi 5 anni poi 15% = 1.290
      Il mio esempio è molto semplice ma non credo di sbagliare di molto. Come vede per i primi 5 anni il forfatario è imbattibile, poi mica tanto.
      Il bello del regime forfetario è che se riesce a risparmiare sui costi (la vedo dura con una redditività del 86%…) la tassazione non cambia. Il rovescio della medaglia è che quando i costi salgono, il reddito tassabile non diminuisce.
      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      edit: si ricordi che è comunque obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi anche se non ha svolto l’attività.

  142. Barbara says:

    Buongiorno,
    sono un architetto e per quest’anno dovrei avere tutti i requisiti per rientrare nel regime forfettario. Mi resta un unico dubbio: nel 2016 ho avuto un collaboratore, a sua volta architetto nel regime forfettario, che ho pagato con fattura. La fattura ammonta a 5000€ più il 4% di inarcassa quindi 5200 € in totale.
    Cosa si intende per “lordo”? Inarcassa, che tra l’altro mi restituirà questo 4% nella dichiarazione che farò a loro essendo prestazione tra professionisti, conta oppure no a superare il limite dei 5000€?
    Spero di essermi spiegata, grazie mille della cortese risposta,
    Barbara

    • buongiorno Barbara,
      bisogna effettuare un ragionamento per esclusione: l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che la rivalsa Inps del 4%, qualora addebitata in fattura, per il professionista iscritto alla gestione separata rappresenta un reddito e per questo non può essere considerata alla stregua dei contributi previdenziali, che invece non costituiscono compenso. La rivalsa Inps del 4% è quindi assoggettata a ritenuta d’acconto, e concorrere a formare la base imponibile IVA.
      Si ritiene quindi che la confluenza (o meno) tra i ricavi degli importi relativi alla maggiorazione del 4% dipenda dall’iscrizione (o meno) alla gestione separata INPS.
      Nel caso di specie quindi, essendo il professionista iscritto alla propria cassa di previdenza, si ritiene che il contributo del 4% non debba confluire tra i ricavi.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  143. S.V. says:

    Buongiorno Dr. Forcella
    complimenti per la competenza e la chiarezza espositiva.
    Questo il mio quesito: un lavoratore artigiano attualmente in regime forfettario può accettare un’assunzione part/time (con reddito decisamente inferiore a 30mila euro)? Deve trattarsi necessariamente di attività diversa? Immagino che, come lavoratore dipendente, ci sarà la “classica” contribuzione (a carico dipendente e a carico datore di lavoto) ma, per quanto riguarda la tassazione del reddito da lavoro dipendente, questa sconta il cumulo del reddito da lavoro autonomo in regime forfettario? Mi spiego meglio: se il reddito da lavoro dipendente fosse di poco conto (es. 600 euro mensili) ovvero al di sotto della “no tax area”, tale reddito sarebbe esente irpef o in qualche modo il reddito da lavoro autonomo farebbe scattare la prima aliquota del 23% da calcolare sul reddito da lavoro dipendente? Grazie mille della risposta.

    • Buona sera S.
      può certamente diventare anche dipendente con reddito inferiore ai 30.000€ anche riferito alla stessa attività (è precluso solo il contrario ma per l’applicazione del regime start-up 5%). La contribuzione INPS sarà piena sia come dipendente che come partita iva perchè potrebbe chiedere l’esonero contributivo solo con lavoro full time.
      La buona notizia è che il reddito da regime forfetario sconta un’imposta sostitutiva, e quindi quello da lavoro dipendente non si cumula.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  144. mara says:

    Buongiorno,
    dipendente di parrucchiere per 5 anni. A dicembre 2016 cessa il rapporto di lavoro dipendente dando le dimissioni.
    A febbraio 2017 decide di aprire un negozio in proprio. Apre partita iva con nuovo regime forfettario (sussistendo tutte le condizioni di accesso). Puo’ applicare il regime start up con aliquota al 5% per i primi 5 anni? E’ corretto non considerarla mera prosecuzione, poiché di fatto non sono gli stessi clienti, gli stessi luoghi, anche se e’ lo stesso mercato di riferimento?
    La norma sulla “mera continuazione” ha finalita’ antielusiva; un’interpretazione difforme la stravolgerebbe e disincentiverebbe di fatto il mettersi in proprio!
    Grazie
    mara

    • Buona sera Mara,
      purtroppo devo deluderla… la circolare AE 10/2016 punto 5 pagina 44 dice che “Restano, peraltro, valide tutte le considerazioni già svolte con riguardo ai
      precedenti regimi, nel senso che la prosecuzione dell’attività deve essere valutata sotto il profilo sostanziale e non formale. A tal fine, pertanto, è indispensabile
      valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative. Ciò significa che ci sarà continuità quando il
      contribuente sceglierà di esercitare la medesima attività, svolta precedentemente come lavoratore dipendente rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento. Si
      ritiene che la prosecuzione rilevi anche quando la cessazione del rapporto di lavoro avvenga per cause indipendenti dalla volontà del dipendente, tenuto conto
      che la norma in esame non fa riferimento a specifiche agevolazioni per i lavoratori in mobilità.
      “.
      Ritengo che l’agevolazione start-up non sia applicabile al suo caso.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  145. Vicidomini giuseppe says:

    Sono un avvocato in regime ordinario dal 2008 fino al 2016 e percepisco reddito di lavoro dipendente di circa 20.000,00 annui posso nel anno 2017 passare al regime forfetario

    • Buona sera Giuseppe,
      EDIT: La risposta è negativa affermativa, in quanto non è ancora trascorso il triennio obbligatorio per l’opzione al regime ordinario (semplificato) che decorre dal 2015.
      Purtroppo la lettura della circolare 10/E mi ha indotto in errore (e come me anche i professionisti della mia banca dati, che hanno risposto affermativamente ad un quesito del tutto simile al suo).
      Saluti,
      Nicola Forcella

    • maria rita says:

      Mi scusi se mi intrometto nella discussione ma, il triennio di vincolo al regime ordinario non decorre dal 2015?. Io ho lo stesso problema. Sono professionista da oltre 20 anni con regime ordinario iva ma semplificato ai fini dei redditi. Nel 2015 e 2016 ho mantenuto il regime ordinario anche se ancora non ho redatto la dichiarazione iva con indicazione dell’opzione. Non posso quindi applicare il regime forfettario dal 2017 ma devo attendere il 2018.

      • buona sera Maria Rita,
        la sua osservazione è corretta. Come indicato nell’edit, purtroppo non sono stato il solo a cadere nell’errore di interpretazione della circolare. Oggi però la dottrina è più unanime: il triennio per i soggetti già in attività decorre dal 2015 o dal periodo successivo se in precedenza mancano i requisiti.
        Anche per lei, quindi, il tanto agognato regime forfetario arriverà solo nel 2018.

  146. Eleonora Ricci says:

    Salve,
    sono Eleonora, una neolaureata in Fisioterapia e mi sto interessando all’apertura di una partita Iva come libera professionista. Da quanto ho capito, come ingresso nel mondo lavorativo, sembrerebbe essere più conveniente il regime forfettario che quello ordinario, conferma?
    Potrebbe chiarirmi di quant’è l’aliquota fissata dall’INPS per la gestione separata nel 2017 dato che c’è poca uniformità tra vari commercialisti contattati? E’ necessario già da subito richiedere il PIN all’INPS o si ha tempo fino a Giugno, quando bisogna fare la dichiarazione dei redditi?

    Grazie

    • Buongiorno Eleonora,
      Il regime forfetario è particolarmente conveniente per coloro i quali intendono aprire una nuova attività. Per il suo caso, la tassazione del 5% sul 78% dei ricavi è semplicemente imbattibile!
      l’INPS ha reso note le aliquote della Gestione Separata 2017 con la circolare 21 del 31/1/2017. Probabilmente è questo il motivo per cui finora ha ricevuto risposte diverse di vari professionisti. L’aliquota per il 2017 per i professionisti è del 25,72%, ridotta al 24% in caso di contemporanea iscrizione ad altra forma pensionistica.
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  147. Luisa says:

    Buongiorno.
    Sono una professionista con partita IVA dal 1975, in regime di contabilità ordinaria (per opzione ininterrotta dal 1996).
    Nel 2015 non potevo accedere al regime forfetario per mancanza dei requisiti.
    Nel 2016, sulla base della situazione dell’anno d’imposta 2015 (compensi professionali € 29.900 – Redditi di pensione € 12.400 – Altri redditi assimilati a lavoro dipendente € 13.200 – redditi fabbricati € 40 – altri redditi assimilati, tassazione separata € 5.000) avrei potuto accedere al regime forfetario.
    Ho proseguito con il regime sopra esposto (contabilità ordinaria – liquidazione IVA trimestrale).
    Nel 2017, sulla base dell’anno d’imposta 2016 (compensi professionali € 20.000 – Redditi di pensione € 12.500 – Altri redditi assimilati a lavoro dipendente € 10.000 – redditi fabbricati € 40 – altri redditi assimilati, tassazione separata € 6.500) avrei intenzione di avvalermi del regime forfetario.
    Sono rispettati gli altri requisiti (beni strumentali –spese per lavoro).
    Chiedo:
    a) posso rientrare, a far tempo dall’anno 2017, nel nuovo regime forfetario?
    (che interpretazione dare alla norma: “… Il regime forfetario rappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, purché …” ). Il nuovo regime ha azzerato l’opzione storica ininterrotta per la contabilità ordinaria con mio inserimento automatico nel regime forfetario già dall’anno d’imposta 2016?);
    b) quali adempimenti dovrò rispettare?
    Gradirei un Suo cortese parere .
    Ringrazio sentitamente.
    Cordiali saluti.
    Luisa

    • Buona sera Luisa,
      EDIT:
      La risposta al primo quesito è negativa, purtroppo non può usufruire del regime agevolato perchè nel 2016, primo anno valido, non lo ha subito adottato. Come già spiegato ad Alberto, la questione è stata oggetto di studio ed approfondimento anche con la consultazioe di banche dati professionali dove alla data della prima risposta avevo trovato poche risposte a casi simili, e pure ambivalenti, e la lettura della circolare 10/E 2016 non aveva aiutato nel punto in cui scriveva “a partire dal 2016”.

      affermativa, in quanto è trascorso (da un po’) il triennio obbligatorio per l’opzione al regime ordinario (semplificato). Quindi per fortuna il nuovo regime non ha azzerato “l’opzione storica” di cui scrive.
      Da un punto di vista pratico non dovrà fare altro che adottare le formalità proprie del regime forfetario ed indicare in fattura l’appartenenza a tale regime. Ricordi: niente iva sulle fatture emesse, sugli acquisti dall’estero senza iva deve invece versarla entro l 16 del mese successivo, non applica ritenute d’acconto fatte o subite.

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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    • Sergio says:

      scusi, dott. Forcella ma il 2016 aveva i requisiti ed era quindi un forfetario naturale e avendo fatto l:ordinario ha valore di opzione quindi vincolante per 3 anni. quindi potrebbe fare il forfetario dal 2019? le che ne pensa che io sono nella sressa situazione.

      • Esatto, come indicato purtroppo sono caduto in un errore di interpretazione della circolare 10/2016 corroborato da alcune risposte fuorvianti nelle mie banche dati professionali.
        Se nel 2015 non aveva i requisiti e nel 2016 sì, allora per il regime forfetario se ne parla nel 2019.

  148. GUIDETTI MANUEL says:

    Buongiorno ,ho 21 anni e lavoro come dipendente in un supermercato con un contratto da apprendista con durata di 3 anni e con un’introito di circa 17000€ annui .
    Posso aprire una partita iva con il regime forfettario come startup come noleggiatore di giochi gonfiabili x bambini ? Soprattutto devo pagare altro inps ? Grazie

    • Buongiorno Manuel,
      può certamente aprire la partita iva in regime forfetario con agevolazione startup. Attenzione a non superare il limite dei beni strumentali (20.000 al 31/12).
      Per quanto riguarda i contributi, è possibile evitare l’iscrizione alla gestione commercianti (e conseguentemente di pagare i relativi contributi) se è dipendente a tempo pieno. In questo caso, raccomando di indicare nel quadro AC della Comunicazione Unica la sua volontà di NON iscriversi e di indicare il suo numero di matricola INPS che trova sulla sua busta paga.

      saluti,
      Nicola Forcella

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      • Buongiorno Marianna,
        i forfetari devono semplicemente conservare la documentazione contabile, non è necessario effettuare alcuna registrazione ai fini iva.
        In verità però la dichiarazione dei redditi richiede parecchi dati (anche anagrafici) rispetto agli acquisti ed alle vendite e quindi si rende necessario un “trattamento para-contabile” da parte del professionista che redige la dichiarazione dei redditi. Ovviamente è sempre possibile compilare autonomamente la dichiarazione dei redditi (che è comunque semplificata rispetto ad una ordinaria, e “fattibile” se ci si applica…) e spedirla attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Consiglio in questo caso di prendere visione per tempo del modello di dichiarazione dei redditi per verificare i dati da comunicare e così raccoglierli ed organizzarli nell’arco dell’anno e non tutti assieme!
        saluti,
        Nicola Forcella

  149. Claudia says:

    Buonasera, ho lavorato da settembre 2015 fino a maggio 2016 come consulente scientifica con un contratto a prestazione occasionale, pagando quindi la ritenuta d’acconto del 20%; a gennaio 2017 ho aperto la partita iva per iniziare una consulenza per un’altra azienda farmaceutica: posso usufruire del regime forfettario con tassazione del 5% sul 78% del guadagno o rientro nel 15%? Sono iscritta alla gestione separata dell’inps e dovrei pagare, se ho capito bene, il 27,72% di contributi. ho aperto la partita iva con codice ateco 749099. Ho ricevuto risposte diverse da diversi commercialisti e sono un po’ confusa… grazie Cordiali saluti

    • Buongiorno Claudia,
      Ritengo che lei possa rientrare nel regime forfetario con agevolazione startup. Le collaborazioni occasionali infatti non rilevano per determinare la possibilità di accedere al regime forfetario.
      L’attività di lavoro autonomo svolta in precedenza, oltretutto effettuata nei confronti di soggetto diverso, è meramente occasionale e, quindi, non pregiudica l’applicazione dell’aliquota ridotta per i primi cinque periodi di imposta (il 5% anziché il 15 per cento). Ciò a condizione che le prestazioni precedentemente poste in essere siano veramente occasionali. Viceversa, qualora l’agenzia delle Entrate contestasse al contribuente che le prestazioni poste in essere prima di ottenere l’attribuzione della partita Iva non sono occasionali, potrebbe venire meno la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva del 5 per cento. In base agli elementi indicati nel quesito, risulta, comunque, posta in essere una sola prestazione occasionale, peraltro diversi mesi prima dell’apertura della partita iva. Conseguentemente, il rischio di una possibile contestazione sembra essere remoto.
      Per i contributi, l’art. 1 co. 165 della L. 11.12.2016 n. 232 (legge di bilancio 2017) ha stabilito l’aliquota strutturale del 25%, e quindi non è più del 27,72%.

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  150. tommaso says:

    Salve, volendo avviare una attivita di elettricista, come startup, stimando almeno 15k di costi iniziali per l’approvvigionamento di materiale, veicolo e attrezzature necessarie, considerando in ogni fattura una quota del 50% derivata dal costo del materiale necessario a svolgere il lavoro, una moglie medico libera professionista, un mutuo e due figli minori, quale sarebbe l’inquadramento piu vantaggioso? (ovviamente in caso di forfettario rimanendo nei massimali)

    • Buongiorno Tommaso,
      nel suo caso, data l’alta incidenza che mi ha indicato per il costo del materiale e le detrazioni fiscali di cui gode, il regime ordinario è quello certamente più conveniente (di circa 3.000€).

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  151. Annalisa says:

    Salve, sono una psicologa libera professionista con partita iva dal 2007, fin’ora sono stata nel regime ordinario. La mia dichiarazione redditi 2016 redditi 2015 riporta un reddito complessivo di 25692 € e compensi derivanti dall’attività professionale 28005 €. Vorrei capire se quest’anno posso rientrare nel nuovo regime forfettario e se inoltre mi converrebbe rientrarvi. Grazie, Annalisa

    • Buongiorno Annalisa,
      EDIT: purtroppo non è possibile usufruire del regime agevolato per il 2017 perchè vige il vincolo triennale posto dalla norma di carattere generale. L’AE aveva consentito per il solo 2016 ai contribuenti che avevano “optato per il regime ordinario” di rivedere la loro scelta, ma questo solo per il fatto che la legge di bilancio 2016 aveva modificato radicalmente alcuni parametri, come ampiamente discusso. Potrà quindi optare per il regime forfetario dal 2018.
      Dal 2017 può rientrare nel regime forfetario e addirittura glielo consiglio! Facendo 2 conti, il risparmio che otterrebbe si aggira sui 2.500€…
      Oltretutto, tenga presente che il regime forfetario prevede la non applicazione dell’iva, mentre con il regime ordinario le prestazioni esenti iva sono solo quelle direttamente finalizzate alla salute della persona (prestazione sanitaria di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona), mentre tutte le altre sono imponibili iva 22%. Ebbene, questa differenza di trattamento fiscale tra regime ordinario e forfetario, le permette di avere un “vantaggio” del 22%, che può decidere se ribaltare sul cliente o se tenerlo per sè. Ovviamente questo riguarda i soggetti consumatori finali (persone fisiche e pubbliche amministrazioni).

      Cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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      • Alberto says:

        Se la dottoressa in questione nel 2016 ha optato per il regime ordinario, pur avendo i requisiti per accedere al regime forfettario, non può adottare il forfettario nel 2017, perché l’opzione per il regime ordinario è vincolante per 3 anni.

        • Buona sera Alberto,
          la ringrazio per averci segnalato l’incongruenza!
          Effettivamente il vincolo triennale opera anche per i contribuenti con “anzianità”. Devo dire che ho dovuto approfondire la ricerca perchè molti colleghi come me, sono stati fuorviati da alcune locuzioni presenti nella circolare 10/2016 che potevano dare adito ad interpretazioni errate. Anche nelle banche dati a mia disposizione la stessa domanda ha ottenuto risposte diametralmente opposte e quindi la cosa mi ha lasciato un po’ interdetto…
          Ad oggi 24 febbraio la cosa è ormai pacifica: se nel 2016 il contribuente ha svolto attività nel regime ordinario, è vincolato per 3 anni.
          La ringrazio ancora per l’attenzione e colgo l’occasione per invitare tutti gli utenti a sollevare i casi ritenuti incongruenti, a beneficio di tutta la comunità.
          saluti,
          Nicola Forcella

  152. GIOVANNI says:

    Buongiorno Dottore!
    Chiedo un suo parere circa la mia posizione INPS.
    Sono amministratore di una srl che opera nel settore della ferramenta senza percepire compensi né stipendio. Inoltre sono titolare di una ditta individuale che opera nel settore delle discoteche e sale da ballo. Le due contabilità non me le seguono lo stesso professionista.
    Quest’anno mi è stato proposto dal commercialista che mi segue la ditta individuale di optare per il regime forfetario. Data la mia figura di amministratore nella srl posso richiedere la riduzione contributiva INPS del 35%? Ho una sola posizione INPS che mi vale sia per la srl che per la ditta individuale.
    Grazie
    Giovanni

    • Buongiorno Giovanni,
      Temo purtroppo che non sarà possibile per lei accedere alla riduzione contributiva.
      Nella circolare 29/2015 alla pagina 2 viene esplicitamente detto che:
      “I soggetti interessati dal regime previdenziale agevolato sono pertanto coloro che, privi di partecipazioni nell’ambito di società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR (ndr: che non possono proprio accedere al regime forfetario) ovvero di s.r.l. di cui all’art. 116 del TUIR, rivestano unicamente la carica di titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare…
      Quindi la riduzione contributiva è decisamente da escludere.

      cordialità,
      Nicola Forcella

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  153. Filippo says:

    Salve, io ho aperto partita iva nel 2015 come consulente informatico regime forfettario e conseguente iscrizione alla gestione separata dell’ INPS, godendo fin’ora della riduzione startup al 5% della tasssazione. Ricavi al di sotto della soglia. Se avessi intenzione di modificare la mia attività in commerciante, quindi aprire camera di commercio e iscrizione inps commercianti, potrei rimanere nel regime forfettario e continuare a godere della riduzione al 5% fino allo scadere dei 5 anni?
    grazie

  154. Gianmario says:

    Buongiorno!
    Ho un reddito da lavoro dipendente nel ramo tessile come venditore, a tempo indeterminato e con uno stipendio lordo di circa 24. 000 euro/anno. Quest’anno vorrei aprire partita Iva in regime forfettario per delle consulenze da prestare ad una azienda per 30.000 euro. Sempre in campo tessile ma di tutt’altra natura. Vorrei sapere se posso rientrare in questo regime e come funziona il pagamento dei contributi(posso perlomeno avere lo sconto del 35%?). Posso iniziare come startup? Inoltre se inizio a febbraio/marzo rimane sempre possibile fatturare 30.000 euro?. In che codice Ateco risulto? In più io ho a noleggio un’auto, può andare in deduzione di qualcosa? Grazie mille
    Gianmario

    • Buongiorno Gianmario,
      può certamente aprire partita iva in regime forfetario, ma purtroppo a mio parere non può usufruire dell’agevolazione startup perchè opera nello stesso settore in cui lavora come dipendente. Il caso contrario deve essere dimostrabile senza ombra di dubbio.
      Le note dolenti però finiscono qui: essendo dipendente (immagino) a tempo pieno, può NON pagare l’inps gestione commercianti. Deve effettuare espressa richiesta di esonero quando compila il quadro AC di Comunica, indicando la sua matricola inps, e nelle note le generalità del datore di lavoro. Questo serve all’INPS per controllare la sua posizione previdenziale, non contatterà il datore di lavoro.
      Il limite di fatturato di 30000€ è riferito ai 12 mesi, per cui se apre a febbraio/marzo, tale limite viene diminuito di 2-3 dodicesimi. In ogni caso ricordi che ha tempo 30 giorni per comunicare l’inizio attività, cioè fino al 30/1 può presentare la pratica per un inizio attività avvenuto il giorno 1/1. Quindi è ancora in tempo per usufruire di tutti i 30.000€ di ricavi. Ricordi che è meglio farne 29500 che 31500… tenga SEMPRE controllato l’ammontare totale delle fatture emesse nell’anno. Mi è già successo che qualche cliente sbadato avesse superato di slancio i limiti!

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

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  155. Martina says:

    Buonasera, mi sono appena laureata e vorrei cominciare a lavorare come igienista dentale e quindi come lavoratore autonomo facendo consulenze su studi dentistici. Posso usufruire dell’agevolazione al 5% oppure quella vale solo per le imprese?

  156. Gianna says:

    Salve,
    sono un architetto con reddito di lavoro dipendente 2016 (€ 15.000) e reddito lavoro autonomo (minimo) € 20.000.
    Quest’anno (2017) rientro nei forfettari al 15% sul 78% del reddito?
    E per quanto posso rimanere in questo regime?
    Fin tanto che ho reddito di lavoro autonomo è sotto i 30.000?
    E se invece aumenta quello dipendente oltre i 30 mila?
    Grazie

    • Buona sera Gianna,
      se nel 2016 ha compiuto 35 anni o sono trascorsi 5 anni dall’inizio attività, nel 2017 uscirà automaticamente dal regime dei minimi e approderà a quello forfetario con tassazione del 15% sul 78% dei compensi professionali percepiti.
      Tale regime dura fintantoché non supera uno dei due parametri indicati, ovvero 30.000€ di compensi o di redditi di lavoro dipendente. Nel caso in cui dovesse superare uno dei parametri, dall’anno successivo rientrerebbe nel regime ordinario. Contrariamente al regime dei minimi (dove se si superava la fatidica soglia di 45.000€ il regime decadeva tragicamente dall’1/1 dello stesso anno) non è previsto il cambio di regime in corso d’anno. Il che è veramente un sollievo!

      saluti,
      Nicola Forcella

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  157. Robert says:

    Salve Dott. Forcella, sono proprietario di una ditta individuale con 2 attivita’ e dal 2016 sono nel regime forfetario.

    1. Attivita’ prevalente commercio al dettaglio (macrogruppo ateco 47) .
    2. Attivita’ Professionali (macrogruppo ateco 74).

    Qual’e’ il limite annuo compensi: 50.000 € oppure 80.000 € (visto che ho 2 attivita’/codici ateco)?
    Vede la possibilita’ di usufruire 80.000 Euro (limita annuo compensi) ?
    Grazie e cordiali saluti.

    • Buona sera Robert,
      nel caso in cui vengano svolte più attività facenti parte di più “raggruppamenti” ATECO che comportano diversi limiti di ricavi e percentuali di riduzione, bisogna tenere conto del codice ATECO che individua l’attività prevalente. Non è invece possibile sommare gli importi di più attività per totalizzare un limite più elevato.
      Quindi il limite per lei è comunque quello dei 50.000, riferito all’attività prevalente.

      saluti,
      Nicola Forcella

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  158. Buonasera Dott. Forcella,
    nel 2016 ho percepito redditi da lavoro dipendente superiori a € 30.000. A partire da Novembre 2016 però l’azienda mi ha modificato il contratto (con regolare modifica scritta da me sottoscritta) portandomi a part time comportando così che durante l’anno 2017 avrò redditi da lavoro dipendente pari a circa € 14.000. Posso aprire una partita iva accedendo al regime forfettario? La legge lo consente in caso di cessazione del rapporto di lavoro ma non parla di modifiche sostanziali del rapporto come il mio..
    La ringrazio per il suo riscontro
    Cristina B

    • Buona sera Cristina,
      purtroppo ha ragione: non è possibile per lei utilizzare il regime agevolato perché il rapporto di lavoro non è cessato definitivamente ma è tuttora in essere.
      Dall’anno prossimo, invece…

      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  159. Paolo says:

    Buongiorno Dott. Forcella,

    sono titolare di p iva come ditta individuale dal 2000 (consulenza informatica) , da sempre nel regime ordinario, posso optare per il forfettario nel 2017 e se si entro quale data ? Preciso che sono inoltre socio di una srl ( settore immobiliare) dalla quale percepisco compensi come amministratore.

    Grazie Paolo

    • buona sera Paolo,
      può accedere al regime forfetario se rispecchia tutti i requisiti indicati nell’articolo, se i compensi come amministratore non superano i 30.000€ annui e se la società non opera in regime di trasparenza fiscale.
      Non c’è un’opzione preventiva da esercitare, ma basta attuare un comportamento concludente (emissione di fatture senza iva né ritenuta, indicazione in fattura di applicazione del regime forfetario) e ricordarsi di indicare l’apposita opzione nel quadro VO della dichiarazione dei redditi di quest’anno. Ovviamente tutte le fatture dell’anno devono essere “forfetarie”

      saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  160. rachel says:

    Buonasera psicologa che nel 2016 aveva i requisiti per passare in forfettario è rimasta in regime ordinario può passare a forfettario dal 2017?

    • Buona sera Rachel,
      purtroppo no. Ha optato, anche se in maniera indiretta, per il regime ordinario che la vincola per 3 anni. Attenzione che se anche nel 2015 era nel regime ordinario, anche quell’anno conta come il primo dei tre. controlli di avere barrato l’opzione nel quadro VO della dichiarazione IVA, altrimenti si ricordi di spedire un’integrativa!
      Di regime forfetario se ne parla quindi a partire dal 2018.
      saluti,
      Nicola Forcella

  161. Diana says:

    Buonasera,
    ho aperto una partita iva regime dei minimi l’11/01/2012, e chiusa il 31/12/2012. Tale partita iva nella realtà non è mai stata usata.
    Oggi, gennaio 2017, posso aprirne una nuova con il regime forfettario?
    Grazie mille

    • buona sera Diana,
      come già risposto ad un altro utente (Nicola, il 5 gennaio) è possibile riaprire la partita iva dopo 36 mesi (dal 2012 sono decisamente passati!) e godere così del regime forfetario-startup. La percentuale su cui applicare il 5% ed i contributi inps è quella relativa all’attività, quindi immagino il 67%.
      saluti,
      Nicola Forcella

  162. ANTONIO says:

    Buon sera ho aperto partita IVA nel 2015 come consulente aziendale optando per il regime ordinario, ora dal 2017 posso rientrare nel forfetario?

    • Buona sera Antonio,
      Purtroppo no, l’opzione per il regime ordinario vincola per tre anni!
      Infatti Ai sensi dell’articolo 3 del DPR n. 442 del 1997, l’opzione per un regime
      di determinazione dell’imposta vincola il contribuente alla sua concreta applicazione almeno per un triennio, trascorso il quale si rinnova tacitamente per ciascun anno successivo, finché permane la concreta applicazione del regime ordinario.
      Eventualmente potrà effettuare il cambio di regime nel 2018.

      Saluti,
      Nicola Forcella

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  163. Giovanna says:

    Salve sono un architetto uscito dai minimi nel 2013, nel 2014 e 2015 sono stata inserita dal mio commercialista nel regime supersemplificato ( pagamento via a fine anno) nel 2016 lo stesso commercialista con un reddito di poco inferiore ai 10.000,00 senza nessun genere di spese o altri ingressi ha pensato bene di lasciarmi nell”ordinario…questo anno,essendo venuta a conoscenza del regime forfettario le ho chiesto perché non mi avesse inserita già dal 2015…la sua risposta è stata: non è compito mio… alla richiesta di introdurmi da questo anno nel forfettario, mi ha risposto che non può e che devo sostare nell”ordinario un altro anno per vincolo triennale…la mia domanda è posso uscire dal regime ordinario e passare a quello forfettario da questo anno 2017 o sono costretta a rimanere senza alcun valido motivo per un altro anno nell”ordinario…nonostante io non ero a conoscenza della possibilità di scelta

    • Buona sera Giovanna,
      non voglio commentare la risposta della collega…
      Mi dispiace molto, ma purtroppo non è possibile accedere al regime forfetario perché, appunto, esiste un vincolo triennale quando si sceglie un regime opzionale (il regime naturale è appunto quello forfetario, l’opzione è quello ordinario). Infatti, ai sensi dell’articolo 3 del DPR n. 442 del 1997, l’opzione per un regime di determinazione dell’imposta vincola il contribuente alla sua concreta applicazione almeno per un triennio, trascorso il quale si rinnova tacitamente per ciascun anno successivo, finché permane la concreta applicazione del regime ordinario.
      Non vedo purtroppo soluzioni al disguido. Se la può consolare, da un calcolo veloce con 10.000€ e pagamento minimali INARCASSA, senza pretesa di alcuna accuratezza (non conosco la sua situazione fiscale effettiva), la differenza di tassazione tra i due regimi è di meno di 50€ a favore del forfetario. Se però nel 2016 ha preso un raffreddore e ha speso qualche soldo in medicinali e gode di un minimo detrazioni, la differenza si assottiglia e può anche andare a favore del regime ordinario…
      Come dire: basta esserne informati, no? 😉

      Saluti,
      Nicola Forcella

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  164. Marianna Pettinato says:

    Salve ,vi volevo fare una domanda , la possibilità di superare il limite x due anni se nn erro è stata accettata,ma tale possibilità è solo x chi apre nel 2017 o è anchè x chi è forfettario dal 2016? Io mi trovo cn un professionista che è diventato forfettario dal 2016 e sempre nel 2016 ha superato i 30.000,00,quindi esce dai forfettari o rimane pagando il 27%sulla differenza? O visto che li ha superati nel 2016 esce da questo regime perche questa possibilita e’ solo per chi li supera dal 2017 in poi?

    • Buona sera Marianna,
      Il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti:
      Ricavi superiore al limite previsto
      Spese per lavoro > 5000€
      Beni strumentali al 31/12 >20.000€
      Non è invece assolutamente stata data la possibilità di superare il limite per due anni prima id uscire dal regime. Nel 2016 quello che a prima vista sembra essere stata tale evenienza, è dovuta invece all’aumento del limite dei ricavi che è stata resa retroattiva e quindi coloro i quali avevano superato il limite del 205 ma non del 2016 potevano continuare col regime forfetario.
      Riassumendo quindi: se ricavi 2016>30.000€ –> dal 2017 si entra nel regime ordinario.
      Saluti,
      Nicola Forcella
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  165. Daniele says:

    Salve, sto sostituendo il mio vecchio regime fiscale da ordinario a forfettario e cambiando l’attività della ditta da consulenza amministritativa ad attività di subagente assicurativo di terzo livello. La mia domanda è dato che le fatture emesse sono senza iva per le fatture di acquisto l’iva diventa un costo oppure viene scaricata? La percentuale inps sul reddito quanto è dato che a detta del mio commercialista non ho i minimi da pagare? Grazie

    • Buona sera daniele,
      L’IVA diventa un costo perché è comunque indetraibile (anche nel regime ordinario, perchè avrebbe un prorata di indetraibilità del 100% effettuando operazioni attive esenti IVA). In realtà però come saprà i costi sono soltanto figurativi perché sono sempre e comunque una percentuale dei ricavi a prescindere addirittura dall’effettivo sostenimento delle spese.
      Per quanto riguarda l’INPS, il collega ha ragione: esiste infatti un particolare regime previsto solo per i produttori assicurativi di 3° e 4° gruppo, (v. DL 269/2003 e circolare INPS n° 12 del 22/01/2004 e ANIA n° 186 del 10/10/2003) che permette di non versare i contributi calcolati sul minimale ma solo sul reddito effettivamente percepito. In pratica, non si pagano i fissi trimestrali durante l’anno ma tutto a giugno/novembre con le imposte. L’aliquota viene fissata annualmente dall’INPS, per il 2016 era stata fissata al 23,19% (v. circolare 15/2016). Per il 2017 sarà sostanzialmente invariata.
      distinti saluti,
      Nicola Forcella
      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  166. Michela says:

    Buonasera, grazie per il suo articolo. Vorrei aprire con una socia un sito internet per vendita abbigliamento, posso usufruire del regime forfettario start up? La societa dovra effettuare la liquidazione Iva? Grazie

  167. Tiziano says:

    Buonasera Dott. Forcella,
    sono un dipendente e percepisco un reddito annuo di circa 29mila euro lordi.
    Adesso vorrei aprire partita iva in regime forfettario per un’attività non inerente al lavoro per cui sono dipendente.
    Vorrei sapere se posso accedere a questo regime agevolato, eventualmente anche come startup e se la tassazione del reddito proveniente da partita iva avverrà insieme al reddito da lavoro dipendente, quindi nello scaglione iperf del 38%.

    Grazie per l’attenzione

    Saluti

    • Buona sera Tiziano,
      Può aprire partita iva contemporaneamente all’attività lavorativa fintantochè percepisce un reddito di lavoro dipendente non superiore a 30.000€. Se l’attività della partita iva non riguarda il lavoro da dipendente può accedere al regime di startup con tassazione del 5% per i primi 5 anni.
      La tassazione nel regime forfetario è di tipo sostitutivo, per cui il reddito derivante da tale attività NON si somma a quello da lavoro, e rimane comunque tassato al 5%/15%.
      Inoltre, se l’attività con partita iva è inquadrabile tra quelle di commercio/servizi od artigianali (quindi si deve iscrivere in CCIAA e non deve versare in Gestione Separata) e lavora come dipendente a tempo pieno, può chiedere la NON iscrizione all’INPS perchè risulta già coperto da assicurazione previdenziale obbligatoria.
      Quindi in parole povere: tassazione del 5% per 5 anni e nessun’altra gabella da pagare. Buono, no?
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella
      PS: grazie per il Like su Facebook, che ho ricevuto proprio mentre stavo scrivendo la sua risposta!

  168. Raffaela says:

    Buongiorno Dott. Forcella,
    vorrei aprire una ditta individuale per noleggio di auto con e senza conducente. Posso utillizzare il regime forfettario se acquisto tramite leasing auto di lusso?
    Grazie.

    • Buona sera Raffaella,
      purtroppo no, a meno che non riesca ad avere auto di lusso di valore inferiore a 20.000€. Come già spiegato ad Alessio il 30 dicembre scorso su questo stesso post (vedi quasi alla fine della pagina) potrebbe in teoria svolgere tale attività vendendo le autovetture entro il 31/12 e ricomprandole il 1/1 dell’anno successivo (con il leasing si complica tutto, perchè chiudere anticipatamente un contratto di leasing è un problema, sia contrattuale che fiscale).

  169. Francesco Paolo Cimmino says:

    Salve dott. Forcella,
    sono un professionista (informatico) con P.IVA con regime forfettario già da un anno. Collaboro con diversi colleghi con P.IVA per diversi progetti e volevo sottoporle la seguente domanda: se mi aggiudico una commessa su cui lavorerò con un mio collega e a quest’ultimo devo pagare la sua quota, tale pagamento posso detrarlo dal mio utile senza, quindi, pagarci tasse?

    Grazie

    • purtroppo NO, la determinazione del reddito nel regime è, appunto, “forfetaria” cioè “non analitica”. Insomma, non sottraggo alcun costo sostenuto dai ricavi percepiti come invece nel regime ordinario (e nei vecchi minimi). Il vantaggio (per chi ha pochi costi) e lo svantaggio (per chi ne ha molti) in questo regime è che il reddito è sempre abbattuto in maniera fissa di una % a prescindere dal sostenimento e meno di costi. In questo caso sarebbe meglio, se possibile, suddividere direttamente le prestazioni effettuate “in team” e addebitarle direttamente al committente, cosa che non è sempre facile, me ne rendo conto, perchè spesso non si intendono fornire al cliente le proprie modalità di lavoro…
      Saluti,
      Nicola Forcella
      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  170. sabrina says:

    Buongiorno, vorrei formularle il seguente quesito: un dipendente con contratto di collaborazione coordinata a progetto (a tempo determinato) iscritto già alla gestione separata inps (trattasi di consulente ambientale), può nel 2017 aprire una partita iva con il nuovo regime forfettario e mantenere contemporaneamente il contratto di collaborazione? Se la riposta è affermativa, in questo caso come si calcoleranno i contributi inps?

    • Buona sera, la problematica è complessa e riguarda anche la materia giuslavoristica di cui non mi occupo (il contratto di collaboratore a progetto). In ogni caso, non ritengo augurabile la coesistenza di un contratto a progetto e lo svolgimento di lavoro autonomo con partita iva per la stessa tipologia di attività. Se anche fosse possibile tale soluzione, come professionista “consulente ambientale” sarebbe iscrivibile in ogni caso alla Gestione Separata INPS con il pagamento dei relativi contributi.
      Saluti,
      Nicola Forcella

  171. roberto says:

    Buongiorno, sono un pensionato di 71 anni ex INPDAP e nel 2012 ho aderito al regime dei minimi pagando purtroppo l’INPS senza la riduzione del 50% missiva 20028/2012. Ora aderendo al forfettari posso avere la riduzione dei contributi al 65%? non si capisce perchè i pensionati INPDAP debbano essere penalizzati.

    • la norma e le circolari inps (29/2015 e 35/2016) riferite al regime forfetario riportano che i pensionati non possono usufruire contemporaneamente della riduzione del 35% (previsto opzionalmente per i forfetari) e del 50% (per i pensionati con oltre 65 anni) per cui è possibile usufruire di una sola agevolazione/riduzione.
      Nulla si riferisce invece sulla supposta impossibilità per i pensionati ex-INPDAP (in teoria INPS a tutti gli effetti) di aderire alle agevolazioni. A mio parere per lei è possibile passare al regime forfetario e scegliere l’agevolazione più conveniente (riduzione del 35% o del 50%). Credo sia meglio scegliere il 50%…

      • roberto says:

        Buongiorno, in riferimento alle riduzioni del 35% e 50% la circolare INPS stabilisce che non debbano essere accolte le domande di riduzione per ex INPDAP, che sia possibile che mi facciano pagare ancora il100%?
        Grazie

          • roberto says:

            Buongiorno, mi riferisco al art. 59 comma 15 della legge 449/97 per la riduzione al 50% dei contributi agli ultra 65 anni, l’INPS con il messaggio 20028 del 5/12/2012 ribadisce che per i pensionati ex INPDAP non può essere applicata la norma della riduzione al 50%.
            Spero non sia valida anche l’inammissibilità della riduzione del 35%
            Grazie per il suo interessamento.

          • Ho letto il messaggio (direi il telegramma…) dell’inps e non c’è dubbio che la riduzione del 50% NON si applichi ai pensionati ex-Inpdap.
            Per quanto riguarda la riduzione del 35%, la norma (comma 80) si riferisce ai pensionati inps quando indica che ad essi non si applica la riduzione del 50%. A mio parere, poichè il legislatore non dispone diversamente (“Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento. Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335“) la riduzione del 35% rimane invece applicabile.
            In ogni caso ricordo che la riduzione contributiva è facoltativa e deve essere espressamente richiesta con apposita domanda da presentare attraverso il proprio cassetto previdenziale.

  172. Stella says:

    Buonasera, vorrei aprire una P.iva a regime forfettario per svolgere l’attività di fotografa, di tanto in tanto però mi piacerebbe avere la collaborazione di mio marito, lui però è dipendente di un officina meccanica, come è possibile inquadrarlo (se è possibile)?meglio creare qualcosa insieme a percentuale (lui min),fare qualcosa tipo coadiuvante,o dipendente,usare voucher lavoro(se si come?)Mi scusi le mille domande,la ringrazio anticipatamente.Stella

    • Buona sera Stella, per poter permanere nel regime forfetario, non può sostenere più di 5.000€ di spese per lavoro dipendente, collaboratori occasionali o a progetto e associati in partecipazione di solo lavoro o anche ai familiari. Con queste premesse e quindi tenuto conto del limite dei 5.000€ (che coincide con quello per poter effettuare da parte del prestatore “prestazioni occasionali” o cd. “con ricevuta”) la scelta per lei è assolutamente equivalente. Quindi, consiglierei a suo marito di effettuare delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale (magari scrivere anche due righe di lettera d’incarico con una succinta descrizione delle attività da svolgere ed il compenso orario pattuito, da portare con voi durante le sessioni, casomai vi fosse un controllo, per esempio durante un matrimonio…). Lascerei perdere i vouchers che hanno una gestione a mio parere troppo complessa per il vostro caso.
      Saluti
      Nicola Forcella
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  173. Artur says:

    Buonasera,
    avendo intenzione di porre su un sito web dei banner/link di affiliazione (adsense e altri che promuovono i loro prodotti in cambio di una %) debbo necessariamente aprire partita Iva in quanto il “lavoro” non sarebbe occasionale.

    Da quanto leggo, rientrerei nei requisiti del regime forfetario in qualità di professionista (escludendo artigiano e commerciante come inquadramento).

    L’unica cosa che non mi è chiara, è se dovrò pagare un contributo fisso all’Inps, al di là che guadagni 1000 o 10 mila euro annui, o se il contributo Inps è basato sul fatturato.
    La differenza sarebbe notevole e mi permetterebbe di capire se, ipotizzando un guadagno di soli 5000 euro l’anno, sarebbe il caso di pensare a questa forma di guadagno o se lasciar perdere.
    Grazie.

    • Buona sera Artur,
      Certamente l’apertura di una partita iva semplificherebbe le cose con i suoi committenti, che riceverebbero una “normale” fattura senza doversi preoccupare di collaborazioni occasionali che vengono viste come forme di collaborazione poco chiare.
      Come professionista, come può verificare sul sito ATECO gestito da Infocamere, identificandosi all’inizio dell’attività nel codice 73.11.02, potrà accedere alla gestione separata Inps che non prevede la corresponsione di somme contributive in misura fissa, ma solo in percentuale (27,72% nel 2016, per il 2017 a giorni dovrebbe uscire una circolare INPS con l’indicazione dell’aliquota contributiva applicata).
      saluti,
      Nicola Forcella
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  174. Ercole Dalmanzio says:

    Buongiorno, questa mattina mi sono recato presso l’Agenzia delle Entrate per l’apertura della Partita IVA. Ho indicato il codice 1 per usufruire del regime forfettario agevolato del 5%, non avendo mai esercitato un attività ed essendo comunque in possesso dei requisiti previsti. Il sistema però non permetteva di proseguire in quanto l’accesso al regime fiscale agevolato era consentito entro il 31.12.2016, consentendo solo la scelta del regime forfettario al 15%. Sapreste spiegarmi il motivo?

    • Buona sera Ercole,
      effettivamente non so spiegarmi il motivo del funzionamento così particolare del software dell’Agenzia delle Entrate. La norma (art. 1 comma 65 e seguenti legge stabilità 2015) e nemmeno la corposa circolare esplicativa 10/E del 4/4/2016 ponevano limiti all’agevolazione del 5% e tantomeno al regime forfetario! La questione mi è assolutamente nuova… Consiglio di chiedere spiegazioni al funzionario e di pretendere dei richiami normativi e di prassi ministeriale!
      cordiali saluti,
      Nicola Forcella

  175. Nicola says:

    Buongiorno Dottore,
    Io ho chiuso un P.Iva nel 2012, secondo Lei (ri)aprendo la p. Iva (con il regime forfettario), è possibile applicare l’aliquota del 5%

    Cordialmente

    Nicola

  176. Ezio says:

    Buongiorno, ho intenzione di aprire partita iva con regime forfettario. Lo scorso anno ho avuto un reddito da lavoro dipendente maggiore di 30000 euro ma a novembre mi sono licenziato. Da metà dicembre lavoro come dipendentente in un’altra ditta e vorrei continuare a farlo ed in parallelo aprire la partita IVA per un’altra attività commerciale. Posso farlo accedendo al regime forfettario? Grazie

    • Purtroppo no. La circolare 10/E del 4/4/2016 ha chiarito che la cessazione di una, e la successiva ripresa di un’altra attività lavorativa, non permette di poter escludere il limite dei 30.000€, che invece decade nel caso in cui il lavoratore abbia cessato e non ripreso il rapporto di lavoro. La ratio della norma infatti è quella di favorire il contribuente ex-dipendente che desidera (o è costretto) a mettersi in proprio…

  177. Lory says:

    Buongiorno, vorrei aprire partita iva nel 2017 e possiedo tutti i requisiti per poter usufruire del regime forfettario. La mia domanda è: trattandosi di start up posso usufruire della imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni? Mi dà un riferimento normativo a riguardo?
    Grazie

    Lory

    • La risposta è affermativa.
      I riferimenti normativi sono: legge “Stabilità 2015” 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, commi da 54 a 89. In particolare veda il comma 65.
      Circolare Agenzia Entrate 10/E del 4/4/2016 paragrafo 5 alle pagine 42-45, in particolare: “il legislatore con la legge di stabilità per il 2016, ha modificato il comma 65 disponendo che, a decorrere dal 2016, il reddito determinato con i criteri sopra richiamati, sia assoggettato ad un’imposta sostitutiva del 5%, per i primi 5 anni di attività.
      Saluti,
      Nicola Forcella

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

  178. Alessandra says:

    Buongiorno, devo aprire partita Iva nell’anno 2017 in regime forfettario per l’inizio della mia attività di avvocato, la riduzione al 5% dell’aliquota imposta per cinque anni, la ottengo lo stesso o vale solo per le start up nel senso di ditte individuali? Grazie. Alessandra.

  179. Alessio says:

    Buongiorno, devo aprire una P. IVA col regime forfettario 2017 ed ho una domanda sui requisiti. Visto che tale regime non prevede spese deducibili nel calcolo del reddito imponibile (che di fatto è pari al fatturato moltiplicato per l’indice di redditività) che senso hanno i limiti di 5kEuro per lavoro accessorio e i 20kEuro di beni strumentali? Se capisco bene non posso comunque scaricare questi costi, anche se sotto le soglie, ma devo comunque dichiararli. Faccio un esempio: se nell’esercizio compro uno strumento per 25k, non posso dedurre la relativa quota d’ammortamento dal reddito e in più esco dal regime? Sembrerebbe un disincentivo a investire nella propria attività…. Altro esempio: se acquisto un auto per 50k e la dichiaro ad uso promiscuo mi si considera un valore di 25k (50%) che mi fa uscire dal regime forfettario, ma se la dichiaro ad uso personale, l’acquisto non mi pregiudica la permanenza nel regime. Mi potreste gentilmente aiutare a capire?

    • I limiti imposti dalla norma servono per ridurre le tipologie di attività effettivamente svolte dai contribuenti, che devono essere di tipo “personale” (5000 per prestazioni di lavoro) e con bassi investimenti (20000 di beni al 31/12). Insomma, i beneficiari del regime forfetario devono appartenere a fasce marginali di contribuenti.
      Tenga presente che l’ammontare dei beni materiali deve essere inferiore a 20.000€ al 31/12, quindi per assurdo il primo gennaio posso acquistare beni strumentali per 50.000€ e rivenderne 30.000 il 30/12 (v. Videoforum ItaliaOggi 22/1/2015)… Non credo sia previsto che un contribuente in regime forfetario possa permettersi un’auto da 50.000€… A meno che non svolga l’attività di NCC, in tal caso dovrebbe cambiare auto ogni anno.
      Tenga presente che i beni mobili strumentali “dal costo complessivo al lordo degli ammortamenti di valore non 20.000€” comprendono i beni in leasing, noleggio e comodato (quindi rientrano anche quelli acquistati “personalmente” ed utilizzati nell’esercizio dell’impresa/professione). Sono esclusi dal conteggio gli immobili, le attività immateriali ed i beni di valore unitario inferiore a 516,46€.

  180. gigi says:

    salve voglio aprire p artita iva con regime forfettario ma lo scorso anno ho percepito più di 30000 euro come lavoro dipendente per una societa non facente parte della comunità europea. posso accedervi tranquillamente?

    • Può accedervi solo se il rapporto di lavoro è cessato, altrimenti no perché supera il limite imposto.
      Ha presentato la dichiarazione dei redditi percepiti l’anno scorso? Se no, ha ancora 3 giorni di tempo per presentate una tardiva pagando la relativa sanzione.

  181. Simone says:

    Buongiorno
    stavo valutando di aprire una partita iva parallelamente al mio lavoro da dipendente e utilizzare il regime forfettario, attualmente con il mio lavoro da dipendente ho avuto redditi lordi di 33000€ come da Cud, posso accedere comunque al regime forfettario?

    Grazie
    Simone

  182. Stella says:

    Buonasera,
    Ho aperto regime forfetario nel 2016 e sono anche dipendente part time.
    Sommando tutte le ricevute che ho emesso in quest anno come libero professionista forfetario arrivo a 15mila euro, sommo i 4900 di prestazioni eseguite come regime occasionale (prima di aprire p.iva) ed infine l imponibile da dipendente part time che prevedo per fine anno e arrivo a 30600 euro.
    Ho sforato? Ho fatto giusti i calcoli o per raggiungere i 30000 non devo calcolare le ricevute emesse ma una percentuale? Ora che succedera? Perdo il regime per 600 euro?

    C e un modo per abbassare la soglia? Esempio assicurazioni che abbassino l imponibile? O non centra?

    • Buongiorno,
      Il reddito da lavoro dipendente non si somma a quello professionale per la verifica del raggiungimento del limite di fatturato, quindi rientra ampiamente nel limite di legge. Ricordo inoltre che per il regime forfetario non sono previsti costi deducibili di alcun tipo.

  183. Claudio Giordani says:

    Dal 2015 svolgo attività professionale autonoma in regime di vantaggio 5%.
    Nel 2016 ho proseguito in tale regime ma dal 1/1/2017 vorrei transitare nel regime forfetario (mantenendo tassazione 5% e gestione separata INPS). E’ possibile? Adempimenti: basta modificare la dicitura sulle fatture?
    Grazie e cordiali saluti

    • Buongiorno Claudio,
      L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che per il 2016, visto le modifiche apportate alla norma, fosse sufficiente il comportamento concludente (corretta fatturazione e dichiarazione), ma per il 2017 tale opzione non sembra praticabile. A mio parere i soggetti che nel 2015 hanno applicato il regime dei minimi, proseguono con tale regime fino alla scadenza naturale, ossia al termine del quinquennio dall’inizio attività o al compimento del 35° anno di età.

      • Claudio Giordani says:

        Grazie. Avrei voluto optare per il forfetario per “semplicità” di determinazione del reddito. Sto acquistando una vettura che, credo, in regime dei minimi (non sarebbe possibile con il forfetario), potrò dedurre al 50% usufruendo anche forse del superammortamento. Quindi mi sta bene proseguire con il regime di vantaggio. E’ d’accordo?
        Grazie ancora e cordiali saluti

        • Purtroppo no…
          il superammortamento per il 2017 è escluso per le autovetture! La Finanziaria 2017 ha modificato il regime del superammortamento ( qui il mio articolo al riguardo). Presto un articolo dedicato all’argomento.
          Avrebbe dovuto acquistare l’auto entro il 31/12/2016.
          Per il resto, potrà dedurre, nell’anno di acquisto, il 50% del valore dell’autovettura. Attenzione a non superare il limite di 15.000€ di beni strumentali!

          Saluti,
          Nicola Forcella

          • Claudio Giordani says:

            Grazie per la preziosa risposta. Non avevo quindi capito nulla circa il superammortamnento? Il suo articolo recita “Proroga del superammortamento, con esclusione dei veicoli non strumentali”
            Quindi la vettura non è strumentale? Non rientra quindi nei 15000 euro? Scusi la mia scarsa capacità di comprendere.
            Cordiali saluti
            Claudio

          • Buona sera Claudio,
            l’articolo in questione riguarda un’agevolazione che per il 2017 ha escluso i veicoli non strumentali che sono le normali autovetture che non servono direttamente a produrre i ricavi. Un esempio chiarificatore: l’automobile per il tassista o per la scuola guida o ancora il furgone o il camion per l’autotrasportatore o l’impresa di costruzioni sono “fondamentali” per so svolgimento del lavoro. Questi sono automezzi strumentali, che generalmente godono della deducibilità totale del costo di acquisto e dell’iva, mentre gli automezzi “ordinari” sono deducibili al 20% con un tetto massimo di costo di acquisto e l’iva detraibile al 40%. Una bella differenza!
            Per quanto riguarda i minimi, l’autovettura “ordinaria” conta invece sempre al 50% del suo valore di acquisto ai fini del calcolo del limite dei 15.000€ di beni strumentali.
            Saluti

  184. Filippo says:

    Scusi, io nel 2016 ho iniziato attività come professionista con regime forfettario (reddivitivà 67% e riduzione del reddito di un terzo).
    Se nel 2017 vario la mia attività come commerciante, sempre regime dei minimi… ho diritto più alla riduzione?
    grazie

  185. FEDERICO says:

    Buongiorno, per quanto riguarda il nuovo regime previdenziale INPS, significa che viene reintrodotto il minimale contributivo (indipendente quindi dal reddito conseguito) seppur ridotto del 35%? Ho capito bene?
    Grazie per la Vs. gentile risposta.
    Cordiali saluti,
    Federico

    • Buongiorno Federico,
      la risposta è positiva, è stato reintrodotto il minimale inps gestione commercio, ridotto del 35%.

      Si ribadisce inoltre che per avere l’accredito di un anno di anzianità contributiva (cioè per arrivare ai 42+ anni di contributi versati) bisogna versare contributi pari all’intero minimale. Il 35% di “sconto” comporta il contemporaneo allungamento del 35% del periodo necessario, anno per anno, al raggiungimento dell’anzianità contributiva…

      Se la risposta la soddisfa, perché non lo fa sapere mettendo un commento o una recensione sulla nostra pagina Facebook ?

      • Astrid says:

        Buongiorno
        un’informazione se una studentessa laureata in Architettura che si è abilitata con esame di stato a giugno 2016 ha fatto uno stage da un architetto da marzo 2016 a settembre 2016 se nel 2017 apre la partita iva con regime forfait può usufruire della tassazione al 5% anzichè al 15%.
        Grazie mille

        • Buona sera Astrid,
          la risposta è affermativa perchè la figura dello stage si inquadra in un rapporto di lavoro precario “non retribuito” con caratteristiche di marginalità che sono già state ritenute dall’AE ininfluenti nei confronti della possibilità di optare per l’agevolazione starup.
          In particolare la circolare 10/E del 4/4/2016 a pagina 44 riporta: “Con precedenti documenti di prassi è stato, altresì, chiarito che la
          continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono
          diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità
          economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a
          tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di
          tempo non superiore alla metà del triennio.

          cordialità,
          Nicola Forcella

          • Tony says:

            Buonasera,
            il comma 82 L. 190/2014 “Cessazione regime contributivo agevolato” dispone che “Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie di cui al comma 57.”
            Sembrerebbe quindi che un artigiano che nel 2016 supera la soglia dei ricavi per permanere nel regime agevolato inizierà a versare i contributi senza riduzione del 35% dal 2017.
            A seguito di invio del modello di REVOCA (COMUNICAZIONE DI USCITA DAL REGIME PREVIDENZIALE AGEVOLATO) inviato entro il 28/02/2017 l’INPS ha fornito (anche per il 2017) i mod. F24 per i versamenti delle 4 rate IVS sul minimale RIDOTTE del 35%. E’ corretto? o forse la contribuzione IVS ordinaria sul 2017 (contribuzione NON ridotta) avverrà al momento del pagamento a saldo 2017 (30.06.2018) con il versamento delle eccedenze contributive sul minimale?
            Grazie
            Tony A

          • Buongiorno Tony,
            la circolare INPS 35 del 19/2/2016 cita testualmente: “Nei primi due casi il regime ordinario verrà ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita“.
            Se ne deduce che il ripristino della contribuzione piena avverrà nel 2018… Sono sconcertato, e non credo che sia un problema di tempistiche per l’elaborazione degli F24, che vengono resi disponibili circa due mesi dopo la scadenza del 28/2. Senza tenere conto che le domande sono telematizzate e quindi acquisite in tempo reale!
            A volte proprio non capisco perché l’INPS si comporti così a vostro discapito. Sorge il dubbio che faccia comodo che i contribuenti maturino la minore anzianità contributiva possibile…
            Se mi è permesso, sono sinceramente contento di non averci a che fare per le mie questioni previdenziali.
            cordiali saluti,
            Nicola Forcella

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